femminismo 350 260

femminismo 350-260di Nadeia De Gasperis – Eh no, nonostante la recrudescenza del fenomeno di caccia alla strega, temo che siamo lontani dal salutare un nuovo umanesimo. Uno dei roghi in questione, deve aver colpito l’archivio fotografico di uno dei quotidiani cartacei, della provinci, più letti. Sì, deve essere andata così, altrimenti non si spiega la scelta artistica del giornalista. Provo a ricordare me e Angela nella fumosa sezione del Pdup di Isola del Liri. Io piccolina, lei aveva un taglio di capelli… no, scusate non ricordo come portasse i capelli, ricordo solo il sorriso che indossava, su ogni situazione, ricordo la generosità e l’allegria che le calzano ancora come fosse la ragazzina degli anni ’70 che mi teneva per mano. Lei, insieme a Luciano (Duro) e Fausta (Dumano), mi scorrazzavano in giro per la città, sottraendomi ai dogmi del comunismo che si consumavano insieme alle migliaia di sigarette che appestavano l’aria della sezione. Era una via crucis che faceva tappa in ogni bar del centro cittadino, ma dell’ingordigia di caramelle e gelati, io ricordo soprattutto la dolcezza dei modi.
Non ho mai perso di vista Angela, perchè il suo impegno sociale e civile l’hanno tenuta costantemente alla luce della ribalta, e dei ribaltoni, che da vittima sacrificale le sono valsi diversi tiri mancini. Sì, Angela non è nuova ai tiri mancini, tanto che, nomen omen, inizio a pensare che il modo di dire sia stato coniato con l’effige della sua persona.
Ho incontrato Angela, dopo tanti anni, che ero una donna ormai, e lei portava un taglio di capelli davvero… no, scusate, non ricordo come portasse i capelli, ma sono entrata in questo bar piuttosto buio e il suo sorriso largo ha inondato di luce l’angusto locale. Quella fragorosa risata, riconoscibile tra mille, che scoppietta delle sue migliori intenzioni.
Beh, questi tiratori (poco) franchi di colpi mancini, in fondo, mirando ogni volta ad Angela sul piano personale, non sbagliano di tanto il tiro. Perchè lei ha fatto della sua vita personale, pubblia virtù e perchè qualsiasi essere di profonda umanità che si spenda come si è spesa, senza lesinare sul tempo e sull’energia, per i diritti civili, non può che portare la sua vita personale sullo stesso piano del bene collettivo.
C’è una immagine di Angela, di cui ricordo il taglio di capelli, perchè è molto recente, perchè è di ieri, di ieri l’altro. Angela, con la testa rasata, che in controluce potevi vedere le idee più chiare che mai, ha partecipato a un consiglio comunale (aperto) che declamava all’ordine del giorno “la difesa dell’ospedale di Sora.”
Mentre moribondi figuri, annunciavano scioperi della fame, della sete (di potere) ecc. Ecc. Angela si è alzata, sempre con la sua testa rasata, per urlare il suo grido di battaglia contro l’esibizionismo e l’ipocrisia degli “smantellatori della sanità”, che in quella occasione si riunivano per piangerne la dipartita. La dipartita del del cuore, la potremmo chiamare, come si addice a una manifestazione di ben_efficienza come quella giocata dai loschi figuri.
Angela aveva la testa rasata quel giorno, che è ieri o ieri l’altro, ma tra qualche anno quando ricorderemo inieme quel gesto coraggioso, sono sicura che non saprò dirvi come portasse i capelli in quella occasione. Potrò tratteggiarle però il timbro fiero che ha suggellato un patto rinnovato con il suo impegno.
Chissà quanti scirbacchini hanno avuto le stesse pruriginose attenzioni per il nuovo look di Angela, in quella occasione.
Rispolvero uno slogan tanto in voga negli anni che hanno incrociato i nostri destini:
Angela è più combattiva che mai, e noi lottiamo insieme a lei.

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Di Nadeia De Gasperis

Nadeia De Gasperis, nata a Sora (Fr) il 10 agosto del 1977. Dopo aver frequentato il liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Sora, nel 1996, si iscrive alla facoltà di Scienze Ambientali presso l'Università degli studi dell'Aquila, dove lavora come borsista, presso la biblioteca della Facoltà di Scienze. Dopo gli studi, collabora come docente nel campo della formazione destinata ai professionisti. Dal 2009 inizia la collaborazione con la rivista di fotografia documentaristica Rearviewmirror, un magazine di reportage documentaristico edito da Postcart, dove collabora alla cura dei testi e dell'archivio. Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE Rearviewmirror

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