fiat cassino piedimonte sg

fiat cassino piedimonte sgdi Donato GaleoneNei primi giorni del nuovo anno ho voluto richiamare l’attenzione sul ritardato impegno del gruppo multinazionale FIAT di comunicare ai lavoratori i tempi certi – programmati – dell’avvio del “piano produttivo” anche nello stabilimento del basso Lazio, oltre Pomigliano, Melfi e Mirafiori in Italia.

Mentre nel basso Lazio attendiamo di conoscere il ”piano industriale” per lo stabilimento FIAT dell’area Cassino, il 3 febbraio scorso a Torino viene comunicato la prevista fusione FIAT-CHRYSLER – entro il 2014 – ed in Italia coesisterà la produzione auto di lusso, peraltro, già annunciato a fine ottobre 2012.
Marchionne intervistato dalla “Repubblica delle Idee” al teatro Carignano di Torino ha detto di “arrivare alla piena occupazione negli stabilimenti italiani anche prima dei tre o quattro anni previsti”. Quattro anni !!!

E’ verità vera, similmente, a quella di “Fabbrica Italia FIAT”?
Purtroppo, ad oggi, è verità soltanto il disagio umano e famigliare anche dei lavoratori FIAT. E’ verità consolidata dal 2008 PER migliaia di giovani e donne che vogliono lavorare – ma non trovano collocamento di lavoro – pur in lavori flessibili possibilmente continui o a tempi indeterminati ed a condizioni retributive sindacalmente pattuiti.
Quindi un lavoro dignitoso, contrattato e partecipato, non precario o preteso a nero o con addomesticate partite Iva.
Sono trascorsi, ormai, i primi quattro anni e se ne attendono altri quattro (previsione di Marchionne per multinazionale FIAT negli stabilimenti italiani,compreso Cassino) per passare dal lavoro assistito dalle integrazioni a lavoro produttivo pieno.

Ma già in marzo-aprile 2009 – quale Presidente Provinciale INPS di Frosinone (*) – intervistato il 12 maggio da il giornale “IL TEMPO” comunicavo gli allarmanti dati ufficiali dell’ INPS frusinate delle ore di cassa integrazione autorizzate (1.047.028) a marzo di cui 910.888 nella gestione ordinaria (800.769 per gli operai e 110,119 per gli impiegati) e 136.140 nella gestione straordinaria (127.241 per operai e 8.899 impiegati).
In tutto il Lazio erano state 4.874.303 le ore autorizzate e con previsione, in aprile, di un aumento del 150% cui si aggiungeva l’edilizia – nello stesso periodo – con 64.290 ore in più Leggiamo che in Italia, nel mese di gennaio 2013, le ore di cassa integrazione sono aumentate del 61,2%.

Allarme che continua, ed ora come nel 2009, viene ormai accolta in forme più che “neutrali” tanto nella indifferenza delle istituzioni provinciali e regionali quanto dalle rappresentanze politiche, pur pressate da manifestazioni di lavoratori nelle varie forme, davanti a sedi istituzionali locali e romane. La nostra Provincia, nel 2009, aveva raggiunto il primo posto, in Italia, per cassa integrazione di sostegno al reddito in assenza di lavoro. Eravamo all’inizio della non percepita drammatica caduta nella povertà, dovuta al persistente declino economico per ridotto lavoro produttivo su un territorio di agglomerati industriali già attivi a fine secolo scorso, essenzialmente, nelle produzioni manifatturiere.

Siamo nei primi posti per disagio sociale causato da una crisi generalizzata dell’economia e delle produzioni settoriali dovuto anche al non regolato mercato globale. Abbiamo, in positivo, avviato e generato nel basso Lazio potenzialità strutturali che, oggi, necessitano di adeguamenti e ristrutturazioni per rilanciare investimenti nei differenziati processi innovativi di prodotto nei comparti manifatturieri già ubicati e da programmare nelle tre aree attrezzate di Cassino e Pontecorvo per la meccanica ed oltre l’indotto dell’automobile; nell’area di Anagni per la chimica e la ricerca farmaceutica; tra Isola del Liri e Sora, con la tradizionale industria cartaria, anche il rilancio del comparto tessile-abbigliamento.

Ma la crisi dell’auto, in Italia ed oltre Europa, coinvolge anche la multinazionale FIAT-CHRYLER che non comunica certezze – ad oggi – sul futuro degli investimenti a Cassino.
Necessario, quindi, conoscere entro la prossima primavera gli intendimenti ed i programmi di una graduale ripresa del lavoro a Cassino, ad un tavolo impegnativo, tra Sindacati-Confindustria-Governo nazionale e regionale laziale.
E’ questo tanto l’invito quanto l’impegno prioritario, da subito, che rivolgiamo ai candidati al Parlamento nazionale ed al Consiglio Regionale del Lazio. E, pensiamo, di provocare un rigenerato contesto sindacale unitario dei lavoratori metalmeccanici mirato alla contrattazione aziendale, derogata dal contratto nazionale di settore, sul nuovo modo del produrre l’auto in FIAT – dalla A alla Z – tanto nella utilizzazione degli impianti quanto nella umanizzazione del lavoro, in sicurezza ambientale lavorativa, con la partecipazione ai risultati produttivi: retribuzione minimale contrattuale ed equo compenso pattuito sulla produttività.

(*) Stralcio dell’intervista a cura di Aldo Simoni – Extra TV Frosinone – al Presidente del Comitato Provinciale dell’INPS, Donato Galeone

Lei, oggi, è Presidente Provinciale dell’INPS, i dati della Cassa Integrazione sono allarmanti ?

Si, sono stato eletto Presidente del Comitato Provinciale dell’INPS nel maggio 2006. Qualche altro anno e poi scade il mio impegno. Effettivamente abbiamo una situazione che è l’unica, oggi, in Italia. Nel mese di marzo siamo arrivati al 1.550% di ore integrate. Chiaramente la maggiore massa di ore di integrazione proviene dalla FIAT di Cassino e dal settore chimico-farmaceutico di Anagni. Il sostegno al reddito dei lavoratori è molto importante. Altrimenti se non ci fosse la cassa integrazione almeno 10-15.000 famiglie non riuscirebbero a sopravvivere. Se poi aggiungiamo che accanto alla cassa integrazione vige anche il sussidio di disoccupazione o la indennità di mobilità, constatiamo che oggi l’INPS si trova ad erogare – a sostegno dei redditi – una grande massa di ore per mancato lavoro. E’ un fatto positivo, ma di sopravvivenza, che mi conduce a fare una considerazione ragionevole: il 14 di questo mese abbiamo all’ordine del giorno del Comitato Provinciale “ l’andamento del sostegno al reddito nella Provincia di Frosinone” e ci troveremo di fronte la domanda di ulteriore integrazione salariale della FIAT che sarà discussa in questi giorni e motivata da esigenze di sviluppo e anche da necessità in base agli accordi a livello americano MG e Opel in Germania. Ma il problema da fronteggiare – a mio avviso – è quello che se va bene il sostegno al mancato reddito dei lavoratori, quel reddito di sostegno assistenziale figurativo, non potrà durare a vita, ma deve essere limitato ai tempi che si concludano gli accordi tra FIAT-MG-Chlyser e Opel, mediante un definito “ piano industriale” per le aziende italiane del gruppo FIAT e la graduale ripresa del lavoro produttivo, con il rientro in fabbrica dei lavoratori dalle casse integrazioni erogate dall’INPS.

 

5 febbraio 2013

 

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