Anagni Piazza Cavour 350

Anagni Piazza Cavour 350di Antonella Necci – Anagni è un paesino che in molti definiscono “ridente”. Io mi chiedo per quale motivo lo si definisca tale.
Fin dal periodo in cui presi la patente, con il mio micro bolide, era una gran pena attraversarlo. E all’epoca si poteva accedere da Porta Cerere fino a Piazza Cavour, con gravi problemi per la circolazione di mezzi e pedoni.
In periodo di mercato il traffico si concentrava in via Piscina, che assumeva i connotati del traffico in Corso Francia nelle ore di punta.
Fortunatamente i vari sindaci che si sono succeduti hanno provveduto, picca e niente, a modificare tali dati di fatto, con il risultato che, ogni volta che mi devo avventurare all’interno del paese per qualche commissione, il problema del parcheggio, se non quello del traffico, mi fanno sempre pensare che il paesino, più che “ridente” si può chiamare “piangente”.
Premettendo tutto ciò, apprendo dal sito Anagnia.com, che il sindaco Bassetta, insieme al consigliere delegato Alberto Maria Floridi, con la consulenza dell’arch. Massimiliano Ciccotti, e con l’assessore al commercio Marco Vari, hanno stabilito un programma di interventi sulla circolazione e sulla sosta nel centro storico, che partirà ai primi di agosto, e che tenderà a chiudere progressivamente ma definitivamente il centro storico al traffico, poiché esso è “visto come punto di arrivo di un percorso lento e graduale”.
Se da un lato il sindaco ha centrato, nel suo piano d’azione, due punti essenziali per Anagni (la circolazione e la rivalutazione del centro storico), presumo che non abbia tenuto conto di altrettanti punti.
In primis il centro storico è anche commercio, e percorribilità per disabili, è incremento di tutte quelle strutture che devono svilupparsi con il turismo, ma anche senza di esso. Anagni, d’inverno, con le temperature rigide che ha, non invoglia certo il turismo, a meno che non si ricerchino gruppi-vacanza dai paesi del Circolo Polare Artico.
La chiusura graduale tenderebbe, secondo le stime, a rivalutare i parcheggi esterni già esistenti, ma mi sembra che il recupero dei posti auto sia esiguo nel centro storico, quindi ininfluente per una reale riqualificazione del medesimo.
In tali considerazioni dobbiamo intrecciare il parere dei commercianti e dei vari esercizi ivi collocati.
Che si dica: “Gli operatori sono stati coinvolti nel dibattito, ma poi spetta all’amministrazione comunale fare delle scelte, se ritiene che queste siano finalizzate al miglioramento della città e all’incremento del flusso turistico”, equivale a dire ” Voi esprimete il vostro giudizio, ma l’ultima parola spetterà a noi”. Non mi sembra tanto democratico, anche se legalmente, è purtroppo, corretto.
Esiste l’opportunità che i comuni hanno e che DEVONO USARE, di un Referendum consultivo su tale argomento, poiché è importante ascoltare il parere, non solo degli esercenti coinvolti, ma anche quello dei cittadini che di tali esercizi usufruiscono. Questo perché, lo ricordiamo, Anagni è un Bene di Tutti, e non solo dei turisti che la dovrebbero visitare in un fantomatico futuro.
E tenere per sé l’ultima parola, se da un lato è consentito dalla legge e dall’animo in divisa che risiede dentro al sindaco Bassetta, non dovrebbe essere prerogativa di chi si dichiara pronto a svolgere un servizio per la comunità tutta. Questo al di là della legge, che come si sta osservando in questi giorni, e su scala nazionale, è un particolare non solo risibile, ma di facile modifica.
Se la legge non è al servizio del bene dei cittadini, ma diventa un ostacolo per questi, essa DEVE essere cambiata, o comunque si dovrebbe sempre tenere conto della comunità che la legge dovrebbe, poi, subirla.
Il Referendum consultivo, pertanto è la via da scegliere. Per il Bene di Tutti. Anche per il bene del centro storico.

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Di Antonella Necci

Sono Antonella Necci nata a Roma vivo a Roma e insegno lingua e civiltà inglese in un liceo ad indirizzi classico e linguistico. Sono appassionata di storia e filosofia ma voglio provare ad iscrivermi nuovamente all'università. Ho intenzione di ricominciare a studiare per diventare medico, se mi riesce. È sempre stato il mio sogno ma per pigrizia non mi sono voluta misurare con il lavoro da affrontare con la facoltà di medicina.Cos'altro aggiungere? Non mi piace parlare di me!Ah una cosa però la voglio dire: il mio regista preferito è Ken Loach e spero tanto che vinca la Palma d'oro a Cannes visto che presenta un film di connotazione prometeutica!

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