bandierecentro sinistra pd-sel 350

bandierecentro sinistra pd-sel 350di Ernesto Polselli – La coerenza politica è insostituibile per garantire la credibilità dei suoi rappresentanti. Abbiamo assistito a una mutazione della matrice originaria di esponenti del PD, formalizzando alleanze sottoscritte con partiti del centrodestra, naturale avversario politico delle forze progressiste e di centrosinistra. Le elezioni del Presidente e dei 12 membri del Consiglio dell’Amministrazione provinciale hanno portato candidati iscritti al PD a venire meno a quel patto sottoscritto a sostegno e a difesa dei principi costituenti il PD, consentendo di ridare cittadinanza politica a un centrodestra che era stato sconfitto e fortemente ridimensionate in tutte le ultime tornate elettorali in particolare in molti comuni della provincia. Compreso Cassino.
In questa città le forze del centrodestra subiscono una bruciante sconfitta per il malgoverno dei suoi amministratori. Giuseppe Golini Petrarcone è eletto sindaco con una coalizione che si riconosce nell’area di centrosinistra.
A essa abbiamo, come PD, fatto riferimento per manifestare la nostra disponibilità a sostenere il sindaco e la nuova amministrazione consapevoli che solo in questo modo era ed è possibile rafforzare il progetto del cambiamento e mantenere ferma e chiara la diversità e rappresentare la vera alternativa alle forze conservatrici e alla destra.
Le elezioni per l’Amministrazione provinciale potevano e possono ancora ora rappresentare una ulteriore opportunità per lo stesso sindaco e per l’intera sua maggioranza, composta interamente da esponenti dichiaratamente appartenenti ad ambiti di centrosinistra, per assumere una centralità volta a un risultato che veda vincenti le forze che si raccolgono intorno alla candidatura di Enrico Pittiglio.
Non si tratta di avere garanzie per avere un eletto nel Consiglio provinciale che sarebbe comunque garantito quanto piuttosto evitare che lo stesso sindaco e la sua amministrazione vengano a essere ipotecati da quelle forze che ora sono all’opposizione, immolandosi sull’accordo Scalia-Pompeo-FI-UDC-NCD. In sostanza in questo modo si rafforza l’obiettivo di fiaccare l’attuale amministrazione e alcuni effetti si incominciano a intravedere.
Le stesse operazioni condotte per il Cosilam e la Saf non hanno dato respiro politico all’attuale amministrazione e un peso specifico allo stesso sindaco, ma li hanno relegati a un ruolo subordinato ai disegni delle forze del centrodestra che erano state sconfitte sulla parola del cambiamento. Non credo che qualcuno si possa accontentare di promesse assunzioni al Cosilam e di assicurazioni sulla carta di bilanci consolidati come controparte per garantirsi qualche voto di qualche sindaco e/o consigliere comunale.
La riforma degli Enti messa in atto da Zingaretti, le cui direttive sono state approvate dalla giunta del 30 settembre, deve porre fine a questi metodi e proseguire nell’opera di revisione della loro funzionalità, come nel caso del Cosilam.
Il risentimento politico del PD e dei suoi consiglieri non può che essere legittimo, ma visto in una prospettiva di salvaguardia di una amministrazione e del suo stesso sindaco che deve rimanere nell’ambito del centrosinistra senza subire il fascino delle false sirene ed essere contaminato da una politica e dai suoi uomini che sono stati ripudiati e sconfitti. Ridare rappresentanza a costoro significherebbe sottoscrivere la propria autodistruzione politica e la fine di una esperienza amministrativa che era stata la speranza di migliaia di cittadini di Cassino. Coerenza vorrebbe che si confermasse una linea di continuità nelle scelte di campo, il centrosinistra, per le elezioni provinciali.
Sono convinto che Petrarcone per la sua stessa formazione politica che gli deriva dalla tradizione liberale democratica, temprata dalle esperienze politiche di partito della migliore sinistra italiana, sappia opporsi a politiche conservatrici e illiberali e colga questa occasione per dare vigore e slancio al governo della città di Cassino. Non ci sono alternative. Il PD è nel centrosinistra e candida un iscritto del PD, Enrico Pittiglio, designato dagli organismi dirigenti del partito e sostenuto da una lista che ha il simbolo del partito. Altri si sono chiamati fuori da questo democratico circuito di appartenenza politica e stipulato con tanto di firma alleanze con propri e storici avversari. Non vorrei trovarmi davanti una foto con Petrarcone e Abbruzzese a sostegno di un candidato fuori del PD e del centrosinistra come è avvenuto a Frosinone. Anche per Cassino non valgono a nulla intese dell’ultima ora, né il cambio di caselle politiche. Sono operazione sempre fallimentari perché fuori dalle garanzie dei partiti accompagnati da interessi personali e contingenti e non danno nessuna certezza di conferme per future candidature e relative elezioni.
Se qualcuno si illude che come presidente l’uno, Pompeo, o l’altro, Pittiglio, siano la stessa cosa ha fatto un errore di valutazione politica. Il primo è vincolato da un patto programmatico con il centrodestra che condizionerà a cascata i rapporti nelle amministrazioni a cominciare proprio da Cassino, spostando l’asse politico di una amministrazione che si è sempre collocata nel centrosinistra. Il secondo garantisce una continuità della politica del PD con un riferimento chiaro al centrosinistra che governa la regione Lazio e con una azione che rimane nell’ambito delle forze di centrosinistra senza condizionamenti imbastiti dal centrodestra.
I consiglieri comunali a partire dallo stesso sindaco di Cassino che si ritengono, come sempre dichiarato, di essere nel solco del centrosinistra e quelli legati da un patto di adesione morale e politica al PD sono posti di fronte a una scelta che potrebbe avere conseguenze decisive per il futuro di questa città. Questa scelta, ritengo, debba essere chiara e inequivocabile a favore di un partito, il PD, che oggi intende assumere una responsabilità politica e amministrativa di cambiamento e di rinnovamento.

Ernesto Polselli

Cassino 3 ottobre 2014

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