di Antonella Necci – La sinistra e le forze di opposizione ai regimi (il termine regime qui indica una condizione non compiutamente democratica e con ombre illibertarie) non sono morte, godono di ottima salute e sono sempre pronte a battagliare democraticamente e il solo irrisorio motivo per cui, al momento, tali uomini e donne sono considerati una minoranza è la distruzione sistematica che si sta svolgendo da decenni nei confronti delle idee, degli ideali, delle prese di posizione, che gli esseri umani non sono più invogliati a sostenere con la necessaria forza.
La persecuzione ideologica si svolge in diversi modi, ma la propaganda televisiva rimane sempre il modo migliore.
Quando una buona percentuale di Italiani si ritrova a guardare la tv lo fa in modo acritico, magari di fronte ad un piatto di spaghetti al ragù, stanco, affamato, sommerso da problemi economici, oppresso da tasse dai nomi immaginari, ma concretamente presenti e destabilizzanti. È difficile vivere nella distopia* preannunciata da Orwell in “1984” sapendo di trovarsi nel Terzo Millennio. (*Una società indesiderabile. Il termine, da pronunciarsi “distopìa”, è stato coniato come contrario di utopia)
Cosa sostiene allora, donne e uomini coraggiosi, mentre si scagliano verbalmente (perché antimilitaristi nell’animo) contro governi fantoccio, contro improbabili riforme spacciate per democratiche, contro uomini corrotti che giocano con la vita del prossimo? Cosa li anima e non li fa sentire mai vinti?
È la fede. La fede verso il progresso, il rinnovamento, la consapevolezza di essere nel giusto, la rinascita degli ideali.
Una fede incrollabile che non li farà mai morire ideologicamente e che farà sempre dannare l’animo degli ipocritamente religiosi, solo animati dal sacro fuoco del vantaggio personale. Gli stessi sostenitori degli 80€ in busta paga, e nemmeno esentasse. Gli stessi che sostengono gli strombazzati inviti ad affrontare gli acquisti in saldi grazie agli 80€ che, ricordiamolo, sono solo 80 e non 8000, che farebbero davvero comodo.
Sono gli stessi che farebbero, demagogicamente, la spesa per due settimane con 80€ e che la metterebbero dentro la loro borsa firmata Prada del valore di 2000€. 80€ a chi non si potrà mai permettere l’acquisto di tale borsa, nemmeno in saldi, è una presa per i fondelli verso i ceti più poveri, tenuti poveri apposta, perché ricattabili é affamabili e corruttibili.
Una vera propaganda pre e post elettorale a sostegno dell’elemosina verso chi è stato prima defraudato e poi viene sapientemente ricompensato con la briciola, per aumentare, intanto, il divario tra chi è sempre più ricco e chi è sempre più povero.
Ma non credano quelli che sostengono queste elemosine demagogiche che la loro vita sarà sempre così rosea, perché non riusciranno mai a sconfiggere le opposizioni, poiché opporsi a tali regimi significa pensare, e ragionare, e criticare, e parlare e mobilitarsi e creare un piccolo gruppo e crearne uno più grande, fino a creare la goccia che corroderà la roccia e la trasformerà. La trasformerà perché la roccia delle menti degli ipocriti è morbida e malleabile come le loro coscienze.
Inutile, eppure dannosa e tossica come il beta-hch che hanno contribuito a distribuire, con la loro bramosia, nelle nostre acque*.
E se stiamo già resistendo significa che scalfire e distruggere e ricostruire si può. Si deve. E lo stiamo già facendo.
I danni nel fiume Sacco
* Il β-esaclorocicloesano (β-HCH) è un alogenuro alchilico ed uno degli esomeri del esaclorocicloesano. È un sottoprodotto della produzione dell’insetticida chiamato “lindano”. Avendo tutti gli atomi cloro in posizione equatoriale, il β-esaclorocicloesano risulta molto stabile e difficilmente degradabile. Pertanto è capace di accumularsi per un lungo periodo sia in ambienti che in tessuti di uomini o animali che ne subiscono l’esposizione. Il β-esaclorocicloesano è l’isomero più persistente.
Una ricerca su suolo e vegetazione di un terreno circostante un sito di interramento rifiuti industriali in Germania a 10 anni dopo l’ultimo scarico di esaclorocicloesano, rivelò la presenza di isomero β compresa tra l’80 ed il 100% del totale HCH residuo[2].
In Italia la produzione di Lindano presso le industrie chimiche presenti a Colleferro, in provincia di Roma, ha portato all’accumulo e lo smaltimento sommario di β-esaclorocicloesano, ed altri inquinanti, a cielo aperto o tramite interramento.[senza fonte] Le acque piovane che colavano nei terreni delle discariche crearono un inquinamento costante nel fiume Sacco, il quale, esondando periodicamente, nei decenni successivi portò gli inquinanti sui terreni limitrofi a destinazione agricola, generando problemi in tutta la catena alimentare. L’esondazione di maggio 2005 del fiume ha portato nel mais e nel fieno, cresciuti sulle sponde del fiume e nel latte dei bovini un’elevata quantità di sostanze tossiche per l’uomo e ha costretto all’abbattimento di bestiame, alla distruzione dei prodotti agricoli e alla chiusura di alcune aziende. Nel 2006 è stato dichiarato lo “stato di emergenza socio-economico-ambientale” per la Valle del Sacco e in particolare per i comuni di Colleferro, Gavignano, Segni, Paliano, Anagni, Sgurgola, Morolo, Supino, Ferentino, poi prorogato a più riprese fino ad oggi.
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