Renzi-Squinzi 350-260

Renzi-Squinzi 350-260di Antonella Necci – Il clima diventa incandescente nonostante l’avvicinarsi dell’autunno. Noi contro Voi, Noi contro Tutti.
Il difficile processo di rinnovamento sta producendo i suoi malsani frutti che sono stati coltivati su un terreno fragile, il cui humus è un’ amalgama di clientelismo e superstizione. Sono chiamati “gufi” coloro che, come l’animale in questione, esprimono apertamente una acuta visione del futuro. Superstizione mista a preveggenza.
Offendere in questo modo e per le proprie comodità politiche un animale così nobile, provoca tutta la mia indignazione. Più delle parole proclamate da entrambi i luoghi ove il potere capitalista con varianti nazionalpopolari o meno si è dato appuntamento.
Cernobbio aspettava Renzi per chiedere il conto delle famose riforme, a cominciare dall’abolizione del dannato art.18, che ancora non concede la sicurezza assoluta di eliminare il reintegro dei dipendenti da licenziare, in una discesa senza freno verso l’assoluto svilimento dello stesso concetto del lavoro.
E a Cernobbio Renzi non si è fatto vedere. Ancora troppo viva la ferita dell’intervista al giornale del capitalismo “Il sole24ore”, dove lo stesso giornalista Roberto Napoletano, asservito al padrone, si permetteva il lusso di incalzare per pretendere, a nome dei suoi capi, quel tornaconto richiesto e ancora non concesso.
Meglio fingersi interessato al lavoro che ” spacca la schiena”, e con un colorito linguaggio far credere di essere uno di loro. Uno che ha lavorato e lavora senza concedersi tante inutili vanità. A ciò ha aggiunto una accorata richiesta di aiuto, una incitazione a cooperare per un bene comune i cui contorni sono sempre più nebulosi. Meglio andare a stringersi in un abbraccio proletario con il presidente della Confindustria Giorgio Squinzi, per stabile una Santa Alleanza a Gussano.
Ma se le truppe sono con lui il dissenso esiste ed è forte anche all’interno del suo partito.
Basterà dunque dire a se stesso prima che al prossimo “il popolo è con me”, aggiungendo, nel rallentare la corsa verso le riforme, che “passo dopo passo” e ” tutti insieme” possiamo cambiare il paese? Ma se era così facile, come mai nessuno ci ha pensato prima?
Perché erano dei gufi o forse perché erano consapevoli degli ostacoli che il capitalismo pone alla politica del rilancio economico e della occupazione?
Snobbare Cernobbio non è una valida soluzione politica e pone il premier in una posizione sempre più delicata, allontanando il miraggio di cambiare l’Italia in 1000 giorni.
Un miraggio, appunto, poiché sempre meno folta sembra la schiera degli alleati e sempre meno potente e predisposta a sostenerlo.
Il duro passaggio dalla “corsa” alla semplice “camminata” segna la fatica di adeguarsi al mondo che davvero corre velocemente e ti scavalca se non hai il coraggio di decidere autonomamente.

 

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Di Antonella Necci

Sono Antonella Necci nata a Roma vivo a Roma e insegno lingua e civiltà inglese in un liceo ad indirizzi classico e linguistico. Sono appassionata di storia e filosofia ma voglio provare ad iscrivermi nuovamente all'università. Ho intenzione di ricominciare a studiare per diventare medico, se mi riesce. È sempre stato il mio sogno ma per pigrizia non mi sono voluta misurare con il lavoro da affrontare con la facoltà di medicina.Cos'altro aggiungere? Non mi piace parlare di me!Ah una cosa però la voglio dire: il mio regista preferito è Ken Loach e spero tanto che vinca la Palma d'oro a Cannes visto che presenta un film di connotazione prometeutica!

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