di Ignazio Mazzoli – Era inevitabile e mi è capitato di parlare spesso delle primarie che si svolgeranno domani 8 dicembre. Mi hanno colpito due posizioni, contrastanti, di due interlocutori che sono anche miei amici.
Il primo è un antica conoscenza amicale formatasi negli anni della contrapposizione Pci-Dc che il tempo ha trasformato in una amicizia di famiglia. Dopo il ’94 senza aderire a Forza Italia né poi al Pdl, ha sempre votato per il centrodestra berlusconiano. Quando ci siamo incontrati mi ha chiesto: domenica vai a votare? Debbo ancora decidere, certamente tu non ci andrai è stata la mia risposta. No, io ci vado, mi dice e voto Renzi come faranno molti altri miei amici. Da dove nasce questo interesse improvviso per il PD? Gli chiedo. E’ sicuro nel rispondermi: il PD è importante per il suo peso ed è ancora più importante se si cancella ogni traccia della tradizione di sinistra in questo partito. Mi rendo conto di trovarmi difronte ad un fenomeno politico.
Bene! Faccio io, allora al tiro alla fune ci sto anch’io e voterò per Cuperlo e inviterò tutti i miei amici e compagni a votare per Cuperlo ed anche Civati purché contrastino questa “Opa liberista” che ha come scopo di colpire la più importante e seria tradizione di sinistra in questa Europa contesa. E gli ho dichiarato che avrei dedicato tutte le ore a disposizione fino alle 20 di domani sera per mandare a votare quanti più compagni possibile per impedire anche con il nostro sforzo una vittoria al primo turno di Renzi.
La seconda posizione che ho incontrato è quella di uno dei amici e compagni di militanza più cari e apprezzati che mi ha scritto per dirmi che lui non andrà a votare. «Domenica prossima, per una personale scelta, non andròo a votare alle primarie del Pd; dopo avervi partecipato da esterno in diverse occasioni, ho dovuto prendere definitivamente atto della distanza che mi divide. Ma ho condiviso la decisione di Romani Prodi di andarci, contrariamente a quanto aveva dichiarato in precedenza».
Che dire? Un riflesso ad una situazione politica nuova e indecifrabile oppure una risposta negativa al mio appello, apparso ieri su unoetre.it e su L’Inchiesta, rivolto a tutti gli elettori di centrosinistra ad andare a votare per impedire alle forze liberiste il tentativo d’impossessarsi del PD.
Non è indifferente, per nulla indifferente per tutto il centrosinistra un PD orientato prevalentemente a sinistra oppure seconda gamba della conservazione italiana. Perché o il PD sarà davvero di centrosinistra (pur con i limiti che puntualmente descriviamo su questo giornale) o sarà destinato ad essere l’Unione di centro come era in Francia (nobile e strumentalizzato).
Non avverrà quello che spera Niki Vendola quando “sostiene” Renzi. Non mi pare che ci sia un clima o le condizioni per una migrazione a vantaggio di Sel, ci sarà uno svuotamento del PD punto e basta. Un ballottaggio che consentisse di unire i voti di Cuperlo e Civati sarebbe una grande iniezione di fiducia che forse potrebbe evitare il peggio. Ecco perché dobbiamo tutti andare a votare per Cuperlo o Civati e dobbiamo convincere a votare anche i nostri compagni e amici comunque collocati negli spezzoni del centrosinistra. Non è una scelta che ipoteca le scelte individuali di qualcuno per il partito di appartenenza, è un momento dello scontro con la destra che vuol portare a compimento la scelta d’impossessarsi del PD ed in particolare del suo elettorato di sinistra senza il quale il PD non esisterebbe… Andiamo a votare perché chi ha preteso quest’opinabile voto aperto a tutti prenda atto che per i guastatori del centrodestra non c’è la strada in discesa.
Insomma siamo di fronte ad una straordinaria contraddizione: si dice «Ma il Pd resta pur sempre uno snodo importante per il Centrosinistra; non solo per una questione di numeri (…). Il Pd è l’ultima espressione, per quanto mal riuscita, di una sinistra che ha finalmente saputo inoculare a se stessa una cultura di governo…» e poi lasciamo che i dichiarati avversari di questo partito se ne impossessino. Io dico che se per il centrosinistra questo partito è un valore allora per esso vale la pena di battersi perché l’avversario non ne cancelli un’ispirazione. O no?
Rinunciare a questa battaglie è per me “il tanto peggio tanto meglio” colpirà la sinistra, la sua storia ed i suoi valori che sempre più oggi appaiono indispensabili per salvare il paese: legalità, solidarietà, lavoro, diritti del lavoro, dignità di cittadinanza. Finanche Stefano Folli, de IlSole24ore, definisce le posizioni di Matteo Renzi “logoro armamentario berlusconiano”. E noi vogliamo aiutarle ad affermarsi con la nostra astensione? Se vincerà Renzi, già il giorno 8, sarà tutto più difficile.
Nelle mie parole c’è solo una preoccupazione nazionale. Le vicende della politica ciociara sono troppo piccine di fronte al futuro del Paese. Io domani andrò a votare per Cuperlo e niente mi impedirà di continuare a combattere i difetti di un partito che per ora è senza identità. E’ un obbligo morale sentirmi libero di partecipare ad una lotta contro il centrodestra senza mettere in discussione appartenenze e non. Gente avversaria del PD per schieramento va a votare per modificarne gli orientamenti di centrosinistra ed io sto a guardare? E chi è di sinistra sta a guardare?
Non si può permette che i liberisti italiani strumentalizzino l’elettorato di sinistra che è nel PD. Per me è UN DELITTO che voglio contribuire ad impedire. Se dopo domenica ci sarà Renzi si pone inevitabilmente il problema di un nuovo partito che abbia le caratteristiche di democrazia interna, di organizzazione e di rapporto quotidiano con i lavoratori ed i cittadini tutti che è necessario ormai da troppo tempo. Nelle posizioni di Renzi tutto questo non c’è.
Trovo questo passaggio davvero al di sopra di tutti i fatti locali e di tutti noi. O resta aperta una speranza di agibilità a sinistra per coloro che vengono da una grande storia o bisogna ricominciare tutto daccapo. Non mi rassegno ai partiti personali. E, c’è una gran parte del nostro popolo che non li vuole più. Stiamo con loro ed andiamo a votare con loro per Cuperlo e Civati.
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