di Fausta L’Insognata Dumano – Raccontare oggi dopo anni di distanza quegli anni fa un effetto strano, ma attorno a me è scoppiata questa voglia di amarcord, da una parte scaturito da questo scaraventare foto su facebook in bianco e nero di quel periodo, dall’ altra lo stimolo a parlare, sollecitata da chi era bimba o ancora non era nata.
Due, anzi tre premesse sono indispensabili. La prima nel nostro territorio nessuno hai mai fatto una pubblicazione storica, in rete la voce il 77 a Frosinone, in Ciociaria genera poco e nulla. C’è un libro di Tonino Aversa, una prima ricostruzione che contestai parecchio, generando una querelle tra Frosinone e Bruxelles, dove vive Tonino. Contestavo il modo in cui venivamo narrate noi, le ragazze del 77, nel libro il nostro ruolo era associato a storie di gioia, sesso e dolore, apparivamo solo se si raccontava il sesso e l’amore, il nostro ruolo nel movimento era nullo dal punto di vista politico.
Dopo scambi al vetriolo tra noi, coinvolsi anche Marco Rizzo, il parlamentare europeo, che nel libro cura la prefazione. Tonino stremato dall’ accusa di maschilista concluse la querelle ”Non è colpa mia il non averti incontrato in quegli anni, sai che faccio??? in ogni dove in ciociaria presento il libro ci sarai tu……..
”Sulla questione donne ho ampiamente discusso anche con Casamassima, lo scienziato del 77, appellativo che si meritò in un incontro al Satyricon, il compagno so tutto io mi relegava al ruolo di quella femminista che con i ferri di lana a Rimini fece crollare Lotta Continua al congresso. In rete c’è un odioso video su quello scontro. A distanza di tempo il Casamassima con un messaggio su facebook mi ha chiesto scusa per il suo atteggiamento ostile e saccente..
IL MIO 77 sarà il racconto di una studentessa, femminista e indiana metropolitana, cercherò di portarvi nei nostri luoghi dell’epoca, nei nostri nomi, nei collettivi i cui nomi sono fondamentali per capire la fantasia al potere, ”la scenneca” era quello di Arpino. Spero che leggendomi altri protagonisti del tempo prendano la tastiera. Intanto un primo grazie a Piero Albery,il fotografo per eccellenza, a lui si deve se oggi abbiamo un po’ dell’ archivio fotografico, possiamo considerarlo il nostro Tano D’Amico, altre foto di altri fotografi furono sequestrate in una pagina nera che racconteremo.
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