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partito-democratico bandiera350-250di Ermisio Mazzocchi – Il centrosinistra con presidenti PD ha vinto le regionali in Emilia Romagna e in Calabria. Ne siamo felici e soddisfatti. Una vittoria, tuttavia, che ha un punto debole: l’astensionismo. Un problema certamente non di secondaria importanza, perché ha al centro il cittadino e la credibilità del sistema democratico di rappresentanza. La Costituzione repubblicana sancisce la libertà di voto e di partecipazione. Oggi diversi milioni di cittadini rinunciano a questo diritto. Perché? La risposta non è in qualche frase salomonica. Possiamo azzardare qualche breve considerazione. Il fenomeno dell’astensionismo, quindi della rinuncia a esercitare un diritto, non è di oggi, né ha coinvolto circoscritte realtà, come il voto di domenica 23, ma si è manifestato in più tornate elettorali anche nazionali. Non è nemmeno anti politica, vale a dire avere un atteggiamento contrario. Qui, a mio parere, si è prodotta una frattura tra il cittadino e le istituzioni di governo. Queste non sono più un luogo di appartenenza del “popolo”, rappresentano luoghi di esercizio del potere finalizzato a interessi di parte. Non è una questione di sfiducia che pure è presente. E’ venuto meno una coscienza civile di appartenenza a una comunità che si era dotata di strumenti di reciproca solidarietà che si sono rivelati inutili e rivolti ad altri obiettivi che non riguardano più quella comunità. Il vettore di quella appartenenza erano i partiti, che costituivano un riferimento di sintesi di un confronto “pubblico” nelle sedi di partito che si trasferiva nelle istituzioni. Costituivano una “piazza” aperta, sollecitavano una partecipazione, stimolavano le scelte (per il voto e per i candidati). Oggi si è cancellata questa funzione. Avrebbe ragione Renzi (l’astensionismo secondaria importanza!!! anche se ritengo per antica cultura politica che bisogna fare in modo che”non vada disperso nemmeno un voto) se questo comportamento del corpo elettorale fosse sporadico, circoscritto, saltuario. Ma la tendenza è tutta in crescita, in costante aumento. La democrazia senza l’esercizio del voto di tutto il popolo è debole, è scarnificata, si impoverisce. E i rischi sono molteplici. Se assumiamo la responsabilità non solo di governo ma di essere un perno della democrazia, dobbiamo rivedere il rapporto partito-cittadini. Questo implica la definizione della sostanza e degli obiettivi di quello che dovrebbe essere il PD, ma non abbandonando quello che sarebbe dovuto essere.
(pubblicata anche su Faceboobk)

Ecco cosa significa in voti l’astensionismo che in Emilia Romagna arriva a superare il 60%

Elezioni regionale Emilia Romagna. Grande risultato di vittoria del centrosinistra. Prosciugamento della forza del PD. I numeri (non le percentuali). Il PD ottiene in Emilia Romagna 535.109 voti in queste regionali, alle Europee aveva ottenuto 1.212.392, Il PD perde 677.283 voti; il PD nel 2013 aveva ottenuto alle politiche 989.810 voti, perde 454,711 voti; il PD alle regionale del 2010 ottiene 857.613 voti, perde 322.504 voti. LEGA NORD in queste regionali prende 233.439, alle Europee 116.394 voti guadagna 117,045; nel 2013 alle politiche prende 69.106 guadagna in queste regionali 154.333. Perde su tutti i fronti FI. Conclusione. IL PD è la principale forza che ha una emorragia di voti di astensionismo in continua successione e in espansione della grandezza. Non credo che sia un problema di “secondaria importanza” e del tutto occasionale!!!!

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Di Ermisio Mazzocchi

Ermisio Mazzocchi: nato a Vetralla (VT) il 7 agosto 1946. E' laureato in Filosofia presso l'Università di Roma "La Sapienza". Nel 1972 è dirigente nel PCI nella Federazione di Frosinone. Dal 1985 assume l'incarico di Presidente della Confederazione italiana coltivatori (oggi CIA) che lascerà nel 1990 per ricoprire incarichi politici nel Comitato regionale del PCI e in seguito PDS del Lazio. Si è occupato di agricoltura e dei suoi prodotti come Presidente della Consulta regionale e nell'ambito dell'ARSIAL. Nel 2004 tiene su incarico dell'Università di Cassino un corso sul tema "Storia della bonifica pontina". Nel 2003 pubblica il suo primo libro sulla storia dei partiti cui segue il secondo nel 2011 sullo stesso tema. Il suo impegno politico è nel PD. Studia avvenimenti storici ed economici.

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