di Ignazio Mazzoli – Un “inedito” sullo scenario della politica frusinate si è svolto sabato 20 pomeriggio presso la saletta ELLETI, vicino al largo Norberto Turriziani a Frosinone. Un elegante invito de “il confronto”, spazio promosso e animato da Stefano Vona e da sua moglie Sonia Sirizzotti, ha chiamato l’informazione locale scritta e online a raccogliere la testimonianza diretta del malessere profondo sviluppato nel Partito Democratico frusinate.
Diciamo correttamente che destinataria del messaggio dell’iniziativa è stata l’informazione. Ci è apparsa una scelta opportuna nata dal bisogno e dal senso di dovere di far conoscere che cosa accade ai tentativi di confronto nel PD. Che fine fa la voglia di partecipare, come è mortificata la militanza, come si ostacolano la ricerca di soluzioni e la voglia di confrontarle, sempre inevitabilmente destinate ad infrangersi addosso al muro delle posizioni precostituite sostenute dalla più acritica fedeltà di corrente. L’opposizione in queste condizioni pur se parla non ha voce, non può aspirare a portare alcun contributo, figurarsi se può pensare di concorrere a determinare un nuovo gruppo dirigente.
Abbiamo scritto “inedito”. Non è un’esagerazione, perché mai prima di ora esponenti di un partito, in questa realtà, erano stati obbligati a denunciare pubblicamente l’impossibilità di contare con le proprie idee nell’organizzazione politica dove hanno liberamente scelto di impegnarsi attratti sicuramente dall’aggettivo “democratico” e da regole statutarie condivisibili, ma che ignoravano fossero costantemente disattese.
La formulazione che si legge nell’invito: “Uomini e donne liberi del PD ciociaro contro un’idea proprietaria del partito” è innegabilmente di grande impatto. Non solo mediatico, è un vero e proprio grido di dolore e di rivendicazione di diritti offesi e conculcati.
La forza dell’iniziativa svolta sabato nasce da com’è stata testimoniata la diffusione del malessere. C’erano iscritti e dirigenti di partito provenienti da nord a sud, donne e uomini, giovani e meno giovani. Stefano Vona, che ha presentato con un intervento l’incontro, ha saputo raccogliere la sofferenza d’intere aree di partito che sabato si sono rappresentate con i volti di Gaetano Ambrosiano, Valerio Ascenzi, Emilia Bianco, Filippo Calcagni, Riccardo Greco, Giuseppe Grilli, Stefania Martini, Armando Mirabella, Giuseppe Sarracino, Norberto Venturi (sperando di avere annotato tutti diligentemente) che sapevano con determinazione di parlare a giornalisti perché riferissero queste opinioni troppo spesso offuscate. Testimonianze davvero rappresentative delle opinioni politiche circolanti in questo PD delle posizioni più diverse, da “non toccare l’articolo 18 e la reintegra” a chi chiede “valori liberale nella sinistra”, a chi denuncia di essersi dimessa dalla segreteria perché impossibilitata a svolgere il proprio ruolo come ha raccontato Emilia Bianco. Sono tutti impazziti? Tutti invidiosi? Tutti pronti a trovarsi un nuovo protettore? Nulla di tutto questo ci è parso credibile. Tutti convinti, questo si, che nessun congresso ha eletto gli attuali organismi dirigenti.
Quest’autentica sofferenza ci è parsa non solo vera ma covata da tempo. Ci chiediamo perché non è venuta alla luce davanti alle disfatte del 2012 a Frosinone e Ceccano? Due anni per maturare sono lunghi. Perché si è giunti a questa situazione di aperta denuncia? Che cosa chiedono coloro che si sono assunti il compito di tentare di aprire una fase nuova? Due valori essenzialmente rivendicano: una condotta eticamente corretta nel rispetto delle regole interne e il riconoscimento dei diritti dell’opposizione come avviene in ogni organismo in cui si vive un regime democratico senza aggettivi. Ripetutamente chi ha parlato ha denunciato l’ingabbiamento della vita di partito nel binomio Francesco De Angeli-Francesco Scalia in permanente competizione. E’ vero? Perché si è giunti a questo? Alcuni intervenuti hanno rilevato che le colpe sono anche di non essersi fatti sentire. Qualcosa del genere c’è sicuramente.
Ci sono almeno due aspetti che sulla base di quello che abbiamo ascoltato andrebbero sondati e approfonditi: perché vincono gli egoismi dei capicorrente, non c’è forse qualcosa di più profondo che riguarda la convivenza di ispirazioni che non potranno mai ritrovarsi in uno stesso contenitore o meglio in uno stesso partito?
Il secondo, drammaticamente esploso nello stesso pomeriggio di sabato è quello che per comodità chiameremo “trasversalismo”. Mentre seguivamo con altri colleghi questa conferenza stampa ci giungeva la notizia che Gianfranco Schietroma stava ritirando la sua candidatura a presiedente della Provincia di Frosinone che era stata definita in uno spezzone del PD ciociaro. Perché? Questa scelta si reggeva, se non su un accordo, certo sulla “valutazione” che sarebbe stata sostenuta dalla compiacenza di una parte di Forza Italia, stessa parte che in quel pomeriggio annunciava di essere interessata ad un altro candidato, ma non a Schietroma. Un partito può mai definire le sue scelte in base alla compiacenza di presunti alleati? Non ha una sua valutazione autonoma basata su programmi e giudizi certi? Questi metodi nel PD frusinate sono datati da molto tempo e non appartengono a uno solo dei contendenti chiamati in causa. Sempre più si ha l’idea che la politica ciociara sia in mano ad una cupola.
Chi vuole cambiare sappia che ha davanti una dura fatica. Non ci sono facili soluzioni. L’autonomia di giudizio di un organismo come si assicura? Un’idea come si sostiene, con quali regole ci s’impegna? Non ci sono rimedi miracolistici, crediamo, l’unica strada è la tenacia costante a lottare per il rispetto delle decisioni dentro le regole date chiamando uomini e cose con il loro nome e cognome. Un codice etico reclama di conoscere responsabili e critici. Chi critica deve sapere e volere metterci la faccia. La battaglia delle idee e delle scelte politiche non ha surrogati.
22 settembre 2014
La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.
Sostieni il nostro lavoro
unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie