di Ignazio Mazzoli – Sono passate da poco le 14,00. Il quadro è ormai chiaro per i disoccupati che hanno dato vita al Sit-in sotto la sede della Regione Lazio in via Veccia a Frosinone. Il tavolo tecnico che ha discusso dalle 11,00 alle 13,00 circa ha partorito un topolino, magro e zoppicante.
“Tavolo tecnico”, perché con questa definizione hanno scartato i consiglieri regionali che chiedevano di parteciparne a i lavori e hanno impedito alla stampa di seguirne in diretta i lavori.
Abbiamo visto arrivare il Sindaco di Anagni Fausto Bassetta, il Vice Presidente della Provincia Andrea Amata, il Presidente del Consiglio provinciale Danilo Magliocchetti, l’assessore Mauro Buschini che faceva il testimonial alla MegaMotors guidando una sua vettura con ampie e visibili scritte promozionali, l’Assessora Lucia Valente, la nemica dei disoccupati e l’onnipresente dott. Paolo Orneli, al posto dell’assessore Fabiani, come sempre” braccio armato” di conoscenze per far digerire (crede lui) i bocconi amari ai poveri senza lavoro. E’ giunto anche il Presidente dell’Asi Francesco De Angelis che si è fermato un po’ con i manifestanti meravigliandosi che nessuno di loro fosse presente al tavolo. Poco dopo è arrivato anche il Presidente di ConfimpreseItalia Guido D’Amico, cordiale e costante interlocutore e sostenitore di Vertenza Frusinate.
Poi, è cominciata, per chi era nel Sit-in, l’attesa di sapere quali novità ci fossero. Rabbia, pessimismo e qualche tiepida speranza si alternavano fra i vari capannelli che si limitavano a fare ipotesi. I giornalisti si sono potuti limitare a raccogliere dichiarazioni fra i disoccupati che per tutta la mattinata sono stati in compagnia della Consigliera regionale Silvana Denicolò a cui non hanno permesso, quelli del “tavolo tecnico” di partecipare alla riunione. La consigliera del M5S ha intrecciato fitti colloqui con tutti per sapere da quali aziende fossero provenienti e come “sbarcassero il lunario”. Fra i tanti ex-Videocon-Videocolor c’erano quelli dell’Ilva, della Marangoni, della Multiservizi di Frosinone e di altre aziende di minori dimensioni. Gli striscioni, in bella mostra, parlavano anche per quelli che preferivano ascoltare e rimanevano in silenzio. Quante foto! Quante interviste raccolte con lo smartphone anche dalla Consigliera Denicolò che ha acquisito così un mare di notizie utili al suo lavoro in Consiglio regionale.
L’attesa principale dei manifestanti sotto il palazzo della Regione riguardava come sarebbe stato accolto l’appello lanciato da 74 sindaci della nostra provincia che chiede interventi urgenti e per la sopravvivenza di migliaia di famiglie che non hanno reddito. In molti ripetevano quasi con ossessione ”Amministratori fatevi un esame di coscienza e date risposte a tutte queste persone, il tempo é scaduto !!”
Con il cuore e il cervello al 14 giugno, quando cesserà la mobilità per 350 ex-Videocon che entro la fine dell’anno saranno seguiti da altri senza lavoro di diverse aziende chiuse, hanno provato un angosciosissima delusione quando, il primo ad uscire intorno alle 13 Francesco De Angelis ha anticipato che l’Assessore Buschini avrebbe incontrato una delegazione per riferire i risultati della mattinata, alla domanda a bruciapelo di Gino Rossi che voleva conosce “quali misure per quelli che il 14 giugno resteranno senza reddito” ha risposto che stanno studiando. La replica è stata rabbiosamente meravigliata: “ma cosa c’è ancora da studiare dopo anni di mancati provvedimenti?”.Intanto si è fatta l’ora di salire per ascoltare l’Assessore Buschini. Un delegazione rigorosamente di 5, poi diventata di sei.
Un forte “rammarico” (che fair play questi disoccupati ciociari) ha provocato questo incontro. E con questo sentimento hanno riferito le loro considerazioni agli altri che aspettavano fuori ed erano stati lì riportati da un intervento delle forze dell’ordine mentre speravano di poter raggiungere il tavolo dove stavano gli altri colleghi.
La comunicazione del risultato del “tavolo tecnico” è semplice: non ci sono state risposte all’emergenza, ma solo risposte di medio e lungo termine.
– Per soli 500 lavoratori dell’area Anagni Frosinone sarà finanziato un bonus di assunzione di 8 mila euro che si aggiungeranno agli sgravi previsti dal Jobs Act che, però ora, si sono dimezzati. Alla domanda: ma quali aziende stanno assumendo? Il silenzio è stata la risposta;
– Per i soli sessantenni, lavori di pubblica utilità con fondi europei, ma se il governo ufficializza lo “stato di crisi complessa” per il frusinate, che potrebbe esser approvato dopo l’incontro Renzi-Zingaretti, comprenderebbe anche i cinquantacinquenni. Però, ancora una volta, tutto da definire “per bene” in Giunta regionale;
– In ultimo, ancora una volta il micro credito, quello che fa inca…re i disoccupati che non sanno che farci soprattutto se avanti negli anni. Dicono che sia operativo, infatti ci sono 35 milioni da assegnre per un massimo di 25 mila euro (tra 5.000 e 25.000 euro) a chi presenterà progetti, una volta approvati. Evviva!!!
Per l’emergenza, purtroppo la risposta è quella di sempre: “per legge non si può fare”. Ziroli non si frena e sbotta: ”ma questa è gestione aziendale non è politica di un’istituzione repubblicana”. Le scelte compiute ci ricordano che la Regione Lazio intende, così, ignorare i 380.000 disoccupati che sono nelle cinque provincie laziali. Li ignoro e non esistono più: il nuovo modo di governare.
Martedì i disoccupati faranno il punto della situazione per individuare come fronteggiare i brutti giorni che verranno. Sempre più sul tappeto, per l’emergenza, restano valide solo le proposte che L’Inchiesta e UNOeTRE.it hanno presentato al Prefetto e al Presidente della Provincia.
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