nessunodeverimanereindietro 260h

nessunodeverimanereindietro 260hdi Ignazio Mazzoli – Qualcosa si muove. Qualcosa è in dirittura d’arrivo. Forse. Stiamo parlando della possibilità che la Regione Lazio, anzi, meglio il suo Consiglio sia chiamato a discutere una proposta di legge per l’istituzione di un Reddito minimo e di dignità o di sopravvivenza come vorranno chiamarlo.
Manco a dirlo ci sono voci che raccontano che il gruppo consiliare del M5S (e chi altro se no qui nel Lazio?) starebbe esaminando le linee di una proposta di legge in tale senso per depositarla, forse (sperano gli interessati beneficiari di un tal provvedimento), prima della pausa estiva.
Sarà così? Lo smacco per la maggioranza che sostiene Zingaretti avrebbe dimensioni non facili a calcolarsi.
Infatti, nel programma elettorale di Nicola Zingaretti per il voto dell’anno 2013, si poteva leggere a pagina 40 (almeno nel testo che abbiamo noi, questa è la pagina) «Le persone che hanno perso il lavoro non possono e non devono rimanere da sole di fronte alla crisi nell’immediato (…) dobbiamo garantire sostegno al reddito dei lavoratori coinvolti nei processi di ristrutturazione o crisi aziendale. Insieme alle politiche emergenziali di contrasto agli effetti sociali della crisi economica, lavoreremo – necessariamente in modo graduale e compatibilmente con le risorse disponibili – perché nel Lazio la possibilità di partecipare dignitosamente alla vita della società non sia negata a nessuno.»
Oggi ai più appaiono incredibili queste parole. 380.000 disoccupati nel Lazio di cui un terzo risiedono in provincia di Frosinone con molti di questi rimasti senza ammortizzatori sociali, cioè senza alcuna fonte di reddito e, né il Presidente Zingaretti, né alcuno nella sua Giunta e nella sua maggioranza, ricorda questo impegno. Di più. Sono tutti impegnati a dire che una legge in tal senso che già esisteva, la 4/2009, non può essere rifinanziata perché avrebbe tante criticità. Quali? Nessuno lo ha mai spiegato.
È chiaro perché c’è molta attesa nel voler sapere se le voci che riguardano il lavoro del M5S laziale sono confermate? E ancor di più si spera di avere notizia che tale lavoro e discussione siano leggibili in una proposta di legge depositata il più presto possibile.

Manifestare concretamente solidarietà

Nel frusinate anche iniziative individuali, private, di associazioni (come quella lanciata da L’Inchiesta-quotidiano e da UNOeTRE.it per un reddito di dignità dei lavoratori) sono accese e in opera per trovare il modo di manifestare concretamente solidarietà a chi è in gravissimo disagio economico e a rischio della stessa sopravvivenza. Certo la presentazione rapida di una legge regionale di sostegno al reddito e soprattutto a chi ha perso il reddito da lavoro sarebbe un segnale di speranza in grado di rilanciare energie e voglia di fare. E, anche di rilanciare ogni sforzo che in tal senso si vuole compiere pure nei singoli comuni.
Ormai in Italia ci sono molte leggi regionali, comunali e tante proposte in itinere come per esempio in Piemonte, in Lombardia da cui attingere contenuti per superare “criticità” e per aggiornare proposte recenti e meno recenti. Basta volerlo fare.
I disoccupati ciociari a partire da quelli impegnati in Vertenza Frusinate hanno avuto modo di rappresentare direttamente alla Consigliera Silvana Denicolò (M5S), che più volte li ha voluti incontra qui e a Roma, che alcuni sono i punti qualificanti per uno strumento di sostegno a chi non ha reddito.
A) La Regione, riconosca il reddito minimo garantito allo scopo di favorire l’inclusione sociale per i disoccupati e inoccupati, e dei loro rispettivi nuclei familiari…;
B) Che il reddito minimo sia un programma di inserimento sociale e lavorativo in cui il trasferimento/contributo monetario è accompagnato anche da un patto di inserimento che riguardi gli individui singoli e/o i relativi nuclei familiari….;
C) I destinatari: 1) i disoccupati; 2) gli inoccupati; 3) i lavoratori privi di retribuzione avendo definito rigorose Modalità di accesso alle prestazioni.
Perché è importante quest’iniziativa del M5S se confermata? Primo perché una legge di sostegno al reddito è indispensabile dati i tempi lunghi per nuove riallocazioni in posti di lavoro; secondo, mancano opportunità di assunzione; terzo manca una “No tax area” che invogli gli investimenti e quarto, perché tutti i provvedimenti annunciati il 27 maggio nella sede decentrata della Regione Lazio a Frosinone non sono di immediata attuazione, non sono per tutta la platea dei disoccupati, alcuni provvedimenti come l ‘incentivo degli 8000 euro alle imprese che assumono, sono farraginosi e di incerto abbordaggio per chi assume e per chi deve essere assunto.
Infine, è importante perché impedirà di insultare chi è senza lavoro come hanno fatto funzionari della Regione, Assessori ed altri nel definire “mantenuti e parassiti” i senza lavoro che godevano di ammortizzatori sociali. Nulla di simile contiene la Proposta di Legge n. 88 “Sistema integrato degli interventi e servizi sociali della Regione Lazio”, che molto probabilmente sarebbe stata annunciata il 14 sera nel Castello di Ceccano. Abbiamo appreso che l’iniziativa è stata annullata e così, pure, si è evitato il rischio che il 14 luglio, anniversario della presa della Bastiglia, diventasse la ricorrenza della “presa in giro”.
Ben venuta una discussione per far approvare una legge regionale di “reddito…..”? chiamatelo come vi pare.

13 luglio 2016

 
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Manco a dirlo ci sono voci che raccontano che il gruppo consiliare del M5S (e chi altro se no qui nel Lazio?) starebbe esaminando le linee di una proposta di legge in tale senso per depositarla, forse (sperano gli interessati beneficiari di un tal provvedimento), prima della pausa estiva.
Sarà così? Lo smacco per la maggioranza che sostiene Zingaretti avrebbe dimensioni non facili a calcolarsi.
Infatti, nel programma elettorale di Nicola Zingaretti per il voto dell’anno 2013, si poteva leggere a pagina 40 (almeno nel testo che abbiamo noi, questa è la pagina) «Le persone che hanno perso il lavoro non possono e non devono rimanere da sole di fronte alla crisi nell’immediato (…) dobbiamo garantire sostegno al reddito dei lavoratori coinvolti nei processi di ristrutturazione o crisi aziendale. Insieme alle politiche emergenziali di contrasto agli effetti sociali della crisi economica, lavoreremo – necessariamente in modo graduale e compatibilmente con le risorse disponibili – perché nel Lazio la possibilità di partecipare dignitosamente alla vita della società non sia negata a nessuno.»
Oggi ai più appaiono incredibili queste parole. 380.000 disoccupati nel Lazio di cui un terzo risiedono in provincia di Frosinone con molti di questi rimasti senza ammortizzatori sociali, cioè senza alcuna fonte di reddito e, né il Presidente Zingaretti, né alcuno nella sua Giunta e nella sua maggioranza, ricorda questo impegno. Di più. Sono tutti impegnati a dire che una legge in tal senso che già esisteva, la 4/2009, non può essere rifinanziata perché avrebbe tante criticità. Quali? Nessuno lo ha mai spiegato.
È chiaro perché c’è molta attesa nel voler sapere se le voci che riguardano il lavoro del M5S laziale sono confermate? E ancor di più si spera di avere notizia che tale lavoro e discussione siano leggibili in una proposta di legge depositata il più presto possibile.

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Nel frusinate anche iniziative individuali, private, di associazioni (come quella lanciata da L’Inchiesta-quotidiano e da UNOeTRE.it per un reddito di dignità dei lavoratori) sono accese e in opera per trovare il modo di manifestare concretamente solidarietà a chi è in gravissimo disagio economico e a rischio della stessa sopravvivenza. Certo la presentazione rapida di una legge regionale di sostegno al reddito e soprattutto a chi ha perso il reddito da lavoro sarebbe un segnale di speranza in grado di rilanciare energie e voglia di fare. E, anche di rilanciare ogni sforzo che in tal senso si vuole compiere pure nei singoli comuni.
Ormai in Italia ci sono molte leggi regionali, comunali e tante proposte in itinere come per esempio in Piemonte, in Lombardia da cui attingere contenuti per superare “criticità” e per aggiornare proposte recenti e meno recenti. Basta volerlo fare.
I disoccupati ciociari a partire da quelli impegnati in Vertenza Frusinate hanno avuto modo di rappresentare direttamente alla Consigliera Silvana Denicolò (M5S), che più volte li ha voluti incontra qui e a Roma, che alcuni sono i punti qualificanti per uno strumento di sostegno a chi non ha reddito.
A) La Regione, riconosca il reddito minimo garantito allo scopo di favorire l’inclusione sociale per i disoccupati e inoccupati, e dei loro rispettivi nuclei familiari…;
B) Che il reddito minimo sia un programma di inserimento sociale e lavorativo in cui il trasferimento/contributo monetario è accompagnato anche da un patto di inserimento che riguardi gli individui singoli e/o i relativi nuclei familiari….;
C) I destinatari: 1) i disoccupati; 2) gli inoccupati; 3) i lavoratori privi di retribuzione avendo definito rigorose Modalità di accesso alle prestazioni.
Perché è importante quest’iniziativa del M5S se confermata? Primo perché una legge di sostegno al reddito è indispensabile dati i tempi lunghi per nuove riallocazioni in posti di lavoro; secondo, mancano opportunità di assunzione; terzo manca una “No tax area” che invogli gli investimenti e quarto, perché tutti i provvedimenti annunciati il 27 maggio nella sede decentrata della Regione Lazio a Frosinone non sono di immediata attuazione, non sono per tutta la platea dei disoccupati, alcuni provvedimenti come l ‘incentivo degli 8000 euro alle imprese che assumono, sono farraginosi e di incerto abbordaggio per chi assume e per chi deve essere assunto.
Infine, è importante perché impedirà di insultare chi è senza lavoro come hanno fatto funzionari della Regione, Assessori ed altri nel definire “mantenuti e parassiti” i senza lavoro che godevano di ammortizzatori sociali. Nulla di simile contiene la Proposta di Legge n. 88 “Sistema integrato degli interventi e servizi sociali della Regione Lazio”, che molto probabilmente sarebbe stata annunciata il 14 sera nel Castello di Ceccano. Abbiamo appreso che l’iniziativa è stata annullata e così, pure, si è evitato il rischio che il 14 luglio, anniversario della presa della Bastiglia, diventasse la ricorrenza della “presa in giro”.
Ben venuta una discussione per far approvare una legge regionale di reddito…..? chiamatelo come vi pare.

13 luglio 2016

 
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