UNOeTRE.it con gli Studenti. Oggi in piazza in tutta Italia gli studenti manifestano.
Ci risuona nella mente BadaBardo’ e la sua “Manifesto” contro le “occasioni perse” di studio, destinate obbligatoriamente invece al lavoro gratuito
Ci risuona un “No, noi non ci stiamo!” che ci fa sperare in un movimento di massa crescente, accompagnato dalla presa di coscienza di una società chiamata, tutta, a rispondere alla mercificazione delle competenze degli studenti. Il movimento studentesco faccia da apripista ad un movimento più ampio che coinvolga i genitori, i docenti tutti, i cittadini tutti. Occorre riflettere sulla Scuola contemporanea piegata alla logica del profitto, prona rispetto ai diktat che provengono da enti del tutto estranei ad essa, e soprattutto non eletti in alcuna consultazione popolare, né assunti per pubblico concorso, quali sono la Commissione Europea mediante enti intermedi come ad esempio l’Istituto Invalsi. A definire gli iter scolastici sono infatti intervenuti da anni enti esterni, collegati al MIUR, ma non costituiti da docenti.
Esperti in didattica, non meglio definiti, sono entrati nella didattica dei curricula tutti, dalle elementari alle superiori, con quiz, test, valutazioni, prove presunte oggettive e imparziali, ma viziate al loro interno di posizione ideologiche, tese a legittimare un modo di fare scuola funzionale al Mercato e al mercato del lavoro. Competenze, e poi alternanza scuola lavoro, mettono gli studenti dentro una visione del mondo dove domina indiscusso l’homo oeconomicus, senza più spazio, né tempo, per un uomo che innanzitutto sia cittadino consapevole, attivo, libero.
Ma se l’alternanza nasconde tale visione del mondo, essa concretamente, nella vita “lavorativa” di tutti i giorni da parte degli studenti, si sta rivelando servizio alle imprese, alle agenzie di lavoro interinale, alle banche, alle multinazionali. Oltre che significare sfruttamento di lavoro gratuito, significa anche rischio personale, data la scarsa percezione della sicurezza, così come l’assenza di norme adeguate (risale a pochi giorni fa un brutto incidente ad un diciassettenne in alternanza schiacciato da un muletto); significa abusi e addirittura violenze, come nel caso delle studentesse di Monza. Significa in generale dequalificare il lavoro, così come di riflesso i percorsi didattici. Allora troviamo sacrosanto lo sciopero studentesco di oggi e lo appoggiamo, forti di una critica all’alternanza, come alla legge 107/2015 in toto, che Unoetre ha fatto in numerosi articoli che ne hanno sviluppato diverse contraddizioni.
UNOeTRE.it sostiene perciò tutti gli studenti che reclamano attenzione, diritti, dignità, attraverso la manifestazione di oggi e, si spera, il movimento che ne seguirà.
In bocca al lupo a tutti gli Studenti.