a cura del Comitato promotore referendum, “Stop all’austerità” – Nota sui referendum proposti sulla legge 243/2012. L’Italia, sia per il tramite dell’Unione europea che mediante il Fiscal Compact (vale a dire il Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance dell’unione economica e monetaria), ha assunto alcuni obblighi che incidono sulle procedure e sui contenuti delle decisioni di finanza pubblica che per Costituzione spettano invece agli organi di indirizzo politico della collettività: Governo e Parlamento.
{tab=Premessa}
In particolare va ricordato che, procedendosi a una rigorosa applicazione di un obbligo di carattere “promozionale” assunto con il Fiscal compact, la Costituzione è stata modificata nel 2012 mediante l’approvazione della legge costituzionale n. 1 del 2012, recante la “introduzione del principio di pareggio di bilancio nella Carta costituzionale”. Per dare attuazione al nuovo principio costituzionale è stata dunque approvata la legge n. 243 del 2012, che è oggetto dei quattro referendum abrogativi che il Comitato Promotore (vedi nomi in calce) ha presentato oggi depositandoli in Cassazione per la raccolta delle firme.
L’obiettivo che il Comitato Promotore intende perseguire è quello di abrogare alcune disposizioni della legge n. 243 del 2012, che consentono un’applicazione del principio costituzionale di equilibrio di bilancio attraverso modalità e condizioni eccessivamente rigorose, oltre quanto previsto nel Fiscal Compact stesso, che renderanno necessarie politiche di austerità eccessive, solo dannose per il Paese, e in particolare per lo sviluppo, il lavoro e la stessa stabilità dei conti pubblici.
* Ecco le conseguenze dell’ottusa austerità, dal 2007 al 2013: Aumento del tasso di disoccupazione da a 6.1% al 12.7%; Aumento del tasso di disoccupazione giovanile (15-24) da 20,3% a 43,3%; Diminuzione dell’occupazione da 23.222.000 a 22.408.000 unità; Diminuzione del PIL reale di: 8.5%; Aumento del debito-PIL da 103.3% a 132.7%; Aumento del deficit-PIL 1.6% a 2.8%; Imprese cessate: 2.880.601
Un progetto così importante come quello europeo, rafforzato da una moneta comune che spinge al dialogo tra stati membri e che ci fa trovare uniti al tavolo geopolitico delle negoziazioni mondiali, è messo in crisi da politiche ottusamente austere che, come già ampiamente dimostrato dai numeri, non solo non rimettono in ordine le finanze pubbliche dei Paesi membri, ma impediscono di generare un clima favorevole alle necessarie riforme e creano scoramento, scetticismo e disillusione – specie tra i più giovani – sul senso di un progetto in comune. E’ quanto mai urgente in Europa ripristinare la possibilità di politiche economiche favorevoli alla ripresa degli investimenti, pubblici e privati, e della domanda interna all’area dell’euro.
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2. Obiettivo generale delle richieste referendarie
L’obiettivo complessivo dei quesiti è modificare la legge n. 243 del 2012, abrogando quelle disposizioni che impongono ovvero consentono un’applicazione del principio costituzionale di equilibrio di bilancio secondo modalità e condizioni eccessivamente rigorose, addirittura oltre quanto è previsto nel Trattato cd. “Fiscal Compact”. Si tratta di norme che comportano politiche di austerità dannose per il Paese, e in particolare per lo sviluppo, il lavoro e la stessa stabilità dei conti pubblici.
In definitiva, l’obiettivo complessivo dei quesiti è modificare in più punti la legge n. 243 del 2012, abrogando quelle parti che prescrivono un’applicazione nazionale esasperata e pertanto ingiusta degli obblighi di bilancio assunti in sede europea.
Sinteticamente, si invitano i votanti a esprimere sulle scheda referendarie il loro “SI” ad una corretta applicazione dei vincoli europei sul bilancio, in breve a dire “SI alla fine dell’ottusa austerità, sì all’Europa del lavoro e dello sviluppo”.
{tab=I Quesiti}
In via del tutto preliminare, si possono ipotizzare le seguenti denominazioni, utilizzabili, ad esempio, anche durante la campagna referendaria:
Quesito n. 1:
Abrogare le norme che consentono di stabilire obiettivi di bilancio più gravosi di quelli definiti dall’Unione europea.
Quesito n. 2:
Abrogare la norma che limita ai soli casi straordinari previsti dalla legge il ricorso all’indebitamento pubblico per operazioni finanziarie.
Quesito n. 3:
Abrogare la norma che impone manovre correttive di bilancio anche quando imposto da trattati internazionali.
Quesito n. 4:
Abrogare la norma che identifica rigidamente e tassativamente il principio costituzionale di equilibrio dei bilanci pubblici con un obiettivo di bilancio stabilito in sede europea.
IL COMITATO PROMOTORE
1) Mario Baldassarri, professore universitario di economia politica; 2) Danilo Barbi, CGIL nazionale; 3) Leonardo Becchetti, professore universitario di economia politica; 4) Mario Bertolissi, professore universitario di diritto costituzionale; 5) Melania Boni, dirigente pubblico; 6) Flaviano Bruno, consulente; 7) Rosella Castellano, professore universitario di finanza matematica; 8) Massimo D’Antoni, professore universitario di scienza delle finanze; 9) Paolo De Ioanna, consigliere di Stato; 10) Antonio Pedone, professore universitario di scienza delle finanze; 11) Laura Pennacchi, responsabile Forum Economia CGIL; 12) Nicola Piepoli, presidente Istituto Piepoli; 13) Gustavo Piga, professore universitario di economia politica; 14) Riccardo Realfonzo, professore universitario di economia politica; 15) Giulio Salerno, professore universitario di diritto pubblico; 16) Cesare Salvi, professore universitario di diritto civile.
Email del Comitato: referendumstopausterita@gmail.com
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