Associazioni 350 260

Associazioni 350 260di Ivano Alteri – Roma sta diventando per noi un problema. O forse lo è sempre stata. Per un territorio come quello della provincia di Frosinone, diviso per secoli in due stati diversi e assemblato alla meno peggio solo una novantina di anni fa, già povero dalla nascita per esser composto da due antiche povertà, caratterizzato dalla presenza di una classe dirigente (non solo politica) palesemente non all’altezza del compito, la vicinanza a Roma può aver significato non precipitare ulteriormente nella scala della civiltà. Ma può esser vero anche il contrario; e cioè, che nessuna buona classe dirigente vi sia mai sorta, nessuna o scarsa evoluzione vi sia mai stata, proprio per essere un territorio perennemente calpestato dal tallone romano, imperiale, papalino o laico che sia stato e sia.

In questi ultimi tempi, per di più, il peso del suo giogo si è fatto sempre più sentire. Forse, non tanto perché vi sia stata una recrudescenza di quel potere; ma piuttosto perché, nonostante persista un’ampia ed evidente inerzia della classe dirigente locale, iniziano tuttavia a manifestarsi numerosi, pregevoli e profondi fermenti tra i suoi abitanti, che accrescono la sensibilità di tutti noi alle protervie romane. Ora, probabilmente, sentiamo più di prima quel tallone sulla nostra schiena; sappiamo molto più e meglio di prima che soltanto noi stessi possiamo risollevare le nostre sorti; che molto poco possiamo aspettarci da altri, e ancor meno dalla vicina Roma.

Sarà, allora, questa nuova consapevolezza, diffusa sempre più tra le popolazioni qui di stanza, a suscitare quel proliferare di associazioni di ogni tipo, sugli argomenti più vari, che ormai da molti anni caratterizzano e vivificano la vita pubblica frusinate. Esse hanno già dimostrato di saper resistere al muro di gomma opposto loro dall’inettitudine dirigenziale di cui sopra; e farvi fronte, crescendo e moltiplicandosi, come ogni vero e tenace organismo vivente. Per esse, la soggezione del territorio a Roma, cui le costringe la classe dirigente locale, costituisce ormai un’onta insopportabile, un ostacolo da rimuovere senza indugio. Se necessario, come pare, con la rimozione della classe dirigente medesima.

3 sole possibilità

Alla quale, non restano, quindi, che tre sole possibilità: farsi da parte spontaneamente, per manifesta e consapevole inettitudine; mettersi spontaneamente al servizio del territorio, per ritrovato orgoglio; essere spazzata via dalla storia locale senza alcun riguardo, con perdite dolorose e immenso disonore. La prima ipotesi è da scartare, nessuno essendo disposto a riconoscere la propria inettitudine; la seconda è altamente improbabile, dovendo necessariamente presupporre una capacità a rappresentare interessi e sensibilità, di cui la sedicente classe dirigente è manifestamente priva. Non resta, dunque, che la terza, che ha una qualche probabilità di riuscita, potendo contare esclusivamente sulla volontà dei governati (male) e prescindere da quella dei governanti.

Ma dobbiamo insistere nel dire che tutto questo non accadrà per incanto. È necessario, invece, che quei fermenti trovino uno sbocco unitario; sia in senso territoriale sia in senso politico. I diversi rivoli in cui scorrono la tante forze lì presenti, dovrebbero essere tutti convogliati in un grande fiume, che sappia innovare la provincia con tutta la sua forza travolgente. È necessario, in altre parole, creare un’associazione delle associazioni, con strutture democratiche solide e gruppi dirigenti credibili; avente lo scopo precipuo di creare nuova classe dirigente locale. Non solo amministratori e politici, ma anche imprenditori, professionisti, studiosi, artisti… E soprattutto nuovi cittadini consapevoli.

Non è un compito impossibile, è alla nostra portata. Ma dobbiamo prima prendere coscienza che è necessario farlo. Prima ancora che per difenderci dalle angherie romane, per non abbrutirci l’esistenza da soli.

Frosinone 30 marzo 2016

 
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Di Ivano Alteri

Ivano Alteri: Libero professionista di Frosinone, esperto in problemi del lavoro, ha collaborato prima con edicolaciociara.it sul cui sito ha pubblicato interventi relativi al mondo del lavoro e alla politica più in generale. Ha collaborato alla ricerca sugli infortuni sul lavoro svolta dall'associazione Argo per conto della Provincia di Roma, poi pubblicata dalla stessa. Dalla nascita di unoetre.it è membro della sua Redazione

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