Loredana De Petris senatrice 350 20

Loredana De Petris senatrice 350 20Il testo integrale dell’interrogazione a risposta scritta rivolta dalla Senatrice Loredana De Petris (capogruppo di Sinistra Italiana al Senato) al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e al Ministro dello Sviluppo economico

Premesso che:

– Il territorio della provincia di Frosinone è interessato da molti anni da un gravissimo stato di crisi economica e occupazionale, che coinvolge migliaia di lavoratori di aziende in crisi, o già fallite, e altrettanti disoccupati. Gli iscritti alle liste di collocamento risultano, infatti, circa 130 mila;
– Lo stato di crisi ha compromesso l’intera vita del territorio, provocando una sostanziale paralisi nelle attività economiche e industriali e il conseguente impoverimento dei nuclei familiari, senza che venissero attivate soluzioni in grado di fornire una risposta strutturale a tale, drammatica, condizione;
– dal 2014 la cosiddetta “Vertenza Frusinate” richiede ai rappresentanti degli enti locali, della Regione Lazio e del Governo l’apertura di un tavolo di discussione in grado di dare una risposta alle migliaia di lavoratori che hanno perso o sono in procinto di ritrovarsi senza reddito;
– La Giunta Regionale del Lazio ha presentato, con delibera n. 522 del 9 settembre 2016, un’istanza di riconoscimento dell’area del Frusinate quale area in situazione di crisi industriale complessa con impatto significativo sulla politica industriale nazionale, ai sensi dell’articolo 1 del Decreto del ministro dello Sviluppo economico del 31 gennaio 2013;
– Un ulteriore decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 12 settembre 2016 ha accolto le condizioni per tale riconoscimento, valutando come dal 2011 al 2015 “il numero di occupati nell’area di Frosinone si è contratto di oltre 2.400 unità, a fronte di un contestuale incremento delle persone in cerca di occupazione pari a oltre 15 mila unità, anche a seguito di alcuni casi di crisi che hanno coinvolto in particolare la Videocon e la Marangoni Tyre ad Anagni, l’ILVA a Patrica e la Valeo SpA a Ferentino”;
– Il riconoscimento di area in situazione di crisi industriale complessa ha consentito la proroga di un anno della cassa integrazione in scadenza il 31 dicembre 2016, per i lavoratori del Sistema Locale del Lavoro di Frosinone;
– Nel breve periodo, tuttavia, moltissimi altri lavoratori si andranno ad aggiungere alla situazione di grave criticità in atto: a metà giugno di quest’anno è in scadenza la mobilità per i circa 600 lavoratori ex Videocon e i circa 70 dell’ex Ilva. A fine anno, invece, scadrà la mobilità anche per i lavoratori ex Marangoni, circa 700 lavoratori e del relativo indotto;
– L’articolo 3 del Decreto Legge 30 dicembre 2016, n. 304, cosiddetto Milleproroghe, ha previsto lo stanziamento di 117 milioni di euro per la proroga di interventi di cassa integrazione straordinaria per le imprese operanti in area di crisi industriale complessa;
– È necessario, in tal senso, che la Regione Lazio si attivi nell’immediato per consentire tale proroga, al fine di evitare il crearsi di una vera emergenza sociale nel territorio del frusinate. Si segnala, tra l’altro, come i dati rilevino un numero di disoccupati nel Lazio di circa 380mila unità, con un terzo nella sola provincia di Frosinone;
– Un documento sollecitato dai lavoratori disoccupati, che presenta la firma di 74 sindaci, ha richiesto fondi regionali da indirizzare a lavori socialmente utili nei comuni in maggiore crisi;
– La suddetta Vertenza Frusinate chiede da tempo il rifinanziamento della Legge regionale 20 marzo 2009, n. 4, Istituzione del reddito minimo garantito. Sostegno al reddito in favore dei disoccupati, inoccupati o precariamente occupati. L’impegno della Regione a promuovere una nuova legge che istituisse il reddito minimo garantito non ha, tuttavia, avuto seguito;
– Come riportato dal Presidente della Provincia di Frosinone, Antonio Pompeo, la Regione Lazio non intende finanziare ulteriormente le mobilità in deroga in scadenza nel 2017, definita come politica passiva. Pur risultando comprensibile come gli effetti della crisi non siano contrastabili unicamente con misure “tampone”, tale rifiuto rischia di annientare il reddito di moltissimi nuclei familiari;
– Tale, drammatica situazione richiede sinergie ai diversi livelli istituzionali in grado di promuovere processi di integrazione e di riqualificazione dell’area;

si chiede di sapere:

quali iniziative intendano mettere in campo i Ministri per attivare un percorso di emersione dalla crisi del territorio del Frusinate, che assicuri nell’immediato un reddito ai lavoratori disoccupati e a coloro che si trovano in procedure di mobilità in scadenza, in grado di garantire altresì una riconversione dell’intera area al fine di creare nuove ed innovative opportunità di lavoro e di impresa, in un’ottica di sostenibilità sociale ed ambientale.

DE PETRIS

Di Autore/i esterno/i

Autori che hanno concesso i loro articoli, Collaboratori occasionali

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