di Paola Bucciarelli – Il Miur non vuole risolvere il precariato – Continua il caos da parte del Miur per avviare l’anno scolastico con tutti i docenti in cattedra,in barba al rispetto del lavoro di migliaia di operatori (insegnanti,ata e dirigenti) che la scuola la fanno veramente ogni giorno.
Infatti,il Miur, dopo essere stato almeno tre mesi senza pronunciarsi su nessun atto per avviare l’anno scolastico con regolarità, è poi partito in una corsa contro il tempo per cercare di rispettare uno dei tanti annunci fatti dalla Ministra: “il primo giorno di scuola tutti gli studenti avranno i docenti in cattedra”.
Questa corsa contro il tempo come al solito la pagano i docenti e i lavoratori delle segreterie, perché, in piena estate e dopo un anno di fatiche, sono alle prese con tutta una serie di adempimenti burocratici da cui dipende la loro vita: domande per rinnovo graduatorie d’ istituto sbrigate in tempi record (meno di due mesi), ma ancora oggi le graduatorie provvisorie non sono state pubblicate, trasferimenti dovuti alla mobilità speciale dopo il pasticcio combinato l’anno scorso,assegnazioni ed utilizzazioni provvisorie per i perdenti posto, ed infine immissioni in ruolo per chi ha superato un concorso( farsa)nel 2016 e per chi è ancora in graduatorie definite ad esaurimento .
Vorrei soffermarmi sulle immissioni in ruolo, visto che emergono dei dati che dovrebbero far riflettere la Ministra e il governo tutto se avessero a cuore di risolvere il problema della mancanza di lavoro e del precariato.
Bene, quest’ anno il Miur ha autorizzato poco meno di 52000 immissioni in ruolo, ora, sembra un numero enorme, in realtà si tratta di pochi posti per i diversi ordini di scuola e per le diverse classi di concorso e per tutte le regioni italiane.
Inoltre,questo numero, apparentemente enorme,è frutto solo in parte di nuovi posti,per lo più sono normale turn over da pensionamenti e cattedre che essendo ogni anno coperte da supplenze sono state trasformate in posti da coprire stabilmente.
Ma alla fine delle operazioni di messa in ruolo il 14 di agosto!!!! Risulterà che molti posti dovranno essere coperti da supplenze( si parla tra le 85.000 e le 100mila incarichi a tempo determinato )e quindi,si dovrà attingere per lo più da graduatorie di istituto di seconda e terza fascia, essendo le graduatorie ad esaurimento vuote.
Questo meccanismo che all’apparenza potrebbe sembrare positivo,tante persone comunque lavoreranno,alimenta un precariato molto subdolo,perché mentre per alcune classi di concorso e soprattutto alcune regioni (vedi matematica alle medie nelle regioni del Nord o lettere sia medie che superiori) si dovrà ricorrere a chiamare personale dal graduatorie di terza fascia, se non addirittura da messa a disposizione, con evidenti ricadute sulla qualità dell’insegnamento (balletti di insegnanti per settimane o mesi),altre persone magari abilitate,magari anche vincitrici di concorso, dovranno accontentarsi di supplenze brevissime o anche nulla,soprattutto al sud.
Ora,una Ministra sinceramente a servizio del Paese si porrebbe la domanda del motivo per cui accade ciò e troverebbe anche la soluzione,perché la soluzione è evidente:basterebbe guardare con attenzione la specificità delle singole classi di concorso,capire se è possibile,se didatticamente valido,addirittura conveniente per l’innalzamento dei livelli di apprendimento degli studenti,per favorire una maggiore continuità didattica,prima ancora che per garantire un posto di lavoro a persone che hanno dimostrato con titoli e servizio di averne diritto,che un docente abilitato in una classe di concorso alle superiori possa andare ad insegnare alle scuole medie in una classe di concorso affine come nel caso di matematica, oppure, nel caso di lettere, se non sia il caso,che coloro che sono abilitate in storia o in geografia non ottengano l’insegnamento di queste materie nel biennio dei licei e in generale nella secondaria superiore,invece che ricorrere a persone che magari hanno solo provato a fare domanda per insegnare.
Magari se la Ministra e i tecnici del Miur volessero riflettere tra una corsa e l’altra,tra un annuncio e l’altro,tra un pasticcio e l’altro,non sarebbe poi così male,la gente capirebbe che i loro lauti stipendi non sono un privilegio,che i dati sull’occupazione femminile e non, in ripresa,non sono una distorsione del governo e del partito democratico ma la realtà.