di Daniela Mastracci – Stupore. Il verbo COMPRARE.
Oggi è ancora tempo di comprare. I negozi resteranno aperti quasi fino alla cena della vigilia. Domani no. Domani non ci sarà il tempo di COMPRARE. Però dobbiamo comprare qualcosa di carino. Di bello. Ma soprattutto mica può costare poco? Quanto spendiamo per i regali di natale? È beh, deve fare la sua figura.
Regali, oggetti, chi li produce e chi non può comprarli
E noi compriamo noi stessi e cerchiamo il prezzo più alto per fare bella figura! La cosa acquistata deve costare. Ma chi ce l’ha messa là quella cosa acquistata? Chi l’ha messa nella vetrina? Chi l’ha trasportata nel negozio? Chi l’ha ordinata? Chi l’ha immagazzinata? CHI L’HA PRODOTTA? E tutti questi “chi” quanto costano? Senza di loro la mia cara cosa costosa non ammiccherebbe dietro alle vetrine. E non comprerei il mio regalo che fa scena. Tutti quegli anonimi “chi” DEVONO esserci e ci sono: non tutti sono sostituiti da macchine, da robot, da ingranaggi, da circuiti, da bit, e guarda un po’, pur sempre da un linguaggio, quello degli 1 e 0 (ebbene il chi sta anche lì). Dietro il mio regalo che affannosamente cerco e per cui mi do tanto da fare, c’è uno e tanti “chi”. Per questo noi compriamo noi stessi. L’uomo compra l’uomo. Ma io non li vedo, quei “chi”, non li considero, non li “calcolo”. Ma ci sono e qualcuno li “calcola” al mio posto. E li “calcola” poco lo stesso. Non nulla, ma poco. A volte troppo poco. Tanto poco che quei “chi” stentano a comprare, loro stessi, a loro volta, i nostri tanti rincorsi regali di natale.
E così il natale non è per tutti
E soprattutto non è per le migliaia di “chi” che nemmeno fa il “chi” della nostra catena natalizia. Non è più “chi” di nessuna fabbrica, di nessuna negozio, di nessuna agenzia, di nessuna società, di nessuno e basta. Perché non lavora più. Non partecipa più alla nostra catena. E’ slegato, solo, senza reddito.
E tutti loro il natale lo rincorrono come la fine di un ennesimo anno di dolore. Di mancanza di lavoro. Di mancanza di euro, pochi, abbastanza, tanti non se parla proprio, per fare il natale: la cena, il pranzo, i regali, i fiocchetti e le palline colorate, la carta che scricchiola sotto le dita mentre la fissi ai lati di un bel pacco e poi la incerotti con lo schotc.
Dietro i regali ci sono tanti “chi”. Ma dietro questi “chi” ce ne sono migliaia di altri, che non sono “chi” per nessuno
E allora non c’è solo il natale che non c’è, c’è la vita, c’è la società, che non c’è.