Poldino 2

Poldino 2di Antonella Necci – Poldino atto quarto. Storia semiseria delle vicende elettorali di Anagni.
E anche il giorno del gran discorso passò, così come quello della Democrazia, della Patria, della Liberazione, della lotta contro le mafie, contro i caimani, contro l’estinzione degli animali in via d’estinzione.
Passarono i mesi, le stagioni e allo scadere del primo anno di Sceriffato, Poldino, ormai divenuto più scaltro e perfido, decise di organizzare la grande festa di Primavera. Tre settimane di giochi, balli, competizioni, lotte tra gladiatori, lanci con il paracadute, e tiro con l’arco. Il motivo di questa grande festa era quello di sentirsi di nuovo osannato dai più.
La stima del suo ego aveva raffinato le sue armi per il conseguimento del privilegio dell’adorazione cittadina.

Da mesi Trippotto meditava qualcosa. Ci mise poco a capire cosa.Un giorno, mentre camminava tronfio per strada, con la sua bella fascia bicolore da Sceriffo, e le sue pistole d’ordinanza vide Trippotto in fondo alla strada che lo guardava avvicinarsi e gli strizzava l’occhio. “Cosa vorrà? Perché mi strizza l’occhio con quel fare misterioso? Vuole che mi avvicini?” Poldino non esitò. La provocazione era grande e Trippotto, fermo di fronte ad un portone dai colori sgargianti ora lo salutava gesticolando. “Poldino!Che piacere! Vieni! Stiamo inaugurando la nuova casa di perversione. Ci saranno spettacoli che tu non hai mai immaginato. Entra, non farti pregare.””Casa di perversione?Se era ciò che lui immaginava, era la stessa che un anno prima era stata chiusa, con grande strombazzamento sui giornali locali. E ora riapriva?E il gestore, guarda caso, era Trippotto. Di nuovo.”Poldino, incuriosito, entrò e subito le sue narici vennero colpite da una sferzata di erba e radici bruciate, che attraversava tutto il salone principale, creando una sorta di nebbia attraverso la quale intravide uomini e donne seminudi.

Ma allora vuole la guerra. Aveva fatto tanto per eliminare dal paesino simili nefandezze, e Trippotto era riuscito ad ottenere i permessi necessari per riaprirlo di nuovo. E chi glieli avrebbe dati, visto che lo Sceriffo ora era lui?E affisso su una porta,vide l’autorizzazione all’agibilità dei locali con il suo sigillo e la sua firma. FALSI!Come avevano fatto?In giro per il paese c’era un falsario che si divertiva alle sue spalle. E che altro avrebbe falsificato?Banconote?Altri documenti?Autorizzazioni mai passate attraverso il suo ufficio?
Nonostante tutta la sua perfidia c’era sempre Trippotto che lo fregava. Affinare le armi, sentirsi più carogna non lo avevano aiutato. Nemmeno quella piccola S che stava cominciando ad apparire sul suo petto. Non ne aveva parlato con nessuno, e lui stesso aveva paura, ogni giorno, a guardarsi allo specchio. Un solco, a forma di S si stava creando su di lui e lui non ne conosceva la potenzialità. Sapeva solo che ora, per andare in ufficio, non usava più il motorino. A balzi, come un motore a propulsione, saltava da un vicolo all’altro e nel giro di due secondi si ritrovava seduto nel suo ufficio a sorseggiare il caffè.

Stavolta, dunque,pensò:”E se provassi quel trucco che mi riesce così bene, anche qui dentro?”Ci mise poco a seminare il panico. Saltellando ora sulla testa di uno,ora sulla pancia di un’altra, scosse tutti dal torpore in cui erano caduti. Li costrinse a fuggire a gambe levate, ma privi di abiti, per paura di essere schiacciati dalla forza propellente dei suoi piedi.
Missione compiuta. Aveva sgominato le gesta ardite di Trippotto, che ora lo guardava ad occhi sbarrati senza avere il coraggio di parlare per chiedere. Miseramente guardava la distruzione che Poldino aveva creato in pochi istanti e ripensava alla fatica impiegata per falsificare atti e documenti. Mesi e mesi di complotto per tutta quella distruzione?Ma davvero Poldino era un eroe?Anzi, visti i poteri, un supereroe!

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Di Antonella Necci

Sono Antonella Necci nata a Roma vivo a Roma e insegno lingua e civiltà inglese in un liceo ad indirizzi classico e linguistico. Sono appassionata di storia e filosofia ma voglio provare ad iscrivermi nuovamente all'università. Ho intenzione di ricominciare a studiare per diventare medico, se mi riesce. È sempre stato il mio sogno ma per pigrizia non mi sono voluta misurare con il lavoro da affrontare con la facoltà di medicina.Cos'altro aggiungere? Non mi piace parlare di me!Ah una cosa però la voglio dire: il mio regista preferito è Ken Loach e spero tanto che vinca la Palma d'oro a Cannes visto che presenta un film di connotazione prometeutica!

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