di Ignazio Mazzoli – La Sala della Ragione del Palazzo comunale di Anagni piena come chi scrive non la ricordava da tanti anni. Piena di ex operai della Videocon accorsi per ascoltare la conferenza stampa convocata dal Sindaco Fausto Bassetta e con argomento all’ordine del giorno appunto la sorte dei 1300 lavoratori di questo stabilimento un tempo all’avanguardia nel campo di cinescopi e parti per televisori e oggi chiuso per fallimento. In suo nome le lotte dei lavoratori hanno strappato un accordo di Programma per tutto il territorio Anagni-Frosinone e a oggi mancano risultati. Da questo incontro sperano di apprendere buone nuove.
Una sicuramente c’è. Il Sindaco Bassetta dopo aver incontrato i lavoratori presso lo stabilimento Ex Videocon agli inizi di novembre ha mantenuto fede al suo impegno di incontrare Sindaci, Parlamentari, Consiglieri regionali, il Presidente della Provincia e Sindacalisti per conoscere le reali possibilità d’azione in favore di nuova occupazione in quest’area territoriale.
Alla puntualità del Sindaco non fa però riscontro nuova informazione di passi in avanti.
Negli interventi degli invitati a fornire notizie, manca la percezione dell’emergenza Videocon. Non solo. Manca la consapevolezza dell’emergenza disoccupazione in provincia di Frosinone che ha 115.000 iscritti alle liste per l’occupazione. Quasi il 25% dell’inetra popolazione provinciale.
Dei lavoratori a parlare è Gino Rossi, uno dei leader della resistenza operaia. Denuncia subito che dall’Accordo di Programma tutti si aspettavano molto di più. Cioè? Perché?
Il perché diviene noto nell’intervento di Sandro Chiarlitti segretario generale dei chimici della Cgil, condiviso e ripreso dai suoi colleghi delle altre organizzazioni sindacali. «Molto, molto deludente non solo a fronte dei grandi annunci a oggi senza pratiche conseguenze. La prima cosa che si nota è il disimpegno del Ministero dello Sviluppo Economico che sembra aver smarrito il ruolo trainante che ebbe nell’estate del 2013.
Ex lavoratori Videocon nella Sala della Ragione ad AnagniFino ad oggi sono inserite solo due aziende chimiche della farmaceutica, Sanofi Aventis e ACS Dobfar, dimenticando completamente le decantate scelte strategiche del turismo e della green energia, ma non solo, manca ogni interesse verso il settore della meccanica che ha una forte incidenza sia come indotto dell’auto sia per l’avio, qui c’è l’Agusta.
Penso che si possa leggere anche una scarsa attenzione delle forze politiche locali e pure della stessa Regione Lazio. Una domanda la faccio io: pur avendo l’Asi recuperato con la legge 488 le strutture ex-Videocon dalla curatela fallimentare perché non hanno solleticato l’interesse di qualche imprenditore?»
«Un limite l’Accordo di Programma lo sta rivelando. Le sue maglie di selezione sono troppo strette: accolgono contratti di sviluppo che valgono almeno trenta milioni; le piccole e medie imprese sono così tagliate fuori e purtroppo non riescono a fare rete e qui ci vorrebbe un intervento delle Istituzioni. Terzo. Non abbiamo visto fino ad oggi alcun progetto e continuiamo a sentire molte parole.» Un quadro preciso ma malinconico. Ci vorrebbe una guida politica vera, consapevole e autorevole in questo territorio. Ecco qui, tutti quelli che hanno riempito la Sala della Ragione volevano conoscere novità e impegni. Volevano soprattutto sapere se c’era un impegno degli eletti alla Regione Lazio e al Parlamento nazionale a modificare presso il Ministero dello Sviluppo Economico, come serve per renderlo praticabile e funzionale, l’Accordo di Programma Anagni-Frosinone.
A parte il rituale affermare che si lavorerà in regione (assenti i consiglieri regionali Bianchi e Buschini perché impegnati in Consiglio) e altrove per allungare i periodi di mobilità o verificare le possibilità di accesso alla pensione per quegli ex dipendenti che possono andarci, dai rappresentanti delle istituzioni altro non è venuto. Anzi qualcuno di loro è rimasto ancora alla richiesta di una “scheda dettagliata” per andare a discutere al Ministero del Lavoro. Il malessere deborda dalle sedie e qualcuno rumoreggia: “…ma stiamo ancora a sette anni fa. Ma de che sta’ a parlà?”
Gino Rossi riprende la parola e chiede una scaletta d’impegni per conoscere che si farà da domani. ???
Resta un’unica speranza, che questo incontro convocato dal Sindaco Bassetta diventi per davvero, trasformandosi, una “Unità di crisi” permanentemente al lavoro per affrontare emergenze e proporre ipotesi di soluzioni.
La presenze istituzionali: il Senatore Francesco Scalia, i Sindaci Mario Felli (Piglio), Domenico Alfieri (Paliano) e Augusto Agostini (Acuto), il Presidente dell’amministrazione provinciale Antonio Pompeo, dei rappresentanti sindacali (Ennio La Bella per Femca Cisl, Sandro Chiarlitti della Filtect Cgil, Mauro Piscitelli della Uiltec Uil e Paolo Sabatini della Usb). I consiglieri regionali Mauro Buschini e Daniela Bianchi, impegnati in aula, hanno portato il loro contributo attraverso loro delegati.
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