IL lavoro è vita

IL lavoro è vitadi Ivano Alteri – Di tavolo in tavolo, la Regione Lazio è diventata una falegnameria. Sembrerebbe che, ottenere dai politicanti una risposta plausibile ai problemi dei cittadini in difficoltà, sia come pretendere di cavare sangue da una rapa. L’ennesima dimostrazione di quest’assunto ci è giunta dall’ennesimo “tavolo” per l’emergenza lavoro in Ciociaria. La delusione è tanta, e generalizzata.

Primi fra tutti, sono assai delusi i promotori della Vertenza Frusinate, che quel “tavolo” avevano chiesto con forza, allo scopo di mettere le istituzioni, e i politici che dovrebbero vivificarle, di fronte alle proprie responsabilità. Ebbene, indovinate un po? Quei lavoratori al tavolo non c’erano; perché quelle istituzioni, quei politici, e i tanti altri che si sono seduti a quel tavolo senza esserselo conquistato, non li hanno voluti. Tradotto in pratica, quei signori hanno voluto dire al popolo recalcitrante: “È inutile che sbraiti; tanto qui comandiamo noi, e anche quando siamo costretti a fare quello che dici tu, lo facciamo come diciamo noi e senza di te”. Un messaggio politico che somiglia tanto ad un “pizzino” di mafiosa memoria. Questo odioso messaggio arriva, ma la risposta ai problemi no.

Ma guarda, si dice di centrosinistra…

Il messaggio arriva, certo, a quelli della Vertenza Frusinate e a tutti gli altri che lottano per il lavoro e per il rispetto della propria esistenza; ma viene rispedito al mittente. Gino Rossi, tra i fondatori della Vertenza Frusinate, così si esprime in un post su facebook: “Non posso ancora crederci. Una Regione Lazio che si dichiara di centro sinistra gira le spalle ai senza lavoro e senza reddito. Politici locali, siete soddisfatti? Cosa andate raccontando per la campagna elettorale? Avete una bella faccia tosta! Se le famiglie non possono più vivere, siete voi i responsabili. Ma a giorni uscirà l’elenco con nomi e cognomi”.

Nomi e cognomi a cui si sta dicendo ripetutamente : “Cari signori, la lotta per il lavoro, che molti di voi vorrebbero etichettare come richiesta d’assistenzialismo, è invece una battaglia politica per la difesa della dignità delle persone; derubate, letteralmente, di sostanze e di diritti, da un sistema in cui, voi politici, vi siete degradati a servitù d’alto rango, facendovi complici delle volontà criminali dei sopraffattori”.

È una battaglia politica quella per il lavoro, come lo sono quelle per l’acqua pubblica, per la scuola pubblica, per la gestione pubblica di tutti i servizi essenziali; come lo sono quelle per il rispetto del territorio e per il suo risanamento; come lo sono quelle per la tutela della Costituzione, contro i tentativi di smantellamento ad opera di soggetti inclini al raggiro e alle illegalità; come lo sono quelle in difesa della memoria storica e archeologica, per le bellezze della città, per l’arte…

Basta ostracismo contro i lavoratori!

Invece, dal tavolo dei banchettanti, arriva l’ostracismo nei confronti dei lavoratori in lotta, condito con poche idee, ma confuse. La più determinata e cogente, ma che invece è la più elettoralistica, pericolosa e sperperatrice, è quella che prevede finanziamenti di ottomila euro all’impresa per ogni assunzione. È un esperimento già fatto, a livello nazionale, con palese fallimento; ma essa contiene anche un ché di maligno per il futuro. Si palesa, infatti, come una sorta di “doping economico”, capace di distorcere l’apparenza e la sostanza di un economia reale già sufficientemente opaca di suo, e d’indurci a prendere lucciole per lanterne. In questo modo, forse, si riescono a creare posti di lavoro fittizi, strettamente legati alla durata del finanziamento, che svaniranno non appena il finanziamento cesserà; ma non a creare lavoro vero. Drogare il mercato del lavoro, non è una cattiva idea, ma pessima; potrebbe servire, al massimo, a raccattare qualche voto, se i cittadini fossero effettivamente rimbambiti come loro sperano; non certo a riavviare l’economia locale.

Ma tanto è arrivato da quel tavolo: propaganda elettorale e sperpero di denaro pubblico. Per altro, questo chiacchiericcio preelettorale, va ad aggiungersi a quello sulle migliaia di posti di lavoro alla FCA di Piedimonte, già smentito ufficialmente in questi giorni; e quello sulla pioggia di miliardi di euro che dovrebbe inondare la Regione Lazio e la Provincia di Frosinone, che verrà invece smentito solo dopo le elezioni amministrative del 5 giugno.

Perciò, tutti coloro che sono in lotta per la difesa dei propri diritti e dignità, la prossima volta, per avere un tavolo si rivolgano ad un falegname. Il risultato sarà lo stesso: non avranno alcuna risposta ai loro problemi; ma perlomeno avranno incontrato una persona che si guadagna il pane.

Frosinone 29 maggio 2016

 
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Di Ivano Alteri

Ivano Alteri: Libero professionista di Frosinone, esperto in problemi del lavoro, ha collaborato prima con edicolaciociara.it sul cui sito ha pubblicato interventi relativi al mondo del lavoro e alla politica più in generale. Ha collaborato alla ricerca sugli infortuni sul lavoro svolta dall'associazione Argo per conto della Provincia di Roma, poi pubblicata dalla stessa. Dalla nascita di unoetre.it è membro della sua Redazione

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