studenti vle mazzini 17nov16 350 260

studenti vle mazzini 17nov16 350 260di Matteo Ferrazzoli da L’Inchiesta quotidiano del 18 nov 16 – Strade del capoluogo assediate da centinaia di studenti in protesta. Questo il risultato dei due cortei che hanno invaso le piazze di Frosinone ieri per la tradizionale manifestazione del 17 Novembre, giornata storica a livello internazionale in cui annualmente, in tutte le città, gli studenti scendono in piazza per rivendicare e chiedere a gran voce il rispetto dei loro diritti.

Il primo corteo

Il primo corteo, partito dallo stadio Matusa fino alla sede della Prefettura, è stato organizzato dai licei Scientifico, Classico ed Artistico di Frosinone, dal Filetico di Ferentino e da altri istituti della Provincia. Circa 600 gli studenti che hanno formato il corteo, che vedeva in prima linea i ragazzi del Severi di Frosinone. Molti gli slogan cantati, tanti gli striscioni esposti, recanti frasi polemiche e battagliere con la firma dei ragazzi che rivendicano a gran voce il diritto allo studio, un’edilizia scolastica di livello, che mostrano irritazione per un caro libri esasperante e si scagliano contro la recente riforma scolastica, paradossalmente chiamata “buona scuola”. “17 Novembre la scuola non si arrende”, si legge in uno striscione, “La scuola è in decadenza, noi facciamo resistenza”, ne recita un altro. “Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo la città” viene intonato dai ragazzi. Sventolate molte bandiere d’Italia ed una che porta i colori della Siria.
Le voci degli studenti «Rivendichiamo oggi ogni tipo di diritto che spetta allo studente — afferma Gianluca Evangelisti, rappresentante d’istituto del Filetico – C’è un caro  libri esasperante che rischia di precludere alle famiglie meno abbienti il diritto all’istruzione.
A livello locale, c’è anche un problema sui trasporti pubblici che collegano malissimo Frosinone alle città più periferiche della Provincia». Alle parole di Evangelisti, si associano quelle di Riccardo Arduini, uno dei rappresentanti del liceo scientifico Severi: «Siamo qui per rivendicare i diritti degli studenti e per protestare contro un’edilizia scolastica fatiscente. Noì del Severi viviamo una situazione molto problematica a livello di strutture. La nostra protesta è anche contro l’alternanza scuola-lavoro». Giunti fino la piazza antistante la Prefettura, gli studenti hanno intonato altri cori ed esposto tutti i loro striscioni. «Rivendichiamo una scola accessibile a tutti — afferma Emilio Morsili°, tra i rappre¬sentanti del liceo classico Turriziani — il costo della scuola si sta alzando in maniera preoccupante. A questo, si aggiungano i problemi di edilizia scolastica per cui, l’incontro avuto ieri con il consigliere Caperna, non può certo bastare. Con questa piattaforma territoriale di tutti gli studenti, alziamo la voce per far notare l’assoluta mancanza di spazi culturali, utili ai più giovani per crescere e formarsi. Ed in più, molti ragazzi dei paesi li-mitrofi subiscono l’inefficienza del trasporto pubblico». Si mo-stra soddisfatto per il corteo Jacopo Piroli, rappresentante della consulta del liceo Artistico di Frosinone. «Le motivazioni di oggi sono il diritto allo studio e la vicenda riguardante il caro libri. Sono soddisfatto anche se noi dell’Artistico non eravamo moltissimi, ma i presenti sono bastati per far sentire forte la nostra protesta». «Nella nostra struttura riscontriamo tantissime difficoltà — afferma con un im-peto di rabbia Leonardo Ferrante, altro studente del liceo Artistico — Nonostante la nostra struttura sia abbastanza recente, già cade a pezzi. La palestra, rifatta da poco, è nuovamente in condizioni drammatiche.
Quando piove l’acqua entra dentro la scuola e ci sono pezzi d’intonaco che cadono. A questo si aggiunge il problema del materiale che dobbiamo utilizzare ai fini scolastici. Dovrebbe esserci dato dalla scuola, invece siamo costretti a pagarlo noi studenti in prima persona».

Il secondo corteoStudenti in lotta 17nov16

Il secondo corteo, formato dall’Itc, dal’Itg e dal’Itas di Frosinone, dall’Alberghiero di Fiuggi, dall’Itis di Ferentino, è partito dalla Villa Comunale per arrivare fin sotto la sede della Provincia. Gli studenti sono avanzati in un corteo, di circa 150 ragazzi, per portare in piazza le problematiche che affliggono le scuole ciociare. «Siamo in piazza per portare all’attenzione le problematiche che noi studenti viviamo giornalmente – afferma Armando Conte, uno degli organizzatori-un grande problema è quello dei trasporti. Da pochi giorni, ad esempio, non viene più consentito ai Cotral di entrare dentro Frosinone costringendo moltissimi ragazzi a fare chilometri a piedi». Striscioni presenti anche in quest’altra manifestazione, tra cui, su tutti, spiccava “17 Novembre all’assalto del futuro”, mentre venivano sventolate bandiere italiane ed acceso qualche fumogeno. «Sì è protestato anche contro la Buona scuola — continua Conte – che sta rendendo gli studenti dei semplici numeri. Siamo anche titubanti sul contributo volontario». «Gravissima è la situazione dell’edilizia scolastica — affermano altri studenti – la maggior parte degli istituti della Provincia, infatti, non è a norma. Non si può scherzare su questa tematica». Studenti che, appena giunti sotto la Provincia, sono stati accolti nella sede provinciale dalla Responsabile della Segreteria del Presidente Pompeo, Lucia Cipolla, con cui hanno avuto una discussione per trovare una soluzione a tutte le problematiche che riscontrano giornalmente, creando anche un tavolo di discussione sull’edilizia scolastica. Il futuro
Tantissimi, quindi, gli studenti che hanno preso parte alle manifestazioni, per mostrare la loro rabbia giovane ed il loro netto rifiuto alle recenti riforme scola-stiche. Ed in tempi in cui alle nuove generazione viene criticata l’inesistente partecipazione alla politica, le voci espresse dai ragazzi nei due cortei, formati solo da studenti e da nessun partito politico, deve necessaria-mente essere presa in considerazione. Perché il futuro appartiene a quei ragazzi scesi in piazza ieri; e loro stessi, sono chiamati al difficile compito di cambiarlo quel futuro, di custodirlo e di esserne sempre degni.

Di Matteo Ferrazzoli

Autori che hanno concesso i loro articoli, Collaboratori occasionali

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