Anagni Piazza Cavour 350

Anagni Piazza Cavour 350di Valerio Ascenzi – Un assessore incaricato per reperire fondi europei e una delibera che prevede l’individuazione di una società esterna, sempre per reperire fondi europei. Secondo due consiglieri di opposizione sarebbe uno sperpero di denaro pubblico considerato che questa società, di cui in verità non si sa il nome, riscuoterebbe 18 mila euro.
Daniele Natalia e Roberto Versi, consiglieri di opposizione hanno firmato una lettera nella quale esortano il sindaco a fare dietrofront sulla decisione di attribuire l’incarico per il reperimento di fondi europei ad una società privata. È facile capire che entrambi non possono essere gli autori della lettera – pubblicata dal alcuni siti e media on line – scritta in burocratese misto a linguaggio giuridico. I due hanno commentato dicendo che se una delibera del genere fosse stata fatta dal loro, li avrebbero addirittura fucilati. Povere vittime innocenti. Loro che per anni hanno fatto tutto quanto in loro potere per rendere bella la città di Anagni, che hanno operato solo ed esclusivamente per l’interesse della collettività. Loro anime pure della politica, che non hanno mai dato appoggio alcuno a Fiorito, loro possono permettersi di criticare, senza neanche sapere quali sono le reali intenzioni del sindaco Bassetta e quali saranno i risvolti di questa idea venutagli in mente.
Una contestazione con la quale i due consiglieri di opposizione vorrebbero dire, in sostanza: avete nominato un assessore tecnico per reperire i fondi, e poi attribuite un incarico ad una azienda esterna per fare la stessa cosa.
Di fatto l’affidamento ancora non è avvenuto. Ma premesso che riteniamo che un Comune come Anagni, considerata la situazione economia in cui versa (i festeggiamenti del patrono sarebbero stati organizzati sotto tono proprio per questo), dovrebbe far affidamento sulle risorse che ha, possiamo dire che i due consiglieri di opposizione non hanno tanto torto.
Quello che vorremmo sottolineare è che l’area politica di Natalia e Versi è quella che ha incaricato Franco Fiorito come general manager del comune di Anagni. Un incarico costato ben oltre 18 mila euro, che non ha portato alcun vantaggio alla città: cosa evidente, di dominio pubblico.
Qualcuno ha già detto: si ma dire che l’hanno già fatto loro, non risolve il problema. Giusto. Ma il fatto è che: in primis Bassetta ancora non ha affidato nulla a nessuno; secondo vogliamo aspettare di vedere cosa accadrà dopo questo incarico? Mettiamo caso che questi 18 mila euro, a questa fantomatica società con altro grado di specializzazione, ne portino nelle casse del Comune almeno tre volte tanto. Cosa potrebbero commentare i due consiglieri poi? Perché fare un processo prima? Quando Fiorito divenne general manager, aveva cumulato questo incarico alla carica elettiva di consigliere regionale. Molti d’impulso dall’opposizione gridarono allo scandalo, ma solo per il cumulo degli incarichi. Altri, dopo un annetto criticarono l’incarico perché non aveva portato a nulla. Natalia e Versi preferiscono fare come i primi e non attendere cosa accadrà.
Di sicuro c’è da rilevare un fatto: chiunque in Italia vuole acquisire finanziamenti europei, per averne, deve necessariamente appoggiarsi ad una società specializzata nella cosiddetta europrogettazione. Se Bassetta ritiene di dover fare affidamento ad una azienda simile, se ne assumerà le responsabilità, che verranno comunque rilevate in un periodo più o meno lungo. Da qui ad un anno potremo verificare se questa è una mossa vincente.
Però in effetti: un assessore tecnico a questo punto, non si spiega più. O forse c’è una spiegazione? Siamo in attesa di una presa di posizione del sindaco in merito. Una cosa è certa: questa critica, di sicuro non può farla chi per anni ha adottato politiche simili. Soprattutto non la si può fare con i toni delle vergini martiri, visto che nessuno ha mai fucilato nessuno ad Anagni. Se mai, molti operatori dei media locali hanno sempre dovuto fare molta attenzione nel descrivere l’attività del centrodestra anagnino. Si tratta quindi al massimo di una critica che possono portare avanti coloro i quali hanno sempre mostrato una certa obiettività: qualche cittadino che si pone realmente il problema è vuole spiegazioni dal sindaco che ha votato. Non di certo chi non ha mai permesso il contraddittorio su questioni come questa.

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Di Valerio Ascenzi

Sono nato ad Anagni il 25 giugno del 1977. Dal 1998 seguo la cronaca locale e provinciale. Dal 2001 sono iscritto all'ordine dei Giornalisti, elenco pubblicisti. Ho iniziato a lavorare per Ciociaria Oggi, per poi passare a Il Messaggero (cronaca di Frosinone), il Tempo (sempre di Frosinone) e poi al Quotidiano di Frosinone, giornale che ha avuto vita brevissima, esperienza a tratti positiva, ma conclusasi male a causa del fallimento del giornale. In ambito giornalistico e comunicativo ho lavorato in alcune iniziative editoriali romane e nazionali, accostandomi anche al mondo del foto-giornalismo.Ho alle spalle un percorso di studi lungo, poiché "travagliato". Era il 1997. I primi due anni di università li ho trascorsi nella facoltà di Farmacia presso La Sapienza. Già dopo il primo anno ho avvertito l'esigenza di cambiare. L'ho fatto poi iscrivendomi a Scienze della Comunicazione, sempre alla Sapienza, facoltà in cui avevo trovato la mia dimensione. Ma dovendo lavorare contemporaneamente – supplenze nella scuola pubblica e incarichi presso il Convitto Principe di Piemonte di Anagni - ho rallentato gli studi e li ho interrotti un paio di volte. Studiando e lavorando ho preparato due concorsi di abilitazione all'insegnamento – vinti entrambi. Oggi insegno nella scuola primaria, in provincia di Roma. Dopo aver preso il ruolo nel 2007, ho deciso di concludere il percorso universitario. Ho una laurea magistrale in Teorie e tecniche della comunicazione e dell'informazione, conseguita nel 2013 con una tesi in semiotica narrativa e storytelling: un lavoro meticoloso portato avanti per circa diciotto mesi, iniziato (e lasciato aperto) per garantire a me stesso una sorta di riqualificazione in un diverso settore della scrittura (la narrativa e lo screenwriting: la sceneggiatura). Del resto il giornalismo in questa provincia non dà più da mangiare a nessuno. In questi ultimi anni ho compreso che una formazione superiore non basta. Non basta neanche una laurea. Per questo ho ripreso a studiare di nuovo, iscrivendomi ad un master e non so se mi fermerò dopo.Scrivo per passione e da più di dieci anni faccio politica per passione. Dopo aver preso la tessera dei Democratici di Sinistra, sono divenuto per un paio di anni segretario di Anagni. Un traghettatore: nel 2007 siamo entrai nella fase costituente del PD. Avendo aderito alla mozione critica promossa da Gavino Angius, all'ultimo congresso dei DS, per restare coerente con la nostra linea (quella di lavorare per un PD iscritto al PSE) sono uscito con tutto il gruppo, dopo la totale indifferenza per le nostre proposte da parte dell'allora maggioranza guidata da Fassino. Il percorso politico da allora è stato sempre più difficile. Un'area politica, socialista democratica, realmente di sinistra, in Italia non è ancora nata. Nel 2008 ho seguito Angius nella costituente del PSI. Sono stato candidato alle elezioni politiche lo stesso anno. Il PSI non raggiunse neanche l'1%. L'esperienza con i socialisti non è stata positiva, non ne conservo un buon ricordo, soprattutto per il fatto che la struttura di quel partito non aveva nulla a che fare con la nostra cultura politica, fatta di partecipazione, discussione, analisi dei problemi e condivisione delle idee. Siamo rientrati a metà del 2009, insieme a Gavino Angius nel PD. Essendo noi una voce critica, ma piccola piccola, ci siamo resi conto del fatto che nel frattempo quel partito, i DS, non c'era più ed era stato sostituito da qualcosa che ancora oggi non sembra essere un partito. Gavino Angius rientrò con la volontà di lavorare per l'adesione al PSE. Ma ben presto si è capito che il PD andava in una direzione diversa. Nonostante tutto oggi il PD è un partito del socialismo europeo. Ma solo sull'etichetta. Di fatto, le sue politiche non sono di impronta socialista.Molti problemi annunciati dall'allora mozione Angius, sono ancora nodi da sciogliere nel PD nazionale e, a caduta, in quello regionale e provinciale. I circoli cittadini poi, lasciamoli perdere.Ho raccolto l'invito di Ignazio Mazzoli e di unoetre.it per cercare di coniugare la passione per la scrittura, per il giornalismo e per la politica. Per questo cerco di scrivere e commentare, sempre cercando di essere obiettivo, e allo stesso tempo critico, trattando i fatti della politica provinciale nell'area nord della provincia di Frosinone, in particolare ad Anagni.

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