di Ignazio Mazzoli – Un capannone brucia. 7 morti e tanti feriti. Non siamo in Bangladesh, ma in Italia a Prato, nella civilissima Toscana anche se i morti sono tutti cinesi. Scatta la rabbia, ma anche l’impotenza. Giorgio Napolitano sollecita «un insieme d’interventi concertati al livello nazionale, regionale e locale per far emergere da una condizione d’insostenibile illegalità e sfruttamento – senza porle irrimediabilmente in crisi – realtà produttive e occupazioni che possono contribuire allo sviluppo economico toscano e italiano». E’ il “Far West”, commenta il procuratore capo di Prato, Piero Tony.
“Insostenibile illegalità e sfruttamento”, è il “far west” sono le espressioni serie e gravi che provoca il rogo che ha scosso le coscienze. Ma, la Cgil ricorda come da anni ci sono denunce circostanziate sullo smantellamento delle funzioni ispettive e di controllo della legalità sui luoghi di lavoro. Si ha netta l’impressione che sia stata ammainata la bandiera del rispetto della legge e dei diritti dei lavoratori.
C’è un’illegalità diffusa e di massa che s’invera in migliaia di episodi piccoli, piccolissimi e grandi fino alle tragedie come quella di Prato. E’ la cultura del furbo che sostiene questo malcostume e tutto ciò che da esso discende. Questa è la peggiore e più nefasta eredità del berlusconismo che permea i comportamenti anche di molti a sinistra. Che altro è se non furbizia e rifiuto delle regole far lievitare in maniera truffaldina i tesserati per conquistare maggioranze immeritate nel proprio partito? Come si fa a passare da venti a 120 iscritti in poco meno di due ore quando per conquistare un nuovo aderente alle posizioni di un partito ci vogliono mesi e a volte anni di confronto e di iniziativa? In fatto di corruzione, l’Italia rimane in fondo, 69esima al mondo insieme a Romania e Kuwait in una scala discendente che analizza 117 paesi del mondo.
Nessuno pensi che stia mettendo insieme mele con pere. I morti per “insostenibile illegalità e sfruttamento” sono figli della stessa mentalità che fa prolificare smisuratamente furbizie, truffe grandi e piccole, l’evasione fiscale come la ricerca di agevolazioni economiche pur potendo circolare in Ferrari. E’ la smodata ricerca di arricchimento a qualunque costo e con qualsiasi mezzo che costringe a far vivere e lavorare e morire in un unico posto, che spinge a defraudare il collega di lavoro o il proprio vicino di casa. Ecco l’impero degli egoismi che si è costruito soprattutto negli ultimi venti anni in Italia.
Occorre una svolta vera. Non si realizzerà in una settimana, né in un mese, richiederà tempo e tenacia, correzione di comportamenti, ma sarà possibile solo a tre condizioni: che si combattano davvero le ingiustizie, si dia lavoro perché ognuno si possa mantenere con le proprie forze, si ripristino i diritti dei lavoratori oggi spesso conculcati.
Questi pensieri mi spingono a rivolgermi ai delusi della sinistra che in questa provincia si sono allontanati dalla vita politica e dai partiti che pure dichiarano di essere avversari e del centrodestra e a questo alternativi. «La provincia di Frosinone brilla per la sua decadenza economica e sociale, scivola verso gli ultimi posti nella classifica stilata dal giornale “Sole 24 ore”, attestandosi all’87° posto per il tenore di vita e, caso eclatante al 102° posto su 107 provincie per servizi e ambiente».
Spesso la rabbia prevale rispetto all’esame degli avvenimenti. La protesta pura e semplice ha usurpato il posto della rivendicazione di obiettivi possibili da raggiungere. Le promesse ormai placano solo legittime speranze destinate a restare deluse dai demagoghi di turno. Le conquisto sociali ed economiche si raggiungono se esistono partiti organizzati e democratici che informano quotidianamente, difendono, promuovono cambiamenti e non sono proprietà di nessuno. Mi pare appropriato promuovere da queste colonne un endorsement (che divagazione esterofila per dire appoggio!) a favore di quei candidati alla guida del PD che si pongono come prospettiva d’impegno garantire la ripresa del lavoro, l’equità e la lotta alla corruzione.
Voglio precisare che non è un’interferenza. La partecipazione aperta a tutti nelle primarie dell’8 dicembre non l’ho inventata io e neppure la contendibilità del PD. Sono scelte opinabili, ma ormai ci sono per autonoma scelta di quel partito. Chi ha preteso che il voto fosse aperto a tutti vuole trasformare quel patrimonio, ereditato dalla sinistra italiana del secolo scorso, in truppe di manovra per politiche liberiste e di destra. Matteo Renzi dovrebbe essere l’esecutore di questo disegno ormai da tempo perseguito dalla finanza mondiale.
Votare l’8 dicembre non inibisce altre scelte elettorali né le contraddice, ma può essere un grande contributo a impedire che il PD diventi definitivamente l’altra gamba del conservatorismo italiano. E’ un tiro alla fune al quale debbono partecipare tutti quelli che credono che le conquiste del Welfare italiano non debbano andare disperse. Nessuno si faccia intimidire dalla campagna giornalistico-mediatica che da vincente Renzi e ancora una volta si ricordi che il tanto peggio tanto meglio è sbagliato.
Questo nostro paese ha bisogno di un vero nuovo equilibrio fra forze chiaramente e realmente alternative. Una dialettica reale, anche un antagonismo democratico vero sono gli strumenti per difendere il popolo italiano e assicurare uno sviluppo nuovo all’Italia. Chi ha a cuore i valori della nostra Costituzione, il futuro delle nuove generazioni vada a votare domenica prossima per evitare un altro partito personale. Avrà reso un servizio anche a chi non la pensa come lei o lui salvandolo da altri anni di demagogia e di ulteriore arricchimento dei già potenti.
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