di Ignazio Mazzoli – Il 16 e il 17 maggio 2016 resteranno, nell’agenda del giornale L’inchiesta-quotidiano e del giornale online UNOeTRE.it, due date cerchiate a colori. Infatti in queste due giornate i direttori delle due testate, Stefano Di Scanno e Ignazio Mazzoli hanno ufficialmente presentato le proposte che furono avanzate il 29 aprile nell’iniziativa svolta ad Anagni “Per una Primavera del Lavoro” organizzata dai disoccupati e da Vertenza Frusinate.
Già da queste colonne abbiamo informato i nostri lettori dell’incontro che si è svolto con il Presidente della Provincia Antonio Pompeo. Nel pomeriggio di martedì 17 alle ore 17 precise, come previsto, i rappresentanti dei due giornali hanno incontrato il Prefetto di Frosinone dottoressa Emilia Zarrillo.
Quaranta minuti circa di dialogo affabile e costruttivo. L’accoglienza cordiale e, direi, premurosa ha reso facile la conversazione e l’illustrazione delle proposte.
Il “Fondo per la dignità dei lavoratori” oramai è una proposta in campo
La creazione del “Fondo per la dignità dei lavoratori” è stata il centro intorno a cui ha ruotato la conversazione. Stefano Di Scanno nell’illustrarlo ha sottolineato due aspetti. Si tratta di una proposta avanzata da due giornali che intendono sostenerla fino al suo decollo con l’informazione, ma non è loro compito gestirla. Con particolare partecipazione ha sostenuto la motivazione che ne fa una proposta involontariamente provocatoria, ma anche di straordinaria responsabilità sociale che ha lo scopo di offrire un soccorso immediato, seppure temporaneo, alle famiglie rimaste senza lavoro e senza reddito e residenti nella provincia di Frosinone rivolgendosi ad eletti del territorio, enti di ogni genere, singoli cittadini e lavoratori occupati. Un gesto di solidarietà che chiama solidarietà, che sarà efficace se riuscirà a coinvolgere un’intera popolazione che, insieme a tutti i suoi rappresentanti, soccorre se stessa nell’intento di “farcela”. Si tratta infatti di iniziare a venr fuori da livelli di disoccupazione drammatici come statistiche, sindaci, l’Amministrazione provinciale e gli organi di stampa evidenziano da tempo.
Il Prefetto Zarrillo ha raccolto questo messaggio. «Questa è un provincia difficile. L’obiettivo non è semplice. Ma dovete provare. E’ giusto tentare. La prefettura non può intervenire nella creazione e nella gestioni di fondi che non le competono, ma non resta insensibile a questa ricerca di solidarietà. Un comitato che promuovesse e gestisse questa iniziativa potrebbe contare sul consiglio e il sostegno del Prefetto e dei suoi collaboratori». Il Prefetto ed il suoi collaboratori come il Capo di Gabinetto dottor Cappelli hanno incontrato in altre occasioni disoccupati e lavoratori in difficoltà. Attenzione e disponibilità all’ascolto non sono rimaste in quelle stanze.
Bene. Dopo l’apprezzamento del Presidente della Provincia Antonio Pompeo e questa dichiarazione del Prefetto Emilia Zarrillo il “Fondo per la dignità dei lavoratori” orami è una proposta in campo e bisogna mettersi all’opera per realizzarla. Vale la pena di ricordare che il 14 giugno prossimo altre 352 famiglie resteranno senza ammortizzatori sociali
e che, entro la fine dell’anno, ci saranno oltre 800 lavoratori (famiglio) nelle stesse condizioni in provincia di Frosinone, a causa delle varie crisi industriali.
Perchè è una proposta pubblica
“Ora è una proposta pubblica”. Non solo perché è e dovrà sempre di più essere diffusa e fatta conoscere, ma è ”pubblica” perché la sua realizzazione si svolgerà con l’assistenza ed il controllo di autorità pubbliche. Il denaro che verrà raccolto sarà gestito in forme trasparenti nell’arrivo delle somme e nella loro gestione sotto il controllo di figure istituzionali che rappresentano lo Stato. L’aggiornamento degli accantonamenti e il loro utilizzo dovrà essere quotidianamente reso noto su un sito istituzionale di un ente pubblico. Solo così ci potrebbe essere una speranza per molti.
“Ora è una proposta pubblica” anche per altra motivazione. Di fronte alla sordità della Regione Lazio, che a differenza di altre regioni italiane si rifiuta d’individuare misura d’emergenza per chi resta senza reddito, nonostante l’appello dei sindaci ciociari, la solidarietà dei frusinati non può manifestarsi come un presuntuoso “faccio da me”, ma vuole dimostrare che anche questa partecipazione di persone ed enti vuole che le Istituzioni siano coinvolte e che il dialogo con loro può dare sempre frutti a vantaggio della società che ad esse fa riferimento.
Da lunedì 23 il dialogo con il Prefetto e il Presidente della Provincia continuerà per tradursi in atti e decisioni che diano risultati. Sarebbe bene che tutti conoscessero i nomi di quelli che perderanno la mobilità e si dovrebbe lavorare per dare un sostegno immediato (fino a 700euro mensili per un massimo di 12 mesi) alle famiglie in difficoltà; in secondo luogo si dovrebbe costituire – a costo zero – un ufficio-osservatorio in grado di monitorare la situazione del lavoro, della crisi economica e occupazionale in corso, fornendo dati puntuali e ufficiali che possano servire per i media ma, prima di tutto, agli stessi enti che devono prendere decisioni in’ materia. Ancora, bisogna tradurre in pratica l’interessante proposta del Presidente di ConfimpreseItalia, Guido D’Amico di coinvolgere le imprese nel riassorbimento dei lavoratori espulsi dai processi produttivi, grazie a meccanismi di incentivazione. (ne abbiamo già parlato diffusamente da queste colonne il 17 scorso)
Non è un sogno. Ce se la può fare, se tutti ci sentiremo coinvolti parlandone, partecipando, sollecitando a donare.
18 maggio 16
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