
di Daniela Mastracci – Per i Disoccupati Uniti di Vertenza Frusinate, queste sono senz’altro giornate piene di adrenalina e di speranza. Si vanno facendo sempre più numerosi coloro che, spinti dalla gravità della disoccupazione e inoccupazione delle nostra Provincia, si sentono sollecitati a prendere posizione a fianco dei disoccupati. In tanti li stanno ascoltando, e in tanti se ne stanno facendo carico ciascuno per le proprie possibilità e competenze. Ci giunge con grande piacere la notizia della Interrogazione Parlamenta depositata ieri in Senato dalla capogruppo senatrice De Petris di Sinistra Italiana.
La senatrice ha fatto un resoconto chiaro e preciso della situazione in cui versano i disoccupati e inoccupati ciociari. Si richiama il Governo ad una risposta altrettanto chiara, in merito alle misure da adottare per sostenere gli ormai migliaia senza reddito, specie se in vista delle scadenze del giugno prossimo, quando termineranno le ultime salvaguardie. In tal senso la De Petris chiede spiegazione, circa la decisione della Regione Lazio di non rifinanziare le deroghe alle proroghe della mobilità per il 2017, a fronte del decreto Milleproroghe, già varato dal Parlamento, e che stanzia 117 milioni di euro a tal proposito.
Nella Interrogazione si legge un riepilogo delle azioni e delle richieste fatte in questi ormai tre anni di disoccupazione involontaria e prolungata: le conquiste di Vertenza circa il riconoscimento dell’area di crisi complessa; un documento a firma di 74 sindaci del frusinate a proposito di una potenziale collocazione dei disoccupati nei lavori socialmente utili; la richiesta di rifinanziare la legge 4/2009 sul reddito minimo garantito. Visti i dinieghi ripetuti e inspiegabili, data la drammaticità della condizione del Frusinate, la Senatrice interroga così:
“Si chiede di sapere: quali iniziative intendano mettere in campo i Ministri per attivare un percorso di emersione dalla crisi del territorio del Frusinate, che assicuri nell’immediato un reddito ai lavoratori disoccupati e a coloro che si trovano in procedure di mobilità in scadenza, in grado di garantire altresì una riconversione dell’intera area al fine di creare nuove ed innovative opportunità di lavoro e di impresa, in un’ottica di sostenibilità sociale ed ambientale.”
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