SergioMarchionnedi Donato Galeone* – La holding FCA tra Fiat e Chrysler, nata a fine gennaio 2014, è il frutto conclusivo di un lungo iter combinato e poi disposto in un assetto societario finanziario trans nazionale.
Ed è anche un assetto societario nuovo rispetto alle società imprenditoriali multinazionali.
Perché, rispetto alle imprese multinazionali, non ha uno Stato di riferimento ma avrà una pluralità di attività produttive e di filiali in vari Stati esteri per competere, con profitto prevalente, in un mercato mondiale.
La FCA di Fiat e Chrysler – è stata definita una holding globale – di “capitalismo itinerante” e, conseguentemente, dovrebbe dare sia al mercato mondiale dell’auto che agli azionisti di riferimento una duplice risposta – pur graduale – tanto alle attese dei consumatori europei con una offerta innovativa nella sostituzione di automobili quanto, per il resto del mondo, potrebbe superare l’attuale posizione marginale tra i sei produttori mondiali del comparto, non escludendo ogni possibile rimbocco tra tutte quelle attente e già avviate pluriennali strategie.
E con la costituita holding FCA – nel mercato finanziario mondiale – potrebbe avviare nuovi accordi societari con altri produttori d’auto europei e intercontinentali.
Tanto sull’attesa novità finanziaria-imprenditoriale Fiat-Chrysler, sufficientemente declamata e ampiamente conosciuta, quanto per le quantità degli autorevoli commenti che abbiamo letto in queste ultime settimane, assumono fondamentale rilevanza – a mio avviso – sia i contenuti della lettera augurale inviata per Natale ai lavoratori Fiat, sottoscritte da Elkan e da Marchionne e sia le seconda lettera “scritta con la emozione di chi negli ultimi quattro anni e mezzo ha lavorato per coltivare un grande sogno di integrazione industriale e culturale che oggi vede realizzato”.
Lo Chairman di Fiat S.p.A. John Elkann e lo Chairman &CEO di Chrysler Group I.I.C e CEO di Fiat S.p.A. E lo stesso Sergio Marchionne – aggiungono – che “è la stessa emozione che accomuna trecentomila persone nel mondo, protagoniste di questa giornata storica per la Fiat e per la Chrysler” e che con le proprie identità condividono tutto: competenze industriali e risorse, progetti e traguardi, sfide e ambizioni”.
Con la trasmissione letterale delle emozioni ai loro “colleghi e persone nel mondo” – compresa la stragrande maggioranza dei lavoratori – da Fiat-Chrysler è “assicurato l’impegno” a sviluppare, ovunque nel mondo, un “modello di velocità e di efficienza” congiunti al “garantito impegno” di “offrire un futuro sicuro e stimolante”.
Questa avviata ricostruzione imprenditoriale – mondiale epocale – in probabile crescita quale “impresa globale” – seguendo convenienze e luoghi diversi – dovrà necessariamente condurre verso una pluralità di modelli e di processi nella riorganizzazione mondiale dei cicli produttivi.
Ma questa pluralità di modelli potrebbero essere sempre più slegati dai territori anche se, nel contempo, tendono a comportare una redistribuzione nelle varie fasi di ideazione, progettazione, produzione e vendita del prodotto, in luoghi diversi e seguendo ogni convenienza.
Ed è proprio questa complessa realtà socio-economica produttiva che coinvolgerà anche il territorio del basso Lazio – per le annunciate innovazioni di processo e di prodotto automobile nel mondo – dovrebbe avvolgerci, giorno dopo giorno, nell’attenta e preminente gestione sociale – locale e universale – di un cambiamento non solo per le quantità di beni e servizi nel modo di produrli ma – essenzialmente – nelle qualità e attese di vita comunitaria, in dignità sociale e umana, con partenza dagli innovativi luoghi di lavoro di Piedimonte San Germano che è il punto produttivo della rete dell’impresa “globale e locale” transnazionale FCA. Esigenze conoscitive varie, quindi, tanto nella definizione sindacale prevalentemente condivisa della partecipazione dei lavoratori nella organizzazione del lavoro per la nuova gestione produttiva e la ricomposizione adeguata nella fornitura dei servizi, quanto per la ricostruzione di un legame fortissimo con le produzione indotte metalmeccaniche del territorio, nel senso della ripresa del lavoro, col rientro dei cassintegrati e la ricollocazione delle professionalità, correlate agli investimenti di sostegno del “modulo di piano industriale italiano” tra i siti produttivi del nostro Paese, nel contesto della pianificazione produttiva globale di prodotto programmato della transnazionale FCA, costituita nel gennaio 2014.FCA
Certamente, con la richiesta all’INPS di Frosinone della “cassa integrazione straordinaria” di sostegno al reddito dei lavoratori, per la unità produttiva e operativa FCA di Fiat-Chrysler di Piedimonte San Germano, si conosceranno i tempi ed i contenuti degli interventi di “ristrutturazione, riorganizzazione e riconversione” del sito produttivo, previsti dalla legislazione vigente.
Anche con questo giornale abbiamo auspicato, scritto e ripetuto in questi anni ed ancora negli ultimi mesi che era doveroso conoscere le scelte di investimenti certi della Fiat-Chrysler – oggi FCA transnazionale – da impegnare e programmare in Italia e nel basso Lazio pur ascoltando e leggendo i ripetitivi impegni e le garanzie generiche annunciate universalmente.
In parte le ho voluto richiamare all’inizio di queste mie riflessioni rilevando – ancora – che le istituzioni del nostro Paese, Regione Lazio e Governo, hanno dimostrato e continuano a esercitare nessun ruolo propositivo per una “politica industriale nel contesto sia nazionale che europeo”.
Anche le ultime sollecitazioni comunicate dalla Commissione Europea il 22 gennaio 2014 ai 28 Paesi e mirate alla creazione di posti di lavoro restano solo “parole e comunicati”.
Parole e comunicati rafforzate anche dalle dichiarazioni rituali del Vice Presidente e Commissario responsabile per l’industria e l’imprenditoria – On. Antonio Tajani – che essendo già reduce di un ventennio di indifferenza quanto di assenza di politica industriale italiana afferma che “i nuovi posti di lavoro si creano – oggi – con la reindustrializzazione e la modernizzazione dell’economia entro cui la strategia industriale di livello nazionale e non solo europea ne deve includere una serie di altri settori per il successo dell’industria”.
Penso, non solo personalmente, che si possono condividere queste parole, pur in ritardo, dell’ On.Tajani, che potrebbero rilevarsi attualissimi nei prossimi mesi sia con l’avvio della “reindustralizzazione” a nord della nostra Provincia in attuazione dell’accordo di programma MISE-Regione Lazio di agosto 2013 e sia a sud con “gli investimenti Fiat a seguito della ristrutturazione e riorganizzazione aziendale dell’unità produttiva del comparto auto e l’indotto metalmeccanico.
Sono certo che il nostro giornale www.unoetre.it ed il nostro direttore accoglieranno iniziative di approfondimento e proposte condivise tra forze politiche e sindacali democratiche, d’intesa con le istituzioni, nel merito delle tematiche di riavvio di un moderno nuovo sviluppo della nostra Provincia, nel contesto nazionale, regionale e transnazionale.
Donato Galeone – ex Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale Cisl Lazio
TA, 12 febbraio 2014

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