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partito-democratico bandiera350-250di Ignazio Mazzoli – Incredibile PD. Il segretario del PD Lazio, On. Fabio Melilli  bacchetta i dirigenti locali per la divisione, ma, accetta il risultato, e invita a ritrovare le ragioni dell’unità del partito. Ricordiamo male o non è stato il comitato regionale del Pd e con il suo segretario a riconoscere che l’unica candidatura del PD e l’unica lista che si potesse fregiare del simbolo di questo partito erano quelle decise nella direzione provinciale del partito democratico di Frosinone?
Non solo. I commenti a caldo che vanno da “con il PD e con il centrosinistra sempre mai con il centrodestra” di Sara Battisti, Presidente dell’Assemblea provinciale del partito, alla classificazione che il risultato è una vittoria del centrodestra di cui il senatore Scalia sarebbe il capo indiscusso, come sostiene Francesco De Angelis responsabile degli enti locali. Queste affermazioni che stanno a significare? così direbbe il commissario Montalbano.
“Il risultato del voto per eleggere il Presidente dell’Amministrazione provinciale richiede una riflessione politica più ponderata, depurata dai fumi dello scontro elettorale” – “si legge su Facebook da parte di Ermisio Mazzocchi. – “Un dato è certo, – continua – la maggioranza del Consiglio provinciale è di centrodestra”. Sarà, ma il quesito che i dirigenti di questo maldestro partito si dovrebbero porre oggi, è un altro. Chi dirigerà il PD ciociaro? E con quale linea? (ma forse per qualcuno questo è problema secondario)
Ragioniamo se possibile: In tutta Italia i presidenti delle province sono stati eletti con grandi “ammucchiate” legittimate dalle larghe intese nella versione Renziana che comprende forze impegnate nella maggioranza per esplicita alleanza e forze che sostengono dall’esterno pur senza patti pubblicamente sottoscritti ma con implicite dichiarazioni d’amore incondizionato per non meglio precisate ragioni. Lasciamo stare.
Quindi nessuno scandalo e nessuna meraviglia per gli appelli al “voleteve bene”.
Quello che invece ci meraviglia è l’assenza di una visione coerente e dichiarata della propria collocazione e delle finalità che si vogliono raggiungere oltre a quella di stare al potere comunque. Per fare cosa è fatto secondario?
C’è un aspetto in questa vicenda che ci aiuta a richiamare alla memoria degli antefatti che forse a qualcuno possono essere sfuggiti. Uno in particolare ci appare evidente anche se occorre precisare le analogie per non ingenerare confusione, giudizi sommari e quindi superficiali. Per queste elezioni di secondo grado il senatore Francesco Scalia ha scelto una linea che aveva avuto l’opportunità di sperimentare in occasione delle ultime elezioni amministrative a Veroli. Tutti insieme contro una minoranza del suo partito. Le analogie finiscono qui.
Perché? A Veroli il sindaco Giuseppe D’Onorio nei dieci anni impegnati nelle realizzazioni utili al comune ha tenuto d’occhio anche i pilastri su cui costruire la continuità del suo lavoro e quindi la sua successione. Dubbioso per la latitanza del PD, in primo luogo ha operato perché il supporto al lavoro di amministrazione fosse espressione dei cittadini organizzati in liste civiche tanto da non rompere con il PD, ma senza restarne travolto dalle sue lotte intestine senza utili finalità sociali. In quell’occasione il senatore Scalia per rafforzare il suo sostegno pronunciò una frase rumorosa: anche se il mio partito avesse scelto di assegnare il simbolo a qualche lista io avrei comunque sostenuto questa coalizione capeggiata da Simone Cretaro (il PD non consentì in quella occasione che si utilizzasse il simbolo di partito ndr). Lì chiaramente si trattava di tutte liste civiche. Oggi si tratta d’altro, di schieramenti e partiti nazionalmente identificati e presenti in Parlamento.
In questa circostanza delle elezioni provinciale di secondo grado, il senatore Francesco Scalia ha reso esplicita e concreta questa sua determinazione facendoci capire che quell’affermazione del maggio scorso era molto, da lui, pensata.
Che cosa si coglie nel suo pensiero? Dagli avvenimenti si ricava un disegno che non si può collocare nell’occasionalità elettorale. In questo senso è leader di un progetto, quello di definire un PD che raccoglie prevalentemente se non esclusivamente un’area di centro moderato-conservatore in cui possano collocarsi anche quegli uomini e donne del centrodestra che si sono impegnati in Forza Italia e oltre.
Perché questo disegno può arrivare al successo? Per le ragioni più volte ripetute. Per esser forza di rinnovamento e di sinistra bisogna avere un progetto di società, esser coerenti fra affermazioni, comportamenti e risultati. In questo PD ciociaro non appaiono operanti forze di questo tipo.
Chi è pronto a credere a un impegno di differenziazione dal centrodestra? Oggi qualcuno ha “un ricordo di Mario Abruzzese”, di quando ha contribuito a distruggere la sanità provinciale, di quando ha contribuito alla presentazione della legge Tarzia per la chiusura dei consultori familiari, di quando ha finanziato la legge 46, quella per la Fiat per intenderci, con gli spiccioli, di quando è stato travolto con i suoi compari nello scandalo politico che ha coinvolto la Regione Lazio, a danno dei cittadini. Ma dov’era tutta questa memoria? Se sapevate tutte queste cose perché non le avete dette durante la campagna elettorale per le regionali del 2013 e in quella per le Europee? Forse per non diturbare il guidatore troppo impegnato a cercare preferenze con Sergio Cippitelli e in seguito con tutti gli uomini utili di centrodestra (senza badare al capello). Non basta essere stati iscritti al Pci per qualificarsi eredi di quel partito. Senza coerenza, rigore morale e soprattutto senza stare tutti i santi giorni dalla parte di chi lavora ed è più debole non ci sono eredi di quel partito. Si può essere solo dilapidatori del patrimonio grande lasciato. Com’è avvenuto.
Le elezioni provinciali di secondo grado sono una piccola cosa. Ma il problema aperto è gigantesco. Basterà un congresso a dare un volto dignitoso al PD? Ognuno si faccia un esame di coscienza e valuti se in questo PD si può restare.

14 ottobre 2014

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