Provincia Fr 350

Provincia Fr 350di Ignazio Mazzoli – In queste ore circola una nota che Sara Battisti, vice segretario del PD frusinate ha postato sulla pagina del suo diario FB titolandola, così sembra a chi legge, con il seguente motto: «esito Referendum una responsabilità collettiva, ora parole chiare.»
Essendo già conosciuta riporto solo alcuni passaggi che mi paiono molto significativi. «Il risultato del Referendum ci consegna un carico di responsabilità maggiore perché dobbiamo essere capaci di recepire fino in fondo il disagio, le difficoltà, le speranze di questo paese che ha bisogno di proseguire la strada dello sviluppo sociale, economico e democratico. Ritengo che l’esito non sia attribuibile ad un solo fallimento di Matteo Renzi. Sono convinta che tutto il PD abbia contribuito in un modo o in un altro, senza discriminazione e pregiudizio, ad un risultato ben visibile di una sconfitta politica dello stesso partito. Tornerò sull’argomento nelle prossime ore con la dovuta riflessione per un impegno rivolto a rafforzare un legame con la società.»
In questo avvio della nota c’è una manifesta volontà di chiamare i tutti del suo partito a fare una riconsiderazione autocritica vera e profonda, da cui non può prescindere alcun esame serio di qualsiasi voto. Tanto più questo risultato del referendum del 4 dicembre appare vieppiù uno tsunami, se lo si osserva alla luce di una campagna dura e a volte crudelmente rovesciata sui cittadini per molti mesi, che senza paura di sbagliare, sicuramente stati quasi sette mesi in cui tutti i giorni si è stati chiamati a valutare i pro e i contro della cosiddetta “riforma”.

Iniziare a rispettare il voto: i Consigli provinciali non si possono eleggere con la legge Delrio, vanno votati dai cittadini

«Abbiamo bisogno di parole chiare e di contenuti reali, non di ricette nel breve periodo.» Considero questo il riconoscimento vero della vittoria della Costituzione italiana. Almeno mi auguro che sia il senso di questa affermazione di Sara Battisti.
Infatti ella prende atto di come «Il voto di ieri respinge la nostra proposta di riforma costituzionale» sia quando afferma: «Mi riferisco ai lavoratori, al sociale, alle giovani generazioni, alle donne, ai pensionati a quella parte di paese che non si è totalmente riconosciuta negli sforzi fatti per alzare il livello della qualità della vita.», ma anche e forse soprattutto quando tempestivamente pone un problema assai attuale dove chiede «Parole chiare anche sui prossimi appuntamenti. Per questo torno sulla Del Rio, una Legge che ho già definito incompleta e che non consente la piena partecipazione. A dato referendario acquisito credo che debba essere un’urgenza quella di chiarire il vulnus legislativo che, se da una parte definisce le Province Enti di Secondo livello, dall’altra la Costituzione le inquadra nei livelli di governo territoriale a rappresentanza popolare. Il voto di ieri respinge la nostra proposta di riforma costituzionale, pertanto visto che bisogna andare a rinnovo del Consiglio Provinciale, siano i cittadini a scegliere i propri rappresentati in quell’assise. Una necessità che impedisce confusione, divisone e lacerazione riconsegnando ai cittadini la responsabilità della decisione.»

A gennaio 2017 non si può proprio eleggere il Consiglio provinciale con il metodo dell’elezione di secondo grado. Occorre un decisone pubblica e immediata delle istituzioni a cui compete l’annullamento di quell’elezione indiretta, bloccando così anche un indecente mercato di compravendita di voti per scegliersi la maggioranza in quell’inutile mini consesso. Il resto a dopo. Intanto questa presa di posizione non può restare inascoltata. Del voto di domenica ci sono ci sono tangibili e concrete conseguenze giuridiche e istituzionali. Non solo le dimissioni di Matteo Renzi.
Questo significa dare seguito coerente ad un voto. No si può ripetere la vanificazione del referendum del 2011, quello per l’acqua libera.

6 dicembre 2016

 
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