Anagni Piazza Cavour 350

Anagni Piazza Cavour 350di Valerio Ascenzi – Un provvedimento per rendere a senso unico un tratto della circonvallazione e l’individuazione di nuovi parcheggi. La volontà dell’amministrazione comunale di Anagni di realizzare nel futuro nuove strutture attrezzate per le aree di sosta. Il Comune sta agendo come può, per far fronte alla carenza di posti auto. In concomitanza con l’istituzione della zona a traffico limitato nel centro storico, arriva anche la proposta per una occupazione del suolo pubblico che va incontro agli esercenti, nel rispetto dell’immagine della città. Il tutto è finalizzato alla rivalutazione del centro storico della città. Azioni che non bastano di sicuro, ma per il momento questo nuovo governo ci ha pensato.
C’è un problema però: andrebbe eliminato l’ingombro delle automobili in alcune zone della città. Soprattutto nelle ore serali dei week end, come in viale Regina Margherita, dove spesso la sosta su entrambi i lati della strada, non consentita, non permette il passaggio delle auto che vanno verso il centro o escono fuori dalla città.
Qualcosa si muove. Rispetto agli anni dell’immobilismo del centrodestra, in cui l’occupazione del suolo pubblico si pagava senza alcuna agevolazione, l’amministrazione Bassetta è ad un punto di svolta. Agevolare in qualche modo le attività del centro storico però, non è una operazione fine a se stessa. In cambio il Comune chiede di valorizzare esteticamente le aree che gli esercenti occupano. In questo modo si rende maggiormente fruibile il centro storico. Gli esercenti potranno occupare spazi antistanti le loro attività con l’impegno di occuparsi del decoro e dell’arredamento urbano dell’area, come alternativa al pagamento della tassa di occupazione. L’unico problema potrebbe nascere dal fatto che viene richiesto di adibire gli spazi con tavoli e sedie, ma non di mantenere una certa conformità con lo stile architettonico dell’area in cui sono gli esercizi commerciali. Ma il Comune precisa che il tutto è ancora in via sperimentale.
Bar e ristoranti possono occupare spazi con tavoli e sedie per uno totale di venti metri quadri. Altre attività commerciali e artigianali, potranno occupare il suolo pubblico per massimo cinque metri quadri con fioriere, vasi di piante, panchine, senza che queste siano d’ostacolo alle auto e ai pedoni.
Le autorizzazioni verranno rilasciate dalla Polizia municipale.
Durante le ore serali dei week end, da anni ormai l’area di viale Regina Margherita e di via dello Spizzone , è completamente invasa dalle auto che sostano dove non è consentito, non agevolando affatto il traffico veicolare. Il problema sta sia nella mancanza di parcheggi, ma anche nella mancanza di buon senso da parte di chi pretende di dover arrivare fin sotto il locale o il bar di cui è cliente abituale con la macchina. Due vie potrebbero essere percorribili attualmente: l’amministrazione potrebbe prevedere l’impiego di una coppia di agenti della polizia municipale, al fine di controllare la sosta selvaggia delle automobili, oppure prevedere di eliminare il divieto di sosta nelle aree prese d’assalto dalle auto. Il fatto è che comunque ci sono cittadini che cercano di lasciare l’auto negli spazi in cui la sosta è consentita. Preferiscono rispettare le regole per poi arrivare in viale Regina Margherita a piedi. Questi si chiedono come mai, sia ancora consentito a molti di infrangere le regole in maniera così palese.
La Ztl in centro è essenziale per cercare di far rivivere la parte storica, quella più affascinante di Anagni. Ma quella immediatamente a ridosso, ormai, non può essere considerata da meno. In effetti, da più di vent’anni, non è più solo all’interno delle antiche mura. Ci teniamo a precisare che questa non è una critica all’amministrazione Bassetta, ma vuole essere uno spunto per una riflessione, magari d’ispirazione per un prossimo provvedimento finalizzato a migliorare il cuore pulsante di Anagni.

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Di Valerio Ascenzi

Sono nato ad Anagni il 25 giugno del 1977. Dal 1998 seguo la cronaca locale e provinciale. Dal 2001 sono iscritto all'ordine dei Giornalisti, elenco pubblicisti. Ho iniziato a lavorare per Ciociaria Oggi, per poi passare a Il Messaggero (cronaca di Frosinone), il Tempo (sempre di Frosinone) e poi al Quotidiano di Frosinone, giornale che ha avuto vita brevissima, esperienza a tratti positiva, ma conclusasi male a causa del fallimento del giornale. In ambito giornalistico e comunicativo ho lavorato in alcune iniziative editoriali romane e nazionali, accostandomi anche al mondo del foto-giornalismo.Ho alle spalle un percorso di studi lungo, poiché "travagliato". Era il 1997. I primi due anni di università li ho trascorsi nella facoltà di Farmacia presso La Sapienza. Già dopo il primo anno ho avvertito l'esigenza di cambiare. L'ho fatto poi iscrivendomi a Scienze della Comunicazione, sempre alla Sapienza, facoltà in cui avevo trovato la mia dimensione. Ma dovendo lavorare contemporaneamente – supplenze nella scuola pubblica e incarichi presso il Convitto Principe di Piemonte di Anagni - ho rallentato gli studi e li ho interrotti un paio di volte. Studiando e lavorando ho preparato due concorsi di abilitazione all'insegnamento – vinti entrambi. Oggi insegno nella scuola primaria, in provincia di Roma. Dopo aver preso il ruolo nel 2007, ho deciso di concludere il percorso universitario. Ho una laurea magistrale in Teorie e tecniche della comunicazione e dell'informazione, conseguita nel 2013 con una tesi in semiotica narrativa e storytelling: un lavoro meticoloso portato avanti per circa diciotto mesi, iniziato (e lasciato aperto) per garantire a me stesso una sorta di riqualificazione in un diverso settore della scrittura (la narrativa e lo screenwriting: la sceneggiatura). Del resto il giornalismo in questa provincia non dà più da mangiare a nessuno. In questi ultimi anni ho compreso che una formazione superiore non basta. Non basta neanche una laurea. Per questo ho ripreso a studiare di nuovo, iscrivendomi ad un master e non so se mi fermerò dopo.Scrivo per passione e da più di dieci anni faccio politica per passione. Dopo aver preso la tessera dei Democratici di Sinistra, sono divenuto per un paio di anni segretario di Anagni. Un traghettatore: nel 2007 siamo entrai nella fase costituente del PD. Avendo aderito alla mozione critica promossa da Gavino Angius, all'ultimo congresso dei DS, per restare coerente con la nostra linea (quella di lavorare per un PD iscritto al PSE) sono uscito con tutto il gruppo, dopo la totale indifferenza per le nostre proposte da parte dell'allora maggioranza guidata da Fassino. Il percorso politico da allora è stato sempre più difficile. Un'area politica, socialista democratica, realmente di sinistra, in Italia non è ancora nata. Nel 2008 ho seguito Angius nella costituente del PSI. Sono stato candidato alle elezioni politiche lo stesso anno. Il PSI non raggiunse neanche l'1%. L'esperienza con i socialisti non è stata positiva, non ne conservo un buon ricordo, soprattutto per il fatto che la struttura di quel partito non aveva nulla a che fare con la nostra cultura politica, fatta di partecipazione, discussione, analisi dei problemi e condivisione delle idee. Siamo rientrati a metà del 2009, insieme a Gavino Angius nel PD. Essendo noi una voce critica, ma piccola piccola, ci siamo resi conto del fatto che nel frattempo quel partito, i DS, non c'era più ed era stato sostituito da qualcosa che ancora oggi non sembra essere un partito. Gavino Angius rientrò con la volontà di lavorare per l'adesione al PSE. Ma ben presto si è capito che il PD andava in una direzione diversa. Nonostante tutto oggi il PD è un partito del socialismo europeo. Ma solo sull'etichetta. Di fatto, le sue politiche non sono di impronta socialista.Molti problemi annunciati dall'allora mozione Angius, sono ancora nodi da sciogliere nel PD nazionale e, a caduta, in quello regionale e provinciale. I circoli cittadini poi, lasciamoli perdere.Ho raccolto l'invito di Ignazio Mazzoli e di unoetre.it per cercare di coniugare la passione per la scrittura, per il giornalismo e per la politica. Per questo cerco di scrivere e commentare, sempre cercando di essere obiettivo, e allo stesso tempo critico, trattando i fatti della politica provinciale nell'area nord della provincia di Frosinone, in particolare ad Anagni.

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