di Antonella Necci – Poldino (atto ottavo): Come si costruisce un Principato. Dopo aver analizzato quel sentimento così contorto che lo aveva inchiodato, come il più sottile dei chiodini d’acciaio, e reso schiavo della malìa degli occhi di Madame Le Diable, si volse a guardare il suo gatto soriano, che nel frattempo, era rientrato nella stanza blindata. Il gatto, che di nome faceva Powder, aveva la capacità di ispirare a Poldino tutte le decisioni politiche più importanti. Come quella volta che doveva risolvere il caso dell’uscita sincronizzata degli alunni delle scuole elementari, medie e superiori. Ben conoscendo il suo puntiglio, a tutta la guardia militante era stato dato l’ordine di distribuire gli alunni, all’uscita dalla scuola, procedendo attraverso determinate priorità. Per primi sarebbero dovuti uscire gli alunni dai capelli rossi, poiché il rosso era un segno di distinzione e non lo si doveva più denigrare , come in passato. Di questi, i primi sarebbero stati quelli alti mezzo metro, perché era ora di finirla di prendere in giro tutti quelli di altezza inferiore alla media.
Per ultimi sarebbero usciti quegli alunni dai denti cavallini, poiché gli risultavano troppo odiosi, con quel leggero nitrito al posto della radiosa risata dei ragazzi dai capelli rossi. E l’ispirazione gli proveniva, guarda caso dal suo fulvo Powder. Il quale gli ispirò anche la famosa tassa del “calzino puzzolente”.
Aveva notato che diversi membri del Consiglio Supremo avevano la brutta abitudine di togliersi le scarpe sotto il tavolo delle riunioni. A seguito di questo scellerato atto, la sala, definita “Del Dissenso”, chissà poi perché, si riempiva di un maleodorante umore che lui, in quanto Sceriffo Supremo, non poteva tollerare. Il povero Powder, che soleva vagabondare sotto quel prezioso tavolo, un giorno, in cui era in atto un’importante riunione, svenne. Fu portato al cospetto del medico personale di Poldino, il quale diagnosticò una crisi asmatica, che necessitava l’esigenza di vivere in un luogo fresco e pulito. Niente cattivi odori e niente polvere. Subito fu proclamato l’editto supremo dove si tassavano tutti coloro, di sesso maschile soprattutto, ma anche quelli di sesso femminile non erano da meno, che avrebbero osato togliere le scarpe in luoghi di riunione, nei posti di lavoro, e anche in casa, di fronte alla propria famiglia.
L’unico momento concesso per sollevare i piedi dal travaglio quotidiano a cui erano sottoposti, era l’istante preciso in cui si sarebbe deciso di infilarli nel letto, sotto le coperte. Lì, al riparo da occhi e nasi indiscreti, si sarebbero sentiti liberi di esprimere il loro carattere naturale.
Per distogliere chiunque dal gesto malsano di evadere la legge, l’ammenda fissata per i trasgressori era di 3000 denari.
Inutile dire che Geppò e i suoi se la ridevano di tutti questi assurdi atti legali, e meditavano di impadronirsi, grazie anche alle abilità militari di Marinelle Le Diable e del suo plotone, della poltrona dello Sceriffo Supremo, che lui avrebbe trasformato, visto che le sue manie di grandezza erano lievitate in poco tempo, in un trono adeguato al principe di un moderno Principato.
Il Principato di Anagnon-sur-le-mer. Il ridente paesino si preparava al grande salto di qualità.
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