di Fausta Insognata Dumano – Una delle tragedie dell’invecchiare è il veder demolire luoghi densi di memoria e ricordi per far posto al nuovo che avanza. Occhioni lucidi, mentre vedi le ruspe buttar giù la storia. Cassino è la mia città degli affetti politici, sono nata nelle fila di democrazia proletaria, tra operai, studenti e i mitici prof Consales e Fornabaio. Ho assistito ai cambiamenti, alle trasformazioni, alla crescita della periferia.
Nel 78 nasceva il mercato coperto, un antesignano dei centri commerciali, con la grande differenza era un luogo rispetto ai non luoghi dei centri commerciali. Il mercato coperto era un luogo di aggregazione ,di socializzazione, di abitudini che si inserivano nel fare la spesa. Conoscevi il nome del fruttivendolo, del salumiere, ci scappava il regalino, se facevi il buono, mentre mamma faceva la spesa. Una passeggiata al mercato coperto, quando volevi smarrirti tra gli odori, sono nati amori circondati dai sapori.
Nessuna fretta dentro il microcosmo nel cosmo. Poi sono arrivati i tempi moderni, il supermercato, il centro commerciale……il mercato coperto viene abbandonato e si trasforma in un altro microcosmo, quello della marginalità, della ”devianza”, la sporcizia prende il sopravvento, gli odori vengono sostituite da un puzzo nauseante, i topi, gli escrementi danzano con i fiori dell’ immondizia umana, le vite distrutte dall’ alcool e dalla droga, i tossici, gli uomini neri moderni, attento all’ uomo nero, attento al tossico. Sbandati e senza tetto, personaggi che sembrano usciti dalle pagine di Jack London. Senza cancello, nessun filtro con il mondo fuori, ragazzini che entravano nella bomba ecologica. Poteva diventare un luogo di aggregazione, uno spazio condiviso. Nell’era Scittarelli fu venduto ad un privato, nell’era Petrarcone le ruspe hanno demolito la vergogna, seppellendo i ricordi di generazioni.
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