di Gianluca Coluzzi – Curiosando nel web alla ricerca di notizie riguardanti Ceccano nel periodo della seconda guerra mondiale, sono venuti fuori due documenti in cui viene descritta la presenza di una grande quantità di libri abbandonati dai tedeschi in due siti: uno in territorio di Ceccano; l’altro, in Arnara, ma in zona Sterparo, proprio all’altezza del confine tra questi due comuni. I documenti in questione sono stati prodotti dal Governo Militare Alleato (AMG, Allied Military Government), precisamente dalla Sottocommissione per i Monumenti, le Belle Arti e gli Archivi (Subcommission for Monuments Fine Arts and Archives). Le proprietà in cui si trovavano questi volumi erano quelle di A. Segneri, detto Scioscia, in zona Acquasanta, come scritto nei documenti (incrocio tra via Acquasanta e via Marano, precisamente) e di Domenico Roma, in zona Sterparo.
Le testimonianze raccolte in queste zone ricordano benissimo la presenza di militari tedeschi nei siti sopra indicati, soprattutto per quanto riguarda la zona intorno alla proprietà di A. Segneri, dove doveva esserci una grandissima concentrazione tedesca: uffici, mattatoi, cucine, dormitori, officine, depositi, trasmissioni.
Il primo documento è datato 27/9/44. In esso è scritto che il sig. Giovanni Ceccatelli (forse un refuso per “Ceccarelli”? Il nominativo è riportato con tanto di numero di telefono) fa una prima segnalazione alle autorità della presenza di questi libri, poi notificata alla Sottocommissione dal Dott. De Gregori, funzionario del ministero della Pubblica Istruzione, Ispettore Generale delle Biblioteche.
Una prima ricognizione di questi libri viene effettuata il 26 di agosto; ad esaminarli vi è anche Camillo Scaccia Scarafoni, importante funzionario del ministero della Pubblica Istruzione, originario di Veroli.
I due depositi, è riportato nel documento, si trovano lungo la strada Ceccano-Arnara.
Il primo deposito è nei locali di A. Segneri:
Location: 128 Contrada Acquasanta, CECCANO (about 2,5 km. from CECCANO). Books on shelves (a few in a cardboard boxes) in the rear of a small general store, now doing little or no business.
Owner: Sig. Antonio Segneri, whose own house (No. 127) is back of and joined to the store. He is an acquaintance of sig. Ceccatelli, and through him information reached Rome
Antonio Segneri possedeva un negozio di generi alimentari, come specificato nel testo. Più avanti si legge che i tedeschi avevano depositato questi libri all’interno di questa costruzione tra la fine di gennaio, quando il Segneri fu costretto ad abbandonare la sua casa proprio dai tedeschi stessi, e la fine di maggio, periodo in cui le truppe germaniche si ritirano. I volumi erano stati trovati sparsi tra il negozio e le costruzioni agricole dei Segneri, e furono rimessi insieme da A. Segneri stesso. (Note: I documenti in questione possono essere consultati nel sito Fold3 (http://www.fold3.com/document/294563512/). La classificazione di questi documenti: AMG-S6 41 II 13 (5) HEADQUARTERS ALLIED CONTROL COMMISSION APO 394-Subcommission for Monuments Fine Arts and Archives (primo documento 27/9/44); 49 II.A HEADQUARTERS ALLIED MILITARY GOVERNMENT LAZIO-UMBRIA REGION MONUMENTS, FINE ARTS AND ARCHIVES DIVISION (secondo documento 4/12/44).
Nel documento si specifica che il sig. “Ceccatelli” è un conoscente di A. Segneri.
Maggiori informazioni su Camillo Scaccia Scarafoni sono sul sito web dell’Associazione Biblioteche Italiane: http://www.aib.it/aib/editoria/dbbi20/scaccia.htm)
Il secondo deposito è collocato nella proprietà di Domenico Roma, in Arnara:
Location: Contrada Sterparo, Arnara (about 5 km. from CECCANO). Books partly in boxes, largely stacked on tables in dry ground-floor rooms.
Owner: Sig. Domenico Roma.
Nel documento si evidenzia che tale proprietà fu usata per sei/sette mesi dai tedeschi come H.Q. (Head Quarter, quartier generale) e come ospedale militare.
Come nel caso precedente, anche qui il proprietario ha riunito i volumi presenti all’interno dei suoi locali.
Questi i risultati del primo esame dei due depositi di libri:
-nel primo deposito sono presenti 600 o 700 volumi, quasi tutti di argomento teologico (almost exclusively theological or ecclesiastical in character), in larga parte appartenenti all’800. Non è stato rinvenuto un catalogo, né è stato possibile appurare chi fossero i proprietari dei volumi. Si precisa che non vi sono manoscritti
-il secondo deposito sembra essere costituito da circa 2000 volumi, quasi tutti a carattere letterario e di datazione più recente rispetto a quelli del primo deposito. Una discreta quantità di libri è in lingua straniera: francese, soprattutto, ma anche inglese. Una particolarità di questo secondo deposito è la presenza di una serie di documenti manoscritti, che fanno riferimento a persone e luoghi di Pontecorvo: la famiglia Lucernari, ad esempio, o la zona di S. Oliva. Queste indicazioni fanno supporre agli estensori del documento una provenienza di questi manoscritti da Pontecorvo o da qualche centro della valle del Liri.
Nelle conclusioni di questa stima iniziale entrambe le collezioni comunque vengono valutate non di particolare valore o rarità. Si specifica ulteriormente che, senza ulteriori informazioni, è difficile risalire ai legittimi proprietari.
Il prof. Scaccia Scarafoni propone di trasferire i libri a Casamari dove potranno essere meglio esaminati e catalogati.
Il documento è firmato dal sergente B.M. Peebles, un “monument man”, come si legge nel sito della Monuments Men Foundation.
Bernard Mann Peebles, nato nel 1906, servì nell’esercito americano tra il 1942 e il 1945. A Palermo ritrovò i documenti dell’archivio storico di Filippo V di Spagna, risalenti ai primi anni del ‘700, mentre venivano usati come carta da pacchi in un negozio della città.
Peebles insegnò brevemente, dopo la guerra, in diverse università, tra le quali Fordham e Harvard. Nel 1948 cominciò ad insegnare nella Catholic University di Washington D.C, dove fu responsabile del Dipartimento di Greco e Latino e di cui divenne, in seguito, professore emerito. Morì nel 1976 durante una rapina a mano armata.
In un secondo documento, datato 4/12/44, vengono descritte le operazioni di recupero di questi volumi, avvenute il 24 di novembre. A sovrintendere il tutto c’è sempre Scaccia Scarafoni, oltre al personale alleato. In questo resoconto emergono però nuove informazioni interessanti su questi due depositi. I volumi sono in quantità maggiore rispetto a quanto si era stimato precedentemente: circa 5-6000. Tra questi volumi vi sono anche diverse edizioni del XVI sec., comunque non di grande valore, come si spiegava già nel primo documento esaminato; dei documenti manoscritti citati sempre nel documento precedente ora si attesta, con sicurezza, la loro provenienza dagli archivi della cattedrale di Pontecorvo:
The books (which have been the subject of previous M.FA.A reports) were stored in two cottages near Cecccano and were much more numerous than was thought. It was also discovered that many of those at the bottom of the stacks were damp and others eaten by mice and worm. There were probably 5-6000 volumes in all, of a very wide variety, including many 16th century editions, but nothing of outstanding value. Among the collection were hand written M.S.S. books from the Cathedral Archives at Pontecorvo.
Questo documento è firmato dal capitano T.H.Brooke, Archives Officer, sul quale però non si è riusciti a trovare delle notizie.
Si decide poi di portare questi volumi non più a Casamari, ma direttamente alla Soprintendenza per le Biblioteche presso la Biblioteca Vittorio Emanuele II in Roma.
Alcuni membri attuali della famiglia Segneri, interrogati in merito, ricordavano bene, dai racconti dei familiari, la presenza di questi volumi nella loro abitazione.
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