di Fausta Insognata Dumano – Sabato 12 aprile, la sinistra, quella che viene definita antagonista torna in piazza, contro il governo Renzi. Questo è un racconto, di una giornata vissuta da una manifestante navigata, che ha conosciuto la piazza dei tempi di Kossiga. Il fisico non è più agile e scattante, il cuore non regge più emozioni doloranti di sangue vivo, che scorre .
Il racconto è un mixer di flash annotati velocemente sul mio blocco notes, tra lo scatto di una foto e una corsa. La manifestazione era stata accompagnata da una campagna stampa terroristica, tanto che le mie amiche nonnette hanno declinato l’ invito a trascorrere un pomeriggio da cardiopalma con il cuore in gola. Mio figlio ha un appuntamento lontano dalla zona rossa, un incontro per un progetto della rete degli studenti, credici il mio inconscio è felice, consapevole che nella corsa mi batte dieci a uno…..il cuore ha un pensiero di meno. Anche il principe dell’incertezza declina l’invito romantico a camminare abbracciati, per proteggersi da lacrimogeni annunciati. Da sola raggiungo il corteo, attraversando una Roma blindata, arrivo a Porta Pia da largo Santa Susanna, mentre cammino realizzo che ogni strada laterale è chiusa da ingenti cordoni di blocco. Roma, città aperta mi appare surreale, le strade mi sembrano larghissime, sarà l’effetto ottico prodotto dal divieto di parcheggio, ogni locale è chiuso, come da
copione. Raggiungo finalmente Porta Pia.
TANTA gente nonostante la campagna di terrorismo, mai capito il segreto della conta, 20 mila, 30 mila facce storiche, amici di sempre, un abbraccio speciale ad Angela Scarparo, scrittrice, compagna di Paolo Ferrero, che il giorno prima ha seguito la telenovela di Fausta arrestata(ma questa è un’ altra storia)
La composizione del corteo, davanti i movimenti, dietro i partiti, non ho visto una bandiera di Sel. Mi consegnano un foglietto quelli da soccorso rosso, il legal team, ”Ciccia, non ti allontanare troppo, non sei Tano D’ Amico……ma la mia macchinetta vuole narrare
Ore 17 e qualcosa, comincia l’assedio, fotografo i primi fumi, oggi si chiamano blu block, quelli in divisa sono quelli che temo. Cuore in gola, scatto foto da cardiopalma, piango, si piango nel vedere quel ragazzo steso da scudo sul corpo della sua(???) compagna, l’ amore al tempo di Renzi, è fare da scudo alle manganellate; un signore, un compagno old senza casco cammina
con la fronte piena di sangue, mi giunge la notizia di un ferito grave, del nipote che cerca le dita per via Veneto.
Cammino tra una distesa di scarpe abbandonate, mi rifugio tra i compagni del Prc ,non sono Tano D’ Amico, il corteo è spezzato, indecisione, si passa per il traforo o si cerca una via alternativa , facce stralunate di chi ha incontrato una polizia da metodi ai limiti della gentilezza. Piazza della Repubblica, devio per Termini, prima dello sciopero dei treni. Divanatas su uno scomodo sedile,…….so ancora correre come da ventenne, ma la vista del sangue il mio cuore non la regge più……a casa mia il bagno schiuma al mirtillo mi fa uno strano effetto, dopo il pesto romano…
La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.
Sostieni il nostro lavoro
unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie