
Intervista di Paolo Ceccano, PRC, rilasciata a Ignazio Mazzoli – «Chi non riconosce che ipotizzare la realizzazione di un aeroporto è stato un errore non potrà essere nostro alleato nella campagna per il rinnovo dell’Amministrazione comunale di Frosinone nel 2017. Noi Prc dicemmo subito che era irrealizzabile e tentare di proporlo era sbagliato. Fummo buttati fuori dalla maggioranza con la presidenza di Francesco Scalia che guidava l’amministrazione provinciale».
L’approccio con Paolo Ceccano segretario provinciale del PRC è chiaro, inequivocabile e senza incertezze, teso a fare chiarezza subito a chi si deve essere alternativi e sulle possibili alleanze, in questo caso a Frosinone capoluogo. Egli è nato a Sora nel 1979, laureato in coordinamento delle professioni sanitarie fu eletto a 25 anni consigliere comunale della sua città e dal 1994 è iscritto al PRC. Oggi, guida la federazione provinciale del partito comunista affidatagli nel novembre 2015 dopo tanti incarichi nella sezione giovanile.
1) Segretario, lei e il PRC come giudicate le iniziative delle forze politiche del Capoluogo in vista del voto amministrativo?
A noi pare che essenzialmente ci sia una grande confusione di idee e di armeggio intorno alle candidature. L’errore ormai stabile delle forze politiche che dominano in questo territorio. L’esempio più evidente, ma anche il più clamoroso è il modo di essere del PD. Ormai già in una fase di avanzata implosione. La vicenda delle primarie prima faticosamente conquistate contro i divieti di De Angelis e poi disdette (per ora). Tutto ruota intorno ad alcuni nomi (un cardiologo, un chirurgo, un ex sindaco in cerca di rivalse) senza l’abbozzo di un programma. Al fondo mi pare che abbiano anche paura, ancora una volta, di presentarsi con il loro simbolo come già avvenuto da ultimo a Cassino e Sora.
2) L’Amministrazione Ottaviani come arriva al voto se si andasse alle urne oggi?
Per quanto ci riguarda con un giudizio molto negativo. L’unico impegno che abbiamo visto affrontare è stato il tentativo di realizzare il nuovo stadio con il dirottamento di tutte le somme possibili, anche di quelle che erano destinate al disagio sociale. Somme che sono sull’ordine dei 4 MLN e che ci sembrano buttate al vento per prevedere uno stadio non molto diverso dall’attuale Matusa. Basta osservare in che stato sono i quartieri periferici e l’esodo di abitanti dal capoluogo (ad oggi il 14%) per dire senza tema di smentita che non ci sono stati interventi seri e utili. Questa storia che Nicola Ottaviano vincerà senza colpo ferire, facendo una passeggiata, mi pare una favola per la propaganda immaginandosi avversari di comodo.
3) Parliamo di avversari reali e senza dubbio alternativi
I 5 stelle a Frosinone sono inesistenti, non registriamo da parte loro nessuna parola sulla cattiva gestione Ottaviani e su temi importanti come l’inquinamento, anzi la Raggi continua a mandarci carichi di immondizia e i loro rappresentanti locali eletti in Parlamento non si ribellano rifugiandosi dietro la scusa della proroga inevitabile, comunque il tempo scorre veloce valuteremo le loro soluzioni che per ora non si intravedono nemmeno. In ogni caso ci sono molti segnali che posso chiamare di “voglia di riscossa” con tentativi concreti come Frosinone in Comune che ha già presentato il suo candidato a sindaco, Stefano Pizzutelli, Frosinone Bene Comune che lavora per definire una “Costituente cittadina per un raggruppamento civico delle forze democratiche e progressiste” a Frosinone.
4) Il PRC come parteciperà alla campagna elettorale?
Il PRC vuole seguire tutti questi progetti e dialogare con loro. Il nostro è l’unico partito che l’8 e 9 ottobre scorso si è impegnato per realizzare progetti dal basso come “Città in Comune”, in cui la sinistra si organizza con associazioni, movimenti e cittadini per competere da questa prospettiva nel voto, ma soprattutto per rilanciare nei fatti la partecipazione.
Gli assi portanti delle scelte che proporremo e affronteremo con i cittadini riguardano la riqualificazione ambientale con l’occhio attento alla creazione di posti di lavoro, l’autonomia da Roma soprattutto per contribuire a formare una classe dirigente di politici che rappresenti il territorio dove viviamo e non importi qui dei diktat che hanno ridotto questa provincia alla desertificazione industriale madre di decine di migliaia di disoccupati, in fatto di Sanità, il riconoscimento della DEA insieme allo sblocco delle assunzioni nella Pubblica Amministrazione e in particolare nella Sanità. In termini di partecipazione condivideremo con chi già l’ha scelto il “Bilancio Partecipato” anche se non sarà l’unico strumento per far intervenire nelle scelte amministrative i cittadini e i lavoratori.
13 ottobre 2016
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