di Daniela Mastracci – Immigrazione? Sicurezza e accoglienza sono due realtà antitetiche? La riflessione sulla delicata questione immigrazione è una priorità.
E’ un tema sentito perché crediamo nell’accoglienza e perché ci interroghiamo sulle cause profonde del fenomeno migratorio. Non possiamo omettere le nostre responsabilità in terre colonizzate e poi sfruttate fino a ridurle alla povertà e alla impossibilità di vita per migliaia di bambini, donne e uomini. Non possiamo rimuovere come se non ci fossero le responsabilità legate allo sfruttamento energetico, delle risorse minerarie, e alle guerre che tale corsa all’accaparramento di petrolio, gas, giacimenti minerari, e oggi il coltan e quanto altro serve per produrre i nostri dispositivi elettronici, ha prodotto nei decenni della decolonizzazione e continua oggi a produrre in tempo di globalizzazione iperliberista.
L’occidente ha grosse responsabilità e non può girare lo sguardo da un’altra parte di fronte alle migrazioni che stanno spostando migliaia di esseri umani dall’Africa, dal Medio Oriente, dall’Estremo Oriente. Facciamo caso al fatto che sono territori di guerra, di morte, di distruzione, e che l’occidente è parte attiva in questi conflitti, non solo perché li combatte direttamente, ma anche perché è il produttore e venditore delle armi che uccidono e non smettono di sparare ed esplodere. E facciamo caso alla desertificazione, ai cambiamenti climatici. Anche da questo punto di vista non possiamo non riconoscere le nostre responsabilità. Il fenomeno migratorio non dipende da velleità individuali ma da processi storici, economici, sociali, che ci chiamano in causa direttamente. Allora chiudere le frontiere, respingere, recingere, buttare semplicemente fuori dal nostro campo visivo con le esternalizzazioni delle frontiere, come è il caso libico, sono atti politici per noi ingiustificabili. Al contrario dobbiamo immaginare alternative umane, che rispettino esseri umani che hanno il diritto di vivere e vivere dignitosamente. La nostra Costituzione all’articolo 10 lo dice chiaramente: “…La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge…” così come lo dice chiaramente la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo: “articolo 3 Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona…” “articolo 14 1) Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni…”
Accoglienza e sicurezza non sono in contraddizione soprattutto se pensiamo a risolvere il disagio socio economico che di fatto produce la “paura” del migrante come potenziale “ladro di lavoro” o altre etichette degradanti e propagandistiche gli si danno, proprio per alimentare la “guerra dei penultimi contro gli ultimi”. Se immaginiamo un mondo diverso da quello imperante oggi iperliberista, se facciamo politiche di messa in sicurezza socio economica, se redistribuiamo i redditi, lottiamo e vinciamo contro le diseguaglianze, potremo risolvere il dramma della paura. Esso invece è alimentato proprio dalla povertà: utile al capitalismo per tenere bassi i salari, per tenere alta la competitività tra i lavoratori, che sono sempre di più per sempre meno posti di lavoro, e un lavoro senza regole, senza garanzie, senza contratti stabili, elementi di precarietà che fa gioco all’accumulazione di redditi in una lotta di classe dall’alto verso il basso. Noi vogliamo rovesciare questo punto di vista. Combattere le diseguaglianze: radice da cui nasce l’odio, la paura, la violenza.
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