collettivo artisti indipendenti domenica 13dicembre 350 260

collettivo artisti indipendenti domenica 13dicembre 350 260di Fausta L’Insognata Dumano – Domenica 13 dicembre la location è ancora lei , la Villa Comunale di Frosinone. Questa volta ti conduco in un vernissage particolare, il collettivo artisti indipendenti, già il nome del collettivo merita attenzione. Sono giovani, molto giovani, con esperienze diverse, non solo per formazione, ma anche per provenienza geografica. Sono una galassia multiculturale e multietnica, dalla Ciociaria al Guatemala, passando per la Francia, Argentina e Sicilia….
Il collettivo nasce a Torino, si rafforza a Firenze. Linguaggi diversi, tecniche artistiche diverse, fotografia, grafica, videoarte, installazioni. La villa questa volta è un’ esplosione giovanile. Per la cronaca va detto: solo pochi artisti del territorio si sono “affacciati” a dare il benvenuto agli artisti indipendenti.
Al vernissage gli Assessori Testa e Fabrizi , una “coppia” sempre presente, quando c’è un appuntamento culturale, artistico.. Questa volta è passata anche la Bianchi, la Consigliera regionale. Il curatore della mostra è Marco Colombo, è lui che cura le public relations, Cinzia Tesio è la “critica”, attraverso i suoi scritti entri nel collettivo , nella scelta del nome La Madre” per capire il percorso, le riflessioni, come nascono le loro creazioni.

Un’iniziativa dell’Associazione culturale “Talenti“, quella del “Gallina Rock”

Il collettivo ha esposto a Firenze , a Siena e in Macedonia. A promuoverli è l’Associazione culturale “Talenti“, che produce il “Gallina Rock”, è proprio al festival che Luigi Vacana, ha scoperto il poliedrico Luca Grossi, il ciociaro del gruppo ed ecco che nel tour viene inserita come tappa Frosinone.
Tema del vernissage il peccato, ma anche la possibilità del riscatto. Opere impegnate, temi forti , denuncia e riflessione. Non sono autodidattici, ma senti il percorso di studi , la loro formazione. Non sono i ”pittori delle sagre” apparentemente sembrano un po’ snob, ma in realtà sono timidi , durante il working in progress hanno provato ad interagire con i ”turisti della villa”…..mi sono messa ai margini per vedere …..ah quell’ installazione, quelle figure dove con un pennarello potevi interagire, arte pubblica relazionale. “Alberto Antonio Foresta, Daniel Jaulmes, Erika Vitale, Luca Grossi, Nazareno De Santis, Francesco Falace, Marzia Vetrano, Samuel Mollo, Luis Pardo, Gerardo Rosato, Federico D’Antoni”……undici stili, undici linguaggi.
Padrino di questa mostra Luigi Vacana con Biagio Cacciola, interessante il suo intervento, in cui ha sottolineato il genocidio degli armeni, tema dell’ opera di Luca Grossi, un’ opera un po’ sacrificata per questioni di spazio. Un vernissage diciamo diverso, tanto vino rosso, niente coca cola, anche “il rinfresco” parla un’ altra lingua “respiri un’altra aria, realizzi l’incomunicabilità generazionale, solo pochi di loro salgono al piano di sopra, dove ci sono due mostre di arte visiva contemporanea, come del resto chi sale sopra non interagisce con il “sotto”.
La stampa è presente con Veronica Conti, una giovane giornalista, che presta molta attenzione ai fermenti artistici, Questa volta c’è Gianmarco Capogna …..L’ Insognata ovviamente, prima di tutto perché narriamo tutti i soggetti che animano la cultura, due, Luca Grossi a cui siamo legate da un “ANTICA AMICIZIA”e abbiamo già scritto su unoetre.it di lui…..e poi come perdersi una lezione dell’ intellettuale Cacciola?? Per la cronaca, veramente abili gli assessori che sono riusciti ad arrivare in tempo, in una città caotica per l’ apertura della porta santa in Cattedrale, ma questa è un’ altra storia……

 

 
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Di Fausta L'Insognata Dumano

Fausta Dumano divenuta Fausta L'Insognata Dumano è laureata in lettere con tanti sogni nel cassetto. Giornalista, scrittrice, critica d'arte si è inciampata nella prima supplenza con il favoloso mondo degli studenti ed è rimasta intrappolata nel discount istruzione. Frequenta corsi di scrittura creativa, ha pubblicato alcuni libri di narrativa. Da sempre è impegnata nell'arcipelago della sinistra.Ambientalista nel dna, la mamma le parlava di difesa del verde, quando non era nell' agenda della politica tanto da creare la prima festa dell'albero ad Arpino negli anni 60. Impegnata nell'arte pubblica relazionale con artqube e 03100 (zerotremilacento) vive a Frosinone, per metà ciociara e per metà siciliana, cresciuta con due culture e stili di vita differenti... è fortemente convinta che la diversità sia un valore importante, per questo si impegna nelle associazioni che favoriscono l'integrazione. Ha insegnato nelle scuole operaie ai migranti, ai figli di un dio minore e in carcere. Perennemente innamorata dell'idea dell'amore, i capolavori indiscussi della sua creatività sono i suoi figli Venera e Matteo, che riescono sempre a strapparle un sorriso, anche quando tutti i pianeti si allineano contro.

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