Gianluca Coluzzi ci ha inviato questo estratto della pubblicazione dei ragazzi del Liceo Scientifico di Ceccano, “Ceccano e la guerra 1944-2014 Dal terrore e dalla violenza alla libertà e alla pace”. Queste pagine integrano quanto scritto da Loffredi sulla battaglia di Ceccano: infatti egli ha parlato dell’avanzata del Corpo di Spedizione Francese alla destra del Sacco, mentre queste righe ricostruiscono i movimenti canadesi alla destra del fiume. In questo modo si traccia un quadro completo dei giorni in cui gli Alleati liberano Ceccano.
{tab=IRC e NBH}
Il corpo di spedizione canadese, il First Canadian Corps, facente parte dell’VIII Armata britannica, prende parte allo sbarco alleato in Sicilia il 10 luglio del ’43, la cosiddetta Operazione Husky. I canadesi risalgono la penisola insieme all’esercito alleato e sono costretti ad arrestarsi dinanzi alla Gustav.
Nel frattempo il corpo di spedizione canadese era stato rinforzato: se in Sicilia sbarcano la I Divisione di fanteria e la I Brigata Corazzata, agli inizi di novembre arriva in Italia, dall’Inghilterra, anche la V Divisione Corazzata. Il primo impiego delle forze canadesi lungo la Gustav è nel settore abruzzese; solamente ad aprile ’44 vengono trasferite nel settore di Cassino.
Dopo il primo sfondamento della Gustav nel settore del Garigliano e l’abbandono, da parte dei tedeschi (per evitare di essere accerchiati dagli Alleati), di Montecassino, poi occupata dalle truppe del II Corpo polacco, la V Armata prosegue lungo la costa e lungo l’asse Aurunci-Lepini, mentre l’VIII Armata inizia l’avanzata lungo la valle del Liri. Ostacolo assai duro si rivela la linea Hitler
Stemma dell’Irish Regiment of Canada o Senger, che i tedeschi avevano cominciato a costruire dal dicembre del ’43, come eventuale linea di contenimento della Gustav in caso di sfondamento di quest’ultima. Essa passava, come è stato ricordato in precedenza, nei comuni di Villa S. Lucia, Piedimonte S. Germano, Aquino e Pontecorvo, per poi proseguire in direzione della costa. I canadesi entrano in azione lungo la linea Hitler insieme a inglesi e polacchi. I combattimenti sulla linea Hitler durarono sei giorni (19-25 maggio ’44), furono molto duri e costarono ai canadesi molte perdite.
Il 24 di maggio i canadesi entrano a Pontecorvo, distrutta al 90 % dai bombardamenti e dalle artiglierie.
Duri combattimenti impegnano le truppe canadesi sulle sponde del Melfa, che verrà oltrepassato solo il 25 maggio, sul finire della giornata. Lo schieramento alleato, considerata anche l’avanzata rapida del CEF a est, comincia ad avvicinarsi a Ceccano.
Il 28 maggio i canadesi entrano a Ceprano, riuscendo a ottenere, prima della mezzanotte dello stesso giorno, il
Stemma dellVIII New Brunswick Hussarspieno controllo del territorio della cittadina.
Dall’arrivo dei canadesi a Ceprano si può iniziare a ricostruire, in base alle fonti reperite, la progressione dei reparti canadesi verso Ceccano, nel loro settore di competenza, ovvero alla sinistra del Sacco.
I reggimenti canadesi che eliminano la resistenza tedesca a Ceccano sono l’Irish Regiment of Canada (fanteria), appartenente alla XI Brigata di fanteria (11th Canadian Infantry Brigade), e il New Brunswick Hussars (carri), facente parte della V Brigata corazzata (5th Canadian Armoured Brigade).
L’IRC aveva già preso parte alla liberazione di Ceprano insieme al Perth Regiment e ai Cape Breton Highlanders, entrambi reggimenti scozzesi dell’esercito canadese. IRC e NBH effettuano una manovra congiunta da due direzioni diverse: i carri del NBH avanzano lungo la strada Pofi -Ceccano; gli uomini dell’IRC si dirigono verso i colli alla sinistra del Sacco facendo una deviazione dalla strada principale, percorsa insieme all’altro reparto, all’altezza del Casino di Sor Cesare Sindici. La zona dove si trova questo edificio (costruzione ancora oggi ben visibile) nel diario di guerra dell’IRC è indicata come Casa Berardi; nella mappa militare dell’VIII Armata tale località è invece riportata con la dicitura di Casino Berardi, che è la stessa denominazione ancora oggi presente nelle mappe dell’Ufficio Tecnico Comunale.
Casino di sor Cesare
L’avanzata dell’IRC verso Ceccano, come si può leggere nel diario di guerra del reggimento, inizia il 29/5: il battaglione muove da Ceprano verso Ceccano a piedi, seguendo il Perth Regiment e i Cape Breton Highlanders. Lo spostamento inizia alle 18.00 e continua durante la notte. L’obiettivo dato al reggimento è l’area delimitata da tale riferimento: MR 4632. Questa zona corrisponde, nella mappa in dotazione all’VIII Armata, a un’area compresa più o meno tra Colle Leo e Acquasanta: non a caso sono diversi i testimoni che ricordano l’arrivo dei canadesi in questo quadrante, provenienti dallo Sterparo.
{tab=Dick, Tom e Harry}
L’area assegnata come obiettivo all’IRC è denominata in codice “Dick”; altri due obiettivi, che si trovano quasi alla medesima altezza, più o meno tra Ceccano e la Casilina, vengono indicati come “Tom” e “Harry” e vengono presi rispettivamente dai Cape Breton Highlanders e dal Loyal Edmonton Regiment. La conquista di queste posizioni deve costituire una linea di partenza verso Frosinone.
71. Both brigades of 5 Cdn Inf Div continued to advance on the 30th. The
Divisional plan was for the armour to push ahead and capture three objectives
– “TOM” (488333), “DICK” (464323), and “HARRY” (475355), this forming firm
bases through which 2 Cdn Inf Bde would move forward to the line FROSINONE-
FROSINONE Station. (Reports of 1 Cdn Corps and 5 Cdn Armd Bde.)
The close country and the presence of mines held up the tanks which were
consequently unable to keep pace with the infantry. The C.B. Highrs and the
Ir R.C. pushed ahead and reported their objectives, “TOM” and “DICK”
respectively, secured by 1030 hours.
I tre obiettivi denominati “Dick”, “Tom” e Harry”
Un altro dato contenuto nell’estratto di questo report deve essere preso in considerazione: il riferimento alle mine, che saranno un ostacolo durissimo per l’IRC e il NBH. La linea di partenza di questa marcia di avvicinamento dell’IRC verso Ceccano, che inizia alle ore 18.00, è a sud est di Pofi (MR 5129). Le condizioni climatiche sono positive: Bright and Hot, i termini riportati nel diario (sereno e caldo). Durante questo movimento il reggimento accusa due caduti, Killed in Action, come si specifica nel documento. Lannan RF Pte B79738 KIA 440529: KIA while Regiment was moving toward Ceccano from Ceprano, Italy Action: Liri Valley
Latimer G Pte B73455 KIA 440529: KIA, while Regiment was moving from Ceprano to Ceccano Italy
Il sito web storico dell’IRC riporta anche le schede dei caduti del reggimento, da cui si ottengono informazioni sulle loro famiglie, il loro grado di istruzione, la loro occupazione e anche su altri aspetti.
Intensa è la giornata del 30 maggio.
Il reggimento muove verso l’obiettivo stabilito guidato dal maggiore W.W. Reid. Il sottotenente Mckinley viene ferito da una “italian box mine”. L’avanzata si svolge, come anticipato, lungo la strada Pofi-Ceccano fino a Casa Berardi, MR 465290, ovvero il casino di Sor Cesare. Da qui gli uomini dell’Irish tagliano a destra della strada principale attraversando le campagne tra Arnara e Ceccano, per dirigersi verso l’obiettivo loro assegnato, che viene raggiunto alle 9.00. Soldati nemici sono catturati mentre collocano mine dal maggiore Reid e dal capitano Brookes, che erano armati solo con una P38. Viene eliminata la disordinata resistenza dei nemici che stavano organizzando la ritirata.
Vengono fatti circa 15 prigionieri e i tedeschi sono visti fuggire in piena confusione verso Frosinone, come si specifica nel testo. Il reggimento si consolida sul suo obiettivo. Non è finita qui però.
Dalle 13 alle 19 un pesante fuoco nemico cade sulle posizioni dell’Irish Regiment. Ci sono sei feriti, uno dei quali in maniera fatale. Nel tardo pomeriggio, il maggiore Reid è ferito a una gamba. Il maggiore Armstrong assume il comando del battaglione. Si comprende come l’avanzata dei canadesi verso Ceccano non sia stata affatto una “passeggiata”, bensì una manovra abbastanza contrastata dalle retroguardie tedesche.
Sempre alla data 30/5 il diario afferma che, durante l’intera operazione, tutti i veicoli furono trattenuti sulla Pofi-Ceccano a causa delle mine e delle condizioni disastrose della strada.
Si fa anche riferimento alla meticolosa opera di bonifica delle mine, che sembrano essere proprio il pericolo più grande per i militari canadesi, che il tenente Smith e il suo plotone pionieri svolgono in maniera eccellente nell’area in cui stava combattendo il reggimento
Essi usano anche cariche esplosive per aprire un passaggio per veicoli sul sito di un ponte demolito dal nemico, avvalendosi, come si legge, dell’appoggio dei carri dell’8th New Brunswick Hussars. La strada viene resa transitabile prima che gli RCE (Royal Canadian Engineers) arrivino.
I feriti avuti durante l’operazione, scrive l’estensore del diario, sono sorprendentemente pochi, e sono evacuati a circa due miglia attraverso una strada di campagna dai loro compagni che, nonostante la stanchezza, volontariamente formano squadre di barellieri.
Il cannoneggiamento di cui si è parlato qualche riga più sopra investe anche gli uomini del NBH, come si legge nelle pagine di Ruspandini, che ha consultato il diario di guerra di questo reggimento:
E’ cominciato il fuoco dell’artiglieria nemica. Alle ore 19.00 l’avanzata viene sospesa e si retrocede per la notte presso l’altura della Paolina e la vallata verso Marano.
“Poichè questa posizione si trova a quattrocento metri da dove il fuoco nemico ci ha investito ieri pomeriggio-scrive l’ufficiale nel diario di guerra-un attacco tedesco è stato ritenuto probabile. I cannoni sono stati disposti in linea, con gli uomini ai pezzi durante tutta la notte… Erano presenti 51 carri armati Sherman… La nottata è passata rapidamente”.
Ma non ci sarà alcun attacco tedesco durante la notte perchè alle 19.30 del 30 maggio le retroguardie germaniche ricevono l’ordine di ripiegare e di andare a formare una nuova linea di contenimento lungo la direttrice Morolo-Aeroporto-Castelmassimo.
Tornando all’Irish Regiment of Canada, detto reparto, nella giornata del 30, registra sei perdite, di cui quattro proprio negli scontri nel territorio di Ceccano, a riprova ulteriore delle difficoltà che questa avanzata ha presentato alle truppe canadesi. Tre militari sono caduti a “nord di Casa Berardi”: il soldato Hicks muore mentre la jeep che egli guida, in qualità di autista del tenente di intelligence Mckinley, urta una mina; il soldato Lemon muore cercando di aprire un passaggio in un campo minato; il soldato O’Connor muore per gravi ferite causate da un colpo di mortaio. Per quanto riguarda il primo soldato, vi è anche una indicazione della distanza approssimativa a nord di Casa Berardi all’altezza della quale sarebbe caduto: circa due miglia. Ci si troverebbe dunque ancora nel territorio del comune di Ceccano, forse nelle zone prima citate di Colle Leo, Acquasanta o via Scifelli. In questa data pattuglie del NBH si incontrano con pattuglie del CEF, che opera, come ricordato più volte, alla destra del Sacco.
{tab=Caduti}
Casualties (30/5)
Killed
Hicks MC Pte B134357 KIA 440530 HQ Coy KIA, Regiment was approximately two miles north of Casa Berardi. He was acting as the Intelligence Officer Lieut. McKinley’s Driver. He was killed when the jeep he was driving hit an Italian Box Mine
Larter H Pte F96530 KIA 440530 HQ Coy (Signals) KIA, while Regiment was moving to Ceccano Italy
Lemon G Pte B135777 KIA 440530 D Coy KIA, during the advance north of Casa Berardi, Italy. While serving with an advance party he was assisting in helping clear the way through a minefield.
McGahey RD Pte B58451 KIA 440530 A Coy KIA, near town of Ceprano, Italy
Millership J G Pte K70901 KIA 440530 D Coy KIA during the Regiment’s push toward the town of Ceprano, Italy (scheda)
O’Connor JT Pte B62469 died of wounds 440531 B Coy DOW died as a result of a sucking wound to the left chest at 2200 hours. He was wounded the previous day by a mortar, when the Regiment was north of Casa Berardi, Italy
Il 30 maggio è anche il giorno della liberazione di Pofi e Arnara a opera del Pert Regiment, uno dei reggimenti scozzesi dell’esercito canadese. Precisamente nella notte tra 29 e 30 il Perth Regiment prende Pofi, mentre la mattinata successiva entra in Arnara. L’avanzata del Perth Regiment in queste zone si conclude qui. Questa unità viene poi inviata a riposo a Caiazzo in provincia di Caserta e successivamente destinata a un periodo di addestramento supplementare.
Il 31 maggio l’IRC si ferma in Ceccano. Alle quattro del mattino questo regimento cede il passo, come punta avanzata dello schieramento, al Princess Patricia Canadian Light Infantry, che prosegue in direzione della stazione di Frosinone. La giornata, come si legge nel diario, trascorre nella costruzione degli accampamenti.
Nella pagina riferita alla giornata successiva, compare un riferimento alla popolazione civile, che lega immediatamente con i nuovi arrivati e si offre per vari servizi, come il lavaggio di indumenti. Diverse le testimonianze che sono state raccolte sul passaggio dei canadesi, tutte assai positive.
Fino al due giugno l’IRC rimane ancora nei luoghi in cui si è installato, per poi muovere verso una nuova area il giorno seguente.
Nella sua avanzata verso Ceccano probabilmente l’IRC è arrivato nella zona tra Via Marano, Colle Leo e via Scifelli, dove la presenza dei canadesi era ben ricordata dai testimoni. Tuttavia la loro permanenza, sempre secondo le memorie delle persone ascoltate, fu più lunga di questi tre giorni. Forse si sono fermati anche altri reparti nella zona?
Gli insediamenti canadesi riportati dai vari testimoni ascoltati si trovavano nei seguenti luoghi: a via Marano, lì dove prima si erano collocati i tedeschi; lungo via Scifelli; vicino ai binari della ferrovia poco dopo il saponificio andando verso Frosinone; in diversi punti della zona di Faito, in via S. Francesco I Traversa.
Il ricordo di queste truppe, come si è anticipato, è largamente positivo. I canadesi sono ben disposti verso la popolazione e non lesinano in fatto di distribuzione di alimenti e, per la felicità dei bambini, di caramelle e cioccolato. Un particolare rimasto impresso nella memoria dei testimoni è che, oltre alla roba da mangiare, i canadesi distribuivano sigarette in quantità. Le cose andranno ben diversamente sull’altra sponda del Sacco, che vede il passaggio degli uomini del CEF.
{tab=Testimonianze}
Qualche ricordo sui canadesi.
Luciano Natalizi (Colle Leo):
Cosa ricorda dell’arrivo dei canadesi?
Un fatto molto singolare. Sempre qui, lungo la strada, ora vi ci porto, vi era un’altra postazione tedesca. Un gruppetto di soldati canadesi vi arrivò, strisciando, partendo più o meno dallo Sterparo, guidati da un giovane del posto, Mario Mingarelli, correndo anche qualche rischio perché il loro percorso era dominato dall’alto, a poca distanza, da un’altra postazione di mitragliatrice tedesca che stava nella cantina scoperchiata di Salvatore Masi (che ci viene mostrata da lontano, anche se poco visibile a causa della vegetazione). Una volta arrivati qui balzarono nella buca. Uno di loro uccise, con il pugnale, un tedesco, e andarono via immediatamente.
I tedeschi spararono e colpirono il giovane che li aveva condotti lì, che fu ferito al petto. Questo ragazzo venne nel ricovero che vi ho fatto vedere e trascorse la notte con noi: la ferita era vicina al cuore, ma fortunatamente non ebbe gravi conseguenze. Questo fatto avvenne poco dopo l’ora di pranzo. Il tedesco venne portato in quella infermeria che vi ho indicato prima, a via Scifelli. La notte i tedeschi cominciarono a ritirarsi, sentivamo il calpestio dei loro stivali lungo la strada ma non li vedevamo, perché stavamo nei ricoveri. Alle tre o alle quattro di notte questo trambusto cessò. Il giorno dopo arrivarono i canadesi, con quattro Jeep, qui dove siamo arrivati camminando: l’incrocio tra via Colle Leo, via Casette e via Acquasanta. Per prima cosa distribuirono sigarette a quanti erano andati loro incontro e chiesero proprio di Mario Mingarelli, che fu portato per essere curato lì dove i canadesi si erano insediati, in un ex importante comando tedesco, quello situato nella proprietà di A. Segneri detto “Scioscia”. Stettero lì un paio di mesi abbondanti. Anche in questo caso andavo sempre in quel luogo, e con i canadesi era molto facile avere roba da mangiare: gallette, caramelle, cioccolato, biscotti.
Vincenzo Conti (via Scifelli)
Quando i canadesi arrivarono stavo pascolando le vacche: si distesero subito per i prati e appena mi imbattei in loro mi diedero delle cose da mangiare. Qui a via Scifelli montarono circa una trentina di tende. Io mungevo le vacche e scambiavo il latte con i soldati canadesi, che mi davano altre cose: biscotti, gallette, sigarette e scatolette.
Giuseppe Turriziani (Colle Leo)
Qui passarono i canadesi. Nella loro avanzata subirono però un duro fuoco di artiglieria tedesco.
Ricordo che cercavano una persona che parlasse la loro lingua. Trovarono G. Battista Sellari, che non stava nemmeno bene, camminava con le stampelle. Questa persona ci disse che i canadesi stavano cercando degli uomini per sgombrare le macerie di un ponte che i tedeschi avevano fatto saltare e che impedivano il transito dei carri.
I canadesi, anche se stettero poco qui a Ceccano, si comportavano molto bene con la popolazione. Distribuivano a tutti caramelle, biscotti e sigarette. Soprattutto con le sigarette andavano forte, ma io non ho mai fumato e quindi, scherzosamente, mi è andata male.
Domenico Staccone (Faito):
I canadesi si trovavano più o meno tra la casa di Zì Giggito “Saracone” e di Casalese l’infermiere, ma anche in altri posti qui a Faito. Sono rimasti pochi giorni. Un ricordo particolare che ho: l’arrivo di una camionetta con dei barattoli con su scritto “sausages”. Questi barattoli, una volta utilizzati e lasciati lì dai canadesi, furono largamente utilizzati come recipienti dalla popolazione locale. Potevamo sostare nei pressi dell’accampamento canadese, che ospitava al massimo cinquanta militari per quello che posso ricordare. Ricordo inoltre una tenda, che forse doveva essere quella del comandante, perché molto più grande e ben curata delle altre. Altre due immagini che conservo dei canadesi: dormivano con l’amaca e avevano le zanzariere. Un altro accampamento canadese in zona stava sul cosiddetto “terreno dell’Abate”.
Guido Incitti (Casamarciano)
A quei tempi abitavo a Casamarciano. Ricordo benissimo un accampamento che i canadesi allestirono nel terreno della fam. D’Annibale, detta “Futella”, su quella che è l’attuale via S. Francesco I Traversa. I canadesi, provenienti da Pofi, a un certo punto abbandonarono la strada principale, più o meno all’altezza del Casino di Sor Cesare, per occupare le zone collinose alla sinistra del Sacco.
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