di Antonella Necci – Sono sempre più convinta che i giovani non siano così facilmente manipolabili. Da nessuno. Tantomeno dalla politica. Questa settimana dell’autogestione me lo sta dimostrando.
Intanto la meticolosa organizzazione, il coordinamento con le altre scuole della capitale, il monitoraggio costante del servizio d’ordine istituito dai ragazzi ed infine la riunione generale, che si svolgerà sabato 29 gennaio per discutere dei risultati ottenuti.
Un bell’esempio di cooperazione. un lavoro certosino fatto prima tramite i gruppi Facebook e whatsap delle singole scuole e poi esteso ad altri gruppi di coordinamento studenteschi. Ciononostante c’è sempre il diavolo che ci vuole mettere la coda.
Preferiscono chi vive davvero sul territorio
Sono anni, ormai, che la politica è stata ” allontanata” dai dibattiti scolastici. Da quando si è capito che le testimonianze e i dibattiti fatti con chi vive davvero sul territorio fossero più produttivi.
Gli incontri letterari con scrittori, o artistici con pittori o scultori,o con le forze armate ,o con sportivi più o meno famosi ,o con gli ultimi superstiti da Auschwitz o con chi vive il dramma della disoccupazione hanno intelligentemente rimpiazzato il politico o il sindacalista che veniva , pedissequamente, a ripetere quanto si sente tutti i giorni nei telegiornali omologati e si legge in parecchi giornali appiattiti.
Nonostante l’esigenza espressa dai ragazzi di sentir parlare della vita reale, ci sono sempre quegli adulti, convinti manipolatori, che cercano e a volte riescono, a convincere i giovani che l’incontro con un tale Roberto Speranza, aspirante anti-Renzi, partito politico PD, faccia da ragazzo di campagna, sia la cosa migliore da fare se si vuole discutere di Buona Scuola.
Che poi i ragazzi, per senso di giustizia abbiano rivolto l’invito e aperto la possibilità di discussione ad esponenti di altre forze politiche, in sé è positivo. Suona strano però che solo Speranza lo abbia accettato.
La puzza di bruciato della manipolazione si sente. Figuriamoci se a Roma il M5S si lasciava sfuggire l’occasione di controbattere il mite Speranza, dal quale sia Bersani che addirittura Giachetti hanno attualmente preso le distanze. E che dire delle altre forze politiche che, più o meno, si dichiarano contro la Buona Scuola? Più che un dibattito ne sarebbe uscita una carneficina. un bell’esempio di civiltà di fronte agli aspiranti adulti.
Fortunatamente, il buon senso della presidenza, che pure è ad impronta PD, ma anche di qualche accorto professore, l’accesso da parte di qualsiasi forza politica all’interno della scuola è stato bocciato dal Collegio dei Docenti.
Con buona pace per tutti quelli che si fregavano le mani di fronte a tanti diciottenni o aspiranti tali che nel 2018 dovranno esprimere per la prima volta il loro voto politico.
Una volta tanto la sotterranea campagna elettorale non è andata a buon fine.
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