olive 2014 350 260

olive 2014 350-260di Donato Galeone* – I rapporti di collaborazione nelle “filiera olivicola” da Vallecorsa al basso e alto Lazio tra produzione-trasformazione-stoccaggio-confenzionamento e commercializzazione che impegnano gli Olivocoltori con le loro ORGANIZZAZIONI DI PRODUTTORI riconosciute dalla Regione Lazio devono pur – nell’annata pessima di produzione e raccolta olive 2014 – ancor più consolidarsi tra i Produttori, con il lavoro partecipato e nel reciproco interesse economico di “filiera olio di qualità tracciata e certificata”.

Purtroppo dobbiamo rilevare la estesa crisi della raccolta olive 2014 che annualmente dovrebbe iniziare a metà ottobre e che difficilmente proseguirà fino alla viglia di Natale.

Perchè nell’area del basso Lazio, sia nella Provincia di Frosinone e in parte anche nella Provincia di Latina, abbiamo riscontrato “marcate criticità” per la scadente produzione provocata non soltanto dalla “mosca olearia” che ha infestato gli oliveti superando le soglie di tolleranza (10%).

Abbiamo constatato, dai sopralluoghi effettuati nei campi olivati, che le olive – nonostante i trattamenti fitosanitatri regolamentati dalla Regione Lazio a fini agroambientali – sono state attacatte anche da “funghi e batteri” alimentati dalle persistenti avversità climatiche, congiunte alla diffusa infestazione della mosca olearia.olive 2014Le brutte olive del 2014

Ecco, perchè, sono riscontrabili i danni economici a produttori olivicoli e frantoiani dovuti alla eccezionalità delle condizioni climatiche che da metà giugno, dopo il “trattamento preventivo contro la mosca oleraia”, non si prevedevano intense piovosità – da fine luglio e agosto – che ha disastrato l’agricoltura, tra il Lazio e la Toscana, danneggiando anche l’olivo.

Mentre le rappresentanze degli Operatori e Coltivatori agricoli hanno sollecitato interventi per “calamità naturali” richiesti alla Regione Lazio – coinvolgendo le Organizzazioni dei Produttori anche del comparto olivicolo – ci permettiamo segnalare che “dalle olive ancora vegetanti sugli alberi, se visivamente sono più che deteriorate nel frutto, non si potrà ottenere un olio di alta qualità per il consumatore”.

Ecco, quindi, la massima attenzione visiva, innanziutto, al frantoio sulle olive – se raccolte e in molitura nei frantoi – che, responsabilmente, devono informare il consumartore sul prodotto olio ottenuto da ogni frantoio, che sia – possibilmente – “tracciato e certficato” nelle sue caratteristiche di qualità e sicurezza alimentare, così come è certficato da ogni Organizzazione di Prodottori riconosciuta dalla Regione Lazio. 

*Agr. Donato Galeone – Coordinatore Tecnico della Organizzazione Produttori “Le Badie” Lazio
Frosinone, 15 ottobre 2014

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