GiovanniSavani 350 ridimensionato

GiovanniSavani 350 ridimensionatodi Fausta L’Insognata Dumano – Conversando con Rocco Zani …la dimenticanza, l’oblio è un virus pericoloso, una malattia di questo secolo … chi non ha figli, eredi che si impegnano a mantenere vivo il tuo nome… sei destinato all’oblio. È il caso dell’artista Giovanni Savani, il cui nome è risuonato l’altra sera nel salotto bonaviriano.
Per la rete è un perfetto signor nessuno, escludendo un libro curato da Daniele Maione “60 Anni di pittura”, realizzato per una mostra alla Saletta Ept, l’unico catalogo è consultabile presso la biblioteca comunale di Anagni. Del Savani in rete c’è un pallido ricordo scritto dall’artista Giancarlo Riccardi sul sito del comune nella sezione dedicata alla Saletta delle arti. Alla sua morte gli eredi hanno donato tutti i quadri al comune di Frosinone.
Attualmente in comune non c’è un catalogo del patrimonio artistico, il primo censimento lo sta realizzando l’assessore alla cultura Fabrizi, un primo lavoro di catalogazione risale all’assessore Biagio Cacciola, nel mezzo non si hanno tracce di catalogazione.
Il Bonaviri diventa quindi la fonte per sapere qualcosa, un suo scritto del novembre 1972. In una sera d’autunno è andato a trovarlo al suo studio, lo scrittore si gusta lentamente le opere, oggetti comuni e ritratti d’una certa aria incantata, nature morte con contrasti di ombre. Ritratti di ragazze adolescenziali…
Nel buio della dimenticanza sappiamo che anche lui frequentava la galleria “La Scogliera” a Vico Equense, ed è proprio lui a scattare le foto in occasione di una mostra di pittura di Donna Raffaella Osario Bonaviri.
A ricordare il particolare delle foto è la prof Fortunella Montuori …Nel vasto archivio fotografico di Vittorio Miele sono riuscita a trovare una foto che lo ritrae insieme a Vittorio Miele, ovviamente nella ricerca mi ha aiutato Rocco Zani. Sul Savani andrebbero raccolti i ricordi di Fernando Rea, va costruito un archivio della memoria degli artisti, che hanno segnato un’epoca a Frosinone, Quella generazione che ha avuto come filo conduttore quella famosa saletta delle arti.

 
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Di Fausta L'Insognata Dumano

Fausta Dumano divenuta Fausta L'Insognata Dumano è laureata in lettere con tanti sogni nel cassetto. Giornalista, scrittrice, critica d'arte si è inciampata nella prima supplenza con il favoloso mondo degli studenti ed è rimasta intrappolata nel discount istruzione. Frequenta corsi di scrittura creativa, ha pubblicato alcuni libri di narrativa. Da sempre è impegnata nell'arcipelago della sinistra.Ambientalista nel dna, la mamma le parlava di difesa del verde, quando non era nell' agenda della politica tanto da creare la prima festa dell'albero ad Arpino negli anni 60. Impegnata nell'arte pubblica relazionale con artqube e 03100 (zerotremilacento) vive a Frosinone, per metà ciociara e per metà siciliana, cresciuta con due culture e stili di vita differenti... è fortemente convinta che la diversità sia un valore importante, per questo si impegna nelle associazioni che favoriscono l'integrazione. Ha insegnato nelle scuole operaie ai migranti, ai figli di un dio minore e in carcere. Perennemente innamorata dell'idea dell'amore, i capolavori indiscussi della sua creatività sono i suoi figli Venera e Matteo, che riescono sempre a strapparle un sorriso, anche quando tutti i pianeti si allineano contro.

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