di Ignazio Mazzoli – 20 anni sembrano trascorsi invano. La politica continua ad essere tifoseria che ottenebra ogni capacità di riflessione e ragionamento. 20 anni sembrano trascorsi invano e sembrano riprendere vita nell’incontro Renzi – Berlusconi come se fosse un passaggio di testimone fra generazioni della stessa stirpe.
Appaiono dei commenti alle vicende italiane che dire sconcertanti è poco. Penso sia meglio chiamarli gravi. seriamente gravi. Per dare sostegno a Matteo Renzi si riscopre tutto il peggiore armamentario dei luoghi comuni e del gossip parapolitico.
Sento il dovere di rispondere ad un commento apparso sulla pagina Facebook di unoetre.it ad un articolo pubblicato a firma di Pierfranco Pellizzetti da ilfattoquotidiano.it su una pagina del giornale unoetre.it. L’autore del commento, Alessandro Esti da Bologna, come sempre scrive con grande slancio e passione, ma questa volta forse è andato oltre anche le sue intenzioni.
Non interessa ora interrogarci sulla sua manifesta simpatia per Renzi, dal momento che è un suo diritto rispettabilissimo e da tutelare sempre, è importante vedere come lo sostiene perché qui la forma si fa contenuto indissolubilmente. L’autore del commento scrive: “Ma bisogna riconoscere a Renzi il grande merito di fare le cose alla luce del sole! Perché, il governo Letta non nasce con l’appoggio di Berlusconi, al quale segretamente erano state fatte delle promesse, poi non mantenute? Di cosa si duole il pisano, di cosa si duole Fassina?
In tre righe a nostro avviso ci sono argomenti per discutere a lungo e con vigore. Vediamo qualcosa.
Uno – “il merito di Renzi è di fare le cose alla luce del sole”. E’ giusto che le operazioni politiche siano trasparenti e leggibili. Dovrebbe essere la regola tranne nei casi in cui subentrano le complesse relazioni fra stati e forse dopo le rivelazioni del sito WikiLeaks di Julian Paul Assange si potrebbe cominciare a sperare di farcela anche in quel campo. Ma torniamo a vedere cosa è avvenuto alla “luce del sole” sabato 18? E’ meglio dirlo subito e poi gli argomenti al contrario di quanto si fa sempre.
E’ avvenuta un’oscenità. E non è meno oscenità anche se la dice qualcuno che non ci sta simpatico o addirittura odiamo.
Due – Ora ragioniamo. Le regole elettorali che non sono certo secondarie per far vivere la democrazia vanno discusse con tutti i partiti. E’ fuori discussione. Ma perché discuterle con Silvio Berlusconi, pregiudicato e espulso da Senato con un voto espresso da coloro che pure tanto ci sono antipatici o addirittura odiamo? Il segretario del Pd se non fosse afflitto da incurabile protagonismo (e siamo buoni a chiamarlo così) avrebbe potuto trovare altri modi per parlare con tutti i partiti e ce ne sono abbastanza per non dovere “constringersi” ad incontrare il Berlusconi. Ne cito uno che non ne esclude altri, ma è il primo che a chiunque verrebbe in mente trattandosi di una scelta che deve effettuare il Parlamento. Affidare ai gruppi parlamentare l’organizzazione degli incontri bilaterali. Perché ora come si fa a sfuggire al problema vero che nessun “sole” può oscurare anzi abbagliare tanto da non vederlo? Berlusconi è stato rimesso in gioco. Incontrare Berlusconi ha significato legittimare un pregiudicato, con tue le sue elucubrazioni populiste sulla guerra civile (e fa fede la stampa del padrone basta vedere i titoli di ieri di libero e de Il Giornale), e con tutti i suoi sanfedisti alla Michaele Biancofiore o Santanchè ai meno raccomandabili Verdini. E’ da condividere Eugenio0 Scalfarì quando afferma da Lucia Annunziata che il PD (cioè un partito con tantissimi difetti, ma nessun padrone), ma c’è ora il partito di Renzi. E’ contestabile questa definizione? Credo di no.
Renzi come Santoro. Alla vigilia della campagna elettorale ultima scorsa fu un magistrale Michele che rilanciò un appassito Berlusconi travolto dalle sue sregolatezze ma soprattutto dall’incapacità di tenere insieme la sua stragonfia maggioranza per fare una qualche politica utile per il Paese cin fiossore gli affari alla Bertolaso. Prima di lui c’è da non diemnticare che una precedente resurrezione gli fu consentita dal Presidente Napolitano quando nel 2010 gli concesse un mese prima di fare la verifica della sua maggioranza consentendogli una campagna acquisti straordinariamente efficace. E non è male ricordare che sempre il nostro Presidente della Repubblica e l’autore del Governo Letta. Credo che sia necessario smetterla di dipingere tutto grigio senza capire cosa è successo, cosa succeder e perché. Fummo davvero in pochi allora ad additare l’errore che si andava consumando con Renzi compiacente.
Tre – Dov’è in tutto questo la rottamazione? Siamo ai soliti giochi degli ultimi 20 anni. Tutto ciò nulla a che vedere con “il degrado culturale, l’ignoranza politica, l’odio e l’invidia sociale (?di chi?) – invocati da Alessandro Esti – per quanto possano dire i benpensanti e le bertucce sinistrate che adesso, senza Berlusconi, non sanno più nemmeno come ritrovare la strada di casa…” L’inadeguatezza dei dirigenti politici italiani non si supera con queste sceneggiate alla Renzi ed alla Santoro e neppure con la depressa visione di Giorgio Napolitano, perché lasciano inalterato l’equilibrio di questi 20 anni della politica italiana. E’ come il duopolio Rai-Mediaset come lo giri lo gir è sempre lo stesso e non sarà mai pluralismo dell’informazione. E purtroppo non basta dire che sabato 18 gennaio si è dimostrato che “la politica la fanno ancora i politici e non i giudici”. Sulla politica non vado olter ciò che hio già scritto, ma voglio dichiarare che è offensiva l’allusione a presunte invadenze dei giudici anche se citati di striscio come in questa frase. Certo non da soli, ma anche con una grande opinione pubblica che li ha sostenuti dobbiamo dire che la magistratura è stata indispensabile nel difendere la nostra Costituzione la nostra democrazia. Anche nella legge elettorale si profila come si sia più di altri preoccupata gi una sentitissima questione: che l’elettore possa scegliere chi elegge. Ad ora pare che nella “piena sintonia” non ci si traccia di preferenze né di collegi uninominali con buona pace delle attese degli elettori.
Invece di chiamare, a sproposito, in causa i giudici perché non indaghiamo tutti meglio che ruolo svolge l’informazione scritta e televisiva in Italia che si alimenta delle veline dei poteri forti (Berlusconi-Renzi è solo l’ultimo episodio) ed oscura la vita quotidiana degli italiani?
Ancora una considerazione rivolta aa Alessandro Esti che spesso ha dichiarato di leggermi: io condivido la critica marxiana che lui fa alla società odierna all’odierna società capitalistica e gli chiedo come fa a sentire il bisogno di apprezzare Renzi che tutto potrà essere, ma mai vorrà pensare di cambiare quest’ ingiusta società? Il coraggio di non consiste nell’incontrare un pregiudicato e dichiararsi in piena sintonia con lui (e quindi con tutti i suoi simili presenti in Forza Italia).
Coraggio è dichiarare che viviamo la fase più atroce del conflitto capitale-lavoro e che occorre por mano all’individuazione di una forza politica che voglia farsi carico di questo straordinario problema per restituire rappresentanza al lavoro mortificato, ai deboli, alla natura del nostro pianeta depauperata e tragicamente ferita in più luoghi. Non serve demonizzare la politica. Serve farla seriamenmte.
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