alunni scuola professore 350

alunni-scuola-professore 350da un post di Alessandra Ale su Facebook – “Spulci il famoso libro online delle Buona Scuola e sco­pri l’inganno. Per esem­pio su come risol­vere la sup­plen­tite, malat­tia di cui sof­fri­reb­bero i docenti ita­liani pre­cari e non. Senza spen­dere un soldo. Non è nep­pure una grande novità, visto che già si applica da anni nella scuola pri­ma­ria ita­liana. Dun­que, un docente è malato e non viene a scuola. Come sosti­tuirlo se non c’è? Sem­plice, uti­liz­zando un altro docente che non è in ser­vi­zio per­ché non è il suo turno di lavoro. Que­sto per­ché i docenti, all’interno di reti di scuole, met­te­ranno a dispo­si­zione una appo­sita Banca delle ore. Le linee guida sono poco chiare su que­sto punto: ma pare che ogni docente sarà “dotato” di una banca delle ore che potranno essere usate per atti­vità didat­ti­che di ogni genere.
Il docente “gua­da­gna delle ore” sup­plendo il docente malato; que­ste ore ecce­denti ver­ranno inse­rite all’interno della sua “banca”. Ver­ranno pagate? No. Ma il docente potrà recu­pe­rarle non venendo a scuola. Quando? Qui sta la fre­ga­tura: quando le scuole sono chiuse, quando cioè non ci saranno stu­denti a scuola. Nei giorni di vacanza? Pra­ti­ca­mente. La cosa tre­menda è que­sta: le ore da fare in più capi­tano al docente sui denti, per usare un eufe­mi­smo, cioè senza pre­av­viso, quando occorre sosti­tuire un col­lega assente per malat­tia. Ma que­ste ore che fa in più, non pagate, natu­ral­mente non pos­sono essere sca­late dalle ore set­ti­ma­nali. In sin­tesi, tutti i docenti hanno un ora­rio di lavoro set­ti­ma­nale nel quale sono pagati. Poi devono met­tere a dispo­si­zione delle ore per le sup­plenze: gra­tui­ta­mente. La cosa più spia­ce­vole è che non sanno di pre­ciso quando dovranno fare que­ste loro ore “stror­di­na­rie”. Per­ché chi è amma­lato, non lo sa con anti­cipo. Risul­tato finale, per tutti i docenti: non c’è un ora­rio di set­ti­ma­nale pre­ciso, ma occorre sem­pre essere a dispo­si­zione. Lavori sulla classe — senza tener conto del tempo che occorre per pre­pa­rare le lezioni e cor­reg­gere i com­piti — per 4 o 6 ore al giorno? Ricor­dati però che nelle altre 2 potre­sti essere chia­mato a fare una sup­plenza. Ciò che sot­tin­tende a que­sta idea: il docente, dopo le ore di lavoro pagate, non ha niente da fare e può fare del volon­ta­riato. Soprat­tutto i sin­da­cati ma anche i giu­dici del tri­bu­nale del lavoro dovreb­bero rispon­dere a que­sta pre­cisa domanda: è pos­si­bile che io, docente, alle 7 del mat­tino non sap­pia ancora il mio effet­tivo ora­rio di lavoro che svol­gerà oggi, a par­tire dalle ore 8, a scuola? Per­ché è que­sto che acca­drà. Posso rifiu­tarmi di cam­biare il mio ora­rio di ser­vi­zio del giorno per­ché magari avevo preso altri impe­gni dopo l’orario di lavoro che era pre­vi­sto fino a 10 minuti fa? E di fronte a un ordine di ser­vi­zio del diri­gente sco­la­stico che mi obbliga a cam­biare nel corso della gior­nata il mio ora­rio di lavoro, lo potrò fare senza avere ritor­sioni disciplinari?
Mio fra­tello è elet­tri­ci­sta in una fab­brica. Per la “repe­ri­bi­lità” è pagato. Anche in caso che poi la sua pre­senza non sia neces­sa­ria. Nei con­fronti dei docenti ita­liani que­sta “repe­ri­bi­lità” invece non è pagata nep­pure nel caso che il docente debba cam­biare durante la gior­nata il suo nor­male ora­rio di ser­vi­zio per effet­tuare più ore. E’ nor­male? Ed è nor­male che que­ste ore non ven­gano con­si­de­rate ecce­denti rispetto ad un con­tratto nazio­nale, ma rega­late? Rin­gra­zio anti­ci­pa­ta­mente gli esperti in mate­ria per for­nire a tutti i docenti ita­liani rispo­ste esau­stive su que­sti punti.”

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