
di Antonella Necci – Aveva preso l’abitudine di recarsi in giardino nelle ore più calde del pomeriggio, con la sedia elettronica si dirigeva verso l’ascensore che lo portava proprio all’ingresso del grande parco. Con Powder e Layla sulle gambe si sentiva osservato mentre fingeva naturalezza nello scorrere lungo i viali frequentati, in quelle ore, sia dagli ospiti che dai convalescenti. Tutti sì volgevano a guardare con curiosità quel signore dai capelli rossi e con due gatti in grembo, che usciva tutti i giorni alla stessa ora per raccogliere ed immagazzinare il calore degli avari raggi di sole che quest’anno si erano fatti vedere nella bella Zurigo.
Nelle sue lunghe e silenziose passeggiate, gli unici interlocutori restavano sempre i due gatti. Powder era da sempre l’ispiratore sia di decreti che di editti supremi. Si capivano guardandosi negli occhi. Lui lo osservava ora, mentre con galanteria faceva posto, sulle gambe del suo padrone, alla piccola Layla, una gatta dal pelo lungo e morbido di un vago color crema, la quale non poteva vantare parentele altolocate come Powder, ma che sapeva la sua quando si trattava di esigere rispetto.
I ragionamenti di Poldino nel guardare i due gatti si spostavano alle considerazioni che nascevano sul suo “legame” con Marinelle.
Anche lei sapeva farsi rispettare quel tanto che bastava per impedire a chiunque di considerarla autoritaria. E ti sapeva leggere dentro guardandoti negli occhi e scrutando i tuoi gesti inconsci. La scienza delle deduzioni di Sherlock Holmes con lei si affinava grazie ad un intuito femminile che le permetteva di “fiutare” sia i pericoli sia le persone potenzialmente pericolose.
Se Marinelle dice che Beçillè non è pericoloso, vuol dire che ha sufficienti elementi per valutarlo. Magari qualcosa a cui
io non ho mai fatto caso nei miei due anni di Sceriffato. Così meditava Fausto
Poldino ormai da un paio di giorni, incerto sulla decisione da prendere sul progetto che prevedeva il rientro ad Anagnon-sur-la-mer, il colpo di stato che Beçillè e Marinelle stavano organizzando e il nuovo governo congiunto tra lui e quel buono a nulla di Geppó. Quest’ultimo aspetto dell’impresa, per dire la verità, era quello più difficile da digerire, ma non aveva molti alleati al momento e il buon senso lo esortava a seguire la strada aperta dagli unici “amici” che ora gli stavano vicino. Sarebbe arrivato il momento di riprendersi il potere assoluto, e, stavolta lo voleva con Marinelle al suo fianco.
Niente sarebbe stato importante senza di lei. E perso dietro ai suoi sogni di gloria, fissava i suoi due amici quadrupedi mentre giocavano, rotolandosi e rincorrendosi, mordendo le reciproche orecchie in uno scherzoso tira e molla che lo escludeva, come al solito.
Powder era l’unico che capiva cosa passasse nell’animo del suo padrone, ma tutti i tentativi di avvicinarlo alla sua ragazza preferita erano falliti per colpa della timidezza di quell’imbranato, e quindi, aveva pensato dopo aver conosciuto Layla, che un bipede così grande che non sa conquistare la donna di cui è innamorato è davvero un buono a nulla. Sentenza da gatto innamorato.
Intanto ad Anagnon i segreti boicottaggi di Beçillè avevano creato scompiglio nel partito. Tutti criticavano tutti. Nessuno si fidava più del prossimo. L’ultima contesa nata per l’assegnazione dei ruoli prestigiosi per il dominio della Provincia aveva mietuto vittime eccellenti. Un tempo scaltri alleati politici e ora relegati al ruolo di miserevoli barattatori in cambio di una misera poltrona per sedere ancora tra i grandi capi ed essere considerato “uno che conta”.
Beçillè se la rideva sotto i baffi, pur mostrando in pubblico la faccia contrita e seria di colui che ha l’onere di redimere le dispute più acerrime. Ma sapeva bene di essere stato lui ad accendere la scintilla della discordia. Era bastato poco, per dir la verità, poiché gli animi erano già sovraeccitati dalle discordie interne. Discutevano ormai da mesi su qualsiasi minuzia: il colore dei lacci delle scarpe di uno dava sui nervi all’altro che lo reputava poco serio e non meritevole di far parte del grande partito. Addirittura nacque la disputa sul dover mostrare o meno la targhetta delle mutande, che coinvolse non pochi compagni di partito, che, alla fine, decisero per una democratica presa di posizione. Da quel giorno, prima di entrare nelle sedi, si decise che oltre a mostrare la tessera si dovesse mostrare anche la targhetta delle mutande, pena l’immediato allontanamento dalla sede di appartenenza a coloro che si rifiutavano.
A tutto ciò, dunque, si aggiunse la velenosa soffiata di Beçillè su un presunto complotto per destabilizzare il potere dei due signorotti a capo del Grande Partito Provinciale. Andò prima da Sir Francis Ladder e poi da Monsieur Francis Angles e bisbigliando nelle loro orecchie di fantomatici traditori politici riuscì a far nascere una lotta fratricida i cui risvolti erano ancora tutti da vedere.
La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.
Sostieni il nostro lavoro
unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie