di Antonella Necci – Molti difendono i cinghiali, ma chi difenderà gli allevatori e gli agricoltori?
Dal sito del comune di Anagni apprendiamo con piacere che in data odierna è stata affissa all’Albo e resa nota agli organi di stampa l’ordinanza n• 146 del 08/08/2014, ove si pone fine a quanto erroneamente riportato su Il Messaggero del 06/08/2014 dove si parlava di intenzione, da parte del sindaco Dott. Fausto Bassetta, di procedere all’abbattimento di cinghiali allo stato brado che erano stati avvistati in diverse zone di Anagni. Premesso che qualora si dovesse procedere all’abbattimento di alcuni dei capi che la Polizia Provinciale di Frosinone su segnalazione della Guardia Forestale si dovesse trovare nella condizione di eseguire, non esiste alcuna legge che impedisca l’atto. Ricordiamo che tali animali hanno provocato e a tutt’oggi continuano a provocare danni ingenti agli allevatori anagnini che lamentano la grave perdita di pregiate colture, quali grano, granturco e girasoli adibite all’alimentazione di bovini di razza pregiata. Tali colture e tali allevamenti rischiano di essere messi in ginocchio proprio dalle razzie dei cinghiali selvatici.
Nella valle del Sacco, già grandemente inquinata dal Beta-HCH e da altri veleni causati dal fenomeno dell’industrializzazione sconsiderata dei decenni passati, l’operato di allevatori e coltivatori riveste una grande importanza per la rivalutazione di tale area.
Ciò premesso ringraziamo il sindaco Fausto Bassetta per aver provveduto tempestivamente all’emissione dell’ordinanza che accludiamo al presente articolo.
Ma permetteteci di rivolgere una domanda al sindaco Bassetta: “Sindaco, ma i capi catturati che fine faranno? Rientreranno in quel programma di “diradamento” di cui ho parlato nell’articolo di oggi? E infine, chi ripagherà gli agricoltori dei danni subiti dalle orde di cinghiali selvatici?”
Scarica il testo integrale dell’ordinanza del Comune di Anagni Ordinanza catturacinghiali ComuneAnagni
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08/08:2014