pd quale 225

pd quale 225di Ignazio Mazzoli – Fra il 30 novembre e il 2 dicembre 2013 si consumò l’interruzione della campagna congressuale del PD in provincia di Frosinone per l’elezione del segretario della federazione con l’aperta denuncia della mancanza di garanzie alla “massima agibilità alle diverse posizioni in campo” avanzata dai candidati Sara Battisti, Mario D’Alessandro e Alessandro Martini. Da quel momento sono trascorsi oltre 40, lunghi, giorni senza che nulla accadesse se non il reiterarsi di polemiche mai placate da una qualche deliberazione ufficiale statutariamente definita di organi nazionali e regionali.
Nella serata di sabato 16 gennaio è giunta alla stampa ed agli altri organi d’informazione un documento dei tre candidati che provocarono la sospensione. Sin dalla prima lettura si ha l’impressione che si tratti di un testo impegnato e non scritto tanto per fare un atto di presenza. In ogni caso non si può sfuggire alla domanda che si affaccia subito alla mente: perché non si è presa prima una posizione che anticipasse le giuste richieste di arrivare ad una conclusione delle procedure congressuali? Oggi questo atto pur importante sembra essere in risposta alle tante sollecitazioni perché il PD frusinate possa avere organi eletti democraticamente e definiti a norma di statuto. Speriamo che qualcuno degli interessati vogli informare l’opinione pubblica, gli elettori e gli altri partiti di tanta inerzia o almeno delle ragioni che possono aver causato tanta inerzia, che è un brutto limite per chi cerca di ricostruire fiducia nel raccordo fra partito e società.
Per ora vale la pena di soffermarsi su alcuni aspetti che sembrano determinanti per poter veder la conclusione di questo interminabile congresso dei Democratici ciociari che se non andiamo errati comincia nel luglio del 2012 e si svolge in forme e date diverse ma senza soluzione di continuità.
Primo. – C’è un punto posto con molta forza dagli scriventi – «Crediamo sia opportuno avviare un dibattito pubblico e aperto, per produrre un cambiamento reale delle modalità attraverso le quali il Partito Democratico della Provincia di Frosinone organizza la propria vita interna, fissa obiettivi di carattere generale affinché i cittadini possano trarre beneficio dalla nostra attività, determina un quadro politico rinnovato rispetto a logiche settarie ed autoreferenziali che hanno indebolito il PD provinciale ma rafforzato invece singoli e filiere.» Non è nuova, per chi ha seguito le vicende del PD anche negli ultimi mesi, questa dichiarazione di principio da parte degli scriventi, ciò che colpisce è che sia riproposta con tanta forza da essere l’apertura, anzi il presupposto della lettera. Questa è una scelta importante che condiziona tutto il documento e testimonia la volontà di non arretrare rispetto alle scelte compiute ad alla ragioni che l’hanno determinate.

Secondo. – Viene individuato un vuoto che sicuramente ha causato anche dei ritardi: non c’è stata la volontà di prendere «spunto da subito per un dibattito propositivo» e «oggi – si legge nel documento – il Congresso di Frosinone si sarebbe svolto nella sua pienezza. Purtroppo abbiamo assistito al tentativo di demonizzazione delle nostre posizioni politiche». In questo aspetto della posizione c’è un balzo di qualità nel modo di affrontare il problema della federazione frusinate del PD, perché si rappresenta la volontà di un confronto chiarificatore che va oltre gli accomodamenti che possono venire imposti da numeri e o da rendite di posizione. Si invoca insomma una discussione franca, senza rete che consenta di individuare e rilevare le cause che hanno impedito fino ad oggi la nascita e lo sviluppo del PD in questa provincia. Questo genere di confronti è indispensabile all’interno di una formazione politica perché richiede senso della realtà sociale, grande capacità autocritica ed un forte disinteresse personale nell’ammettere errori e responsabilità, doti che innanzitutto richiedono di non invocare l’appartenenza alle correnti.

Terzo. – Vengono indicate due linee di condotta. Una relativa alla definizione dei comportamenti programmatici laddove si legge «Un nuovo gruppo dirigente, deve nascere provando a delineare obiettivi comuni che possano dare vita ad una nuova stagione, in linea con quanto ci chiedono i cittadini (…) per costruire un partito impegnato nel trovare soluzioni più appropriate per la nostra provincia, in un’interlocuzione costante con i nostri riferimenti istituzionali in primo luogo sulle questioni del lavoro per combattere disoccupazione e degrado cominciando ad incalzare le Fiat per avere certezze e avviando l’attuazione dell’accordo di programma Anagni-Frosinone. »
(od oggi brancoliamo nel buio ndcs). Qui si sta ancora gli annunci ufficiali e generici di alcuni organi della Regione senza provvedimenti operativi specifici per questo territorio che abbiano un qualche carattere risolutivo per dare occupazione. L’altra relativa ad una piaga di questa realtà: la mala politica degli appalti e delle commesse ed appare chiara laddove citando «le questioni che riguardano (…) il riordino del sistema sanitario, la gestione dei rifiuti si dice, anche se fra parentesi, in cui prima di tutto ci si deve impegnare a richiedere la massima chiarezze su tutte le responsabilità nella vicenda Sangalli».
Non solo chi scrive, ma la stragrande maggioranza dei lettori e di coloro che cercano informazione si domandano il perché del silenzio che su questo “affaire Sangalli” è calato. Non dimentichiamoci che questa è la provincia che ha dato all’Italia il “caso Fiorito” ed è anche quella che di più ha contribuito a costruire lo scandalo che ha portato alle dimissioni della giunta Polverini
Leggendo con attenzione il documento che per comodità si può chiamare “Battisti, D’Alessandro, Martini” c’è, insomma, ben di più che un modo per cercare di spartirsi i posti, sempre se non è arrivato troppo tardi e sempre se riuscirà a mettere in moto in tempi brevi una ricerca di data per chiudere questa lunga fase congressuale.

La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro.

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.