tgla7-skytg24-tg1-tg5-300x2251di Stefano Balassone – Il maestro di Siracusa avrebbe dovuto prevedere che il coro dei suoi bambini sarebbe stato “trapiantato” nella polemica politica.
Il maestro/a o il direttore/a che ha imbastito il coretto dei bambini in laude della visita di Renzi andrebbe inviato in un campo di rieducazione mediatica. Ma li vede i talk show oppure sceglie sempre e solo le avventure di Don Matteo? O magari, a pensar male si indovina, è di quelli senza televisore a casa e che, se lo avessero pagherebbero il canone, nonostante la circostante Sicilia lo evada al 55 per cento? Ed eccolo/a che allestisci le “cheerbabies” per esibire l’educazione musicale, senza prevedere che quel coretto verrà trapiantato in altri racconti (quello di Grillo su Renzi come nuovo Faraone, quello della stampa d’opinione che cerca banderillas da infilzare nella groppa del toro per sfiancarlo e ridurlo a seguirne i consigli, come i predecessori).
Ecco, quel maestro/a o direttore/a vorremmo ospite delle Invasioni Barbariche, che ieri sera hanno assaggiato la collocazione del mercoledì, per sentirgli spiegare ben bene da Daria Bignardi che tutti viviamo in un perenne talk show dove, se siamo chiamati a esibirci, dobbiamo pensare al “pubblico”, e non ai quattro gatti con cui stiamo a contatto fisico per ragioni di residenza e di lavoro. Questo è il senso attuale del “tutto è politica” dei bei tempi andati.
Che prendano esempio dall’intervistato di ieri sera, Gianluigi Paragone che di certe lezioni non ha bisogno, tant’è che, insieme col complesso degli “Scassa Casta” da lui stesso fondato, si esibisce dentro le sbarre de’ La Gabbia, traslocata alla domenica. Per dire qualcosa? Ma per carità! Piuttosto per radunare una mandria. L’idea editoriale è infatti, come il Nostro ha consapevolmente illustrato, quella di mettere in scena La Rabbia (il vero, assonante, sottotitolo del suo programma), dando per scontato che nel paese ne esista un tot garantito, che ami vedersi rispecchiato in tv al punto da tonificare lo share.
Dobbiamo dargli ragione: questa quota di paese esiste e corrisponde a poco meno del 6 per cento di share (1,5 milioni di persone in carne e ossa). Il pieno lo fa con Quinta Colonna Paolo Del Debbio, il Socrate degli indignati, e un bel po’ ne rimediava al mercoledì il Paragone coi suoi Scassa Casta. Ma ora a La7 hanno combinato un temerario pasticcio. Hanno detto agli Indignati del mercoledì di spostarsi alla domenica per lasciare il posto agli Ironici (che valgono anch’essi tra il 5 e il 6 per cento di share) di casa Bignardi, a loro volta sloggiati dal venerdì per il sopraggiungere dei Sarcastici di Crozza (una tribù potente, col 10 per cento di share).
Per ora le colonne di profughi registrano perdite, comprensibili per la nota spietatezza delle marce di cambiamento delle abitudini. Rispetto a Paragone, che al primo passaggio domenicale è arretrato di un punto e mezzo di share, Bignardi ha contenuto il danno attorno al mezzo punto (ha segnato il 3,8%). E fosse per le donne avrebbe mantenuto intatta la presa; ma l’hanno tradita i maschi distratti dalla concorrenza di Italia-Spagna. Perché il testosterone commuta facilmente dall’ironia al tifo; e non c’era la Gabbia a fornire una alternativa tifoide al pallone.
@sbalassone

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