saluti festosida untaxidel mare 350 260

saluti festosida untaxidel mare 350 260di Donato Galeone* – “Migranti e rifugiati aiutiamoli a casa loro”. Il mese di agosto oltre ad essere il prevalente “mese vacanziero” è anche il ricorrente mese della diffusione degli incendi che coinvolge il nostro Paese – nonostante le ordinanze preventive dei Sindaci – ma che sono favoriti, anche, dalla scarsa manutenzione e cura con “fascia tagliafuoco” delle aree agricole e tra gli impianti boschivi di pianure, colline e montagne.

A parte gli incendi di agosto 2017, questo mese è ed è stato sempre pieno di avvenimenti sin dal recente ultimo millennio: il 6 agosto 1945, con la tragedia atomica di Hiroshima seguita, qualche giorno dopo, da quella di Nagasaki; il 21 agosto 1968 con i carri armati sovietici a Praga; il 19 agosto 1991 con il colpo di Stato nell’Unione Sovietica e la destituzione di Gorbaciov, l’uomo del premio Nobel per la Pace riconosciutogli nel 1990. E lo stesso mese di agosto 1991 – la svolta monetaria-economica epocale, con la decisione di Nixon sulla fine dei cambi fissi del dollaro ancorato all’oro.

Anche le tensioni acuitesi in agosto 2017 – pur diverse ma crescenti – nella Corea del Nord e con il Venezuela in rivolta civile, si congiungono alla “convivenza degli attentati terroristici” non solo nel Medio Oriente ma anche in Europa – ultimo nella città di Barcellona che, lo scorso febbraio e nei giorni scorsi con migliaia di cittadini, ha manifestato la volontà di “accogliere i migranti rifugiati che è umanità in fuga” verso e attraverso le frontiere meridionali dell’Unione Europea: Italia e Grecia.

Ed ecco – attualissima – la importante e complessa “questione migranti” del terzo millennio che non può essere definita con slogan mediatici “aiutiamoli a casa loro” o con la più recente definizione meno che pilatesca italiana – a mio avviso – di “reato umanitario” a carico di persone in fuga verso la ricerca di un luogo sicuro dove e come vivere sul pianeta terra.

Sono persone che continuiamo e continueremo a incontrare tutti i giorni e sono persone fuggite dai luoghi di guerra o perseguitati o violentati dei diritti umani che ci chiedono accoglienza e dalle loro parole dobbiamo o dovremmo – innanzitutto – ascoltare e riflettere attentamente per “capire il tempo umanitario vero del mondo nuovo che viviamo” e comprendere che il “fenomeno migrazioni” è stato già conosciuto e vissuto a fine ‘800 e nel secolo scorso da noi italiani migranti nel mondo.

Sappiamo che il fenomeno migratorio presenta motivazioni diversificate ma le persone che chiedono rifugio quali migranti a causa di guerra o minacciate da azioni terroristiche per fede religiosa o scelta politica sono “migrazioni forzate” tante sofferte, con l’abbandono delle proprie case e paese, quanto di un costretto trasferimento spesso drammatico, tra mare o deserti, rischiando la vita e la sopravvivenza familiare – speranzosi di raggiungere luoghi nuovi e di accoglienza umana.

Ed ecco – ancora – il giorno di ferragosto 2017 il richiamo di Papa Francesco sui “migranti e rifugiati” con le 4 parole di solidarietà umana e cristiana verso la persona : “accoglienza, protezione, promozione e integrazione”.

Sviluppare e dare corpo a queste parole o “coniugare in prima persona singolare e in prima persona plurale “ i 4 verbi indicati da Papa Francesco : di accogliere, proteggere, promuovere e integrare – sottolinea il Papa – è “un dovere di giustizia, di civiltà e di solidarietà”.

Il fenomeno migratorio assumerà, di anno in anno, una “dimensione strutturale e durevole”

 E’ la vera questione umana del terzo millennio la più vicina a noi – l’Africa sub sahariana – che nel 2050 prevede una crescita di popolazione di circa un quarto di quella mondiale. Si dovrebbe pensare, oggi, che il prevalente serbatoio di giovani non potrà non orientarsi verso l’emigrazione, qualora nei loro paesi risultassero insufficienti le politiche di sviluppo e del lavoro che – come sappiamo – richiedono tempi lunghi e programmabili investimenti infrastrutturali e produttivi.

A mio avviso contribuiscono poco o nulla le marginali e contingenti polemiche odierne italiane anche interne al Governo tra linee dure verso l’arginare gli approdi di migranti in Italia o gli appelli al diritto internazionale verso i doveri umanitari che tutti conosciamo ma che scarsamente pratichiamo, così come servono poco i richiami storici coloniali in Africa di ieri e molto, invece, i neo colonialismi africani, possibili, di oggi.

Si tratta, ormai, di convenire a non occultare o definire con la parola “emergenza” la questione dei movimenti migratori perché il fenomeno migratorio assumerà, di ano in anno, una “dimensione strutturale e durevole” che cambierà tanto noi tutti che la faccia del mondo a cominciare proprio dall’area mediterranea ed europea.

E si constata, purtroppo, che sulla questione migrazioni l’Unione Europea è in vacanza non solo nell’agosto 2017 ma da alcuni anni. E’ ferma all’accordo di Dublino sui diritti dei migranti e profughi, mentre ritarda è, comunque, non si pratica una “politica comune dell’emigrazione”.

Una politica comune strutturale non occasionale che è indispensabile, tanto per le modalità d’ingresso dei migranti all’interno dell’Unione Europea quanto nella “programmata gradualità dei tempi medi e lungo termine” di un adeguato inserimento nei processi di formazione del migrante sia per l’accesso inclusivo nel mondo del lavoro nella prospettiva di prevedibile fabbisogno di lavoro, sia per una eventuale scarsità di offerta di lavoro nazionale nella dimensione e domande dei diversi Paesi dell’Unione Europea.

Appare chiaro, quindi, che la soluzione di questo imponente problema reale ed epocale, più che maturo nell’agosto 2017, non può trovare soluzione alle frontiere marine emergenziali – in perfetta solitudine – di Italia e Grecia o di altro Paese di approdo del migrante e rifugiato ma – come più volte ripetuto – solo e unicamente dalle scelte politiche europee, senza tatticismi elettoralistici, con “realismo umanitario” e sulle ragioni profonde e vere del fenomeno migratorio mondiale del terzo millennio.

(*) ex Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale della CISL Lazio
Leporano di Taranto, 25 agosto 2017

 
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