NOT IN MY NAME 350 260

NOT IN MY NAME 350 260di Fausta L’Insognata Dumano – Ah io non ho paura….no diciamo la verità, ho paura, ma non voglio che la paura diriga i miei movimenti, sabato mattina cronaca di una giornata romana tra pioggia e tensioni. Il treno parte con 20 minuti di ritardo, per chi è un pendolare della tratta Cassino-Roma è un normale ritardo, l’ elemento straordinario è un treno in orario, eppure questo ritardo fa sospirare più di qualcuno e senti una voce “speriamo non sia successo nulla”. La psicosi si è diffusa, gli allarmi bombe, sembra che l’unico luogo sicuro sia un bunker sottoterra.

La Mattina
Ops mio figlio viene a prendermi a termini, generalmente mi aspetta al corteo, voglia di vedermi subito o atto di cavaliere che ti guida in una Roma blindata, posti di blocco, controlli biglietti….. Piazza Esedra, raccogli subito due impressioni, Oreste Della Posta “pioggia e paura hanno vinto”; Angelino Loffredi “C’è tanta gente”. Sono due chiavi di lettura entrambe giuste, la paura e la pioggia hanno fermato tanti, ma la paura e la pioggia non hanno rinchiuso tutti dentro.
Dagli striscioni realizzi subito che la manifestazione che era nata come una sfida alla politica del governo è una sfida al clima di terrore. Dopo gli attentati di Parigi è contro le guerre. IO non ho paura. Sono tornate in piazza le bandiere della pace, la mia sensazione è di un autunno freddo iniziato ancor prima del terrore. Ero ragazzina, quando ho cominciato ad associare autunno caldo con manifestazioni oceaniche, cortei, scioperi, mobilitazioni. Quest’autunno finora è stato caldo solo nel clima fino a sabato, nonostante ci siano tanti motivi per manifestare, clima invivibile nelle fabbriche, disoccupazione a livello di record, nessun sindacato ha indetto uno sciopero generale, neppure i sindacati di base, iniziative settoriali sparse qua e là…neanche la scuola ha dato segnali di vita.Il contratto è un diritto

Il Pomeriggio
Pomeriggio “NOT IN MY NAME” piazza Santi Apostoli….manifestazione delle comunità musulmane, mancano diverse bandiere, l’integrazione, la convivenza …..sento un senso di vuoto, decido di ubriacarmi di arte con Filippo, cammino in una Roma quasi deserta di un sabato pomeriggio, gli odori delle facciate che raccontano la storia, anche prendere la metro è facile, senza file, qualche stazione è chiusa per controlli, in ogni dove dovresti sentirti protetta da poliziotti armati, militari in divisa grigioverde.
Entri in locali che la tua storia ti ha sempre consegnato vivaci, ma realizzi che l’aria è diversa, dall’algerino ci sono due studenti d’ingegneria spaziale ti trascinano in un discorso surreale costruire un missile che viaggia più veloce della luce per fuggire verso l’ infinito e oltre. L’algerino ride e tira fuori un libro “Il giro del mondo in ottanta giorni”, io non sono riuscito a girare in tutta la mia vita neanche una millesima parte del mondo. Fuori stasera fa freddo, ma non è il freddo che sta chiudendo il mondo fuori…..la Roma del 21 novembre tra la magia dei suoni, le prime illuminazioni natalizie, la lettrice dei fondi caffè stasera che si ripara nel locale. Fuori, la sua valigetta con la collezione di carte diverse di tarocchi che tira fuori secondo il cliente è un “oggetto sospetto”. Valigette, zaini , borse, sono diventati oggetti sospetti.

 

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Di Fausta L'Insognata Dumano

Fausta Dumano divenuta Fausta L'Insognata Dumano è laureata in lettere con tanti sogni nel cassetto. Giornalista, scrittrice, critica d'arte si è inciampata nella prima supplenza con il favoloso mondo degli studenti ed è rimasta intrappolata nel discount istruzione. Frequenta corsi di scrittura creativa, ha pubblicato alcuni libri di narrativa. Da sempre è impegnata nell'arcipelago della sinistra.Ambientalista nel dna, la mamma le parlava di difesa del verde, quando non era nell' agenda della politica tanto da creare la prima festa dell'albero ad Arpino negli anni 60. Impegnata nell'arte pubblica relazionale con artqube e 03100 (zerotremilacento) vive a Frosinone, per metà ciociara e per metà siciliana, cresciuta con due culture e stili di vita differenti... è fortemente convinta che la diversità sia un valore importante, per questo si impegna nelle associazioni che favoriscono l'integrazione. Ha insegnato nelle scuole operaie ai migranti, ai figli di un dio minore e in carcere. Perennemente innamorata dell'idea dell'amore, i capolavori indiscussi della sua creatività sono i suoi figli Venera e Matteo, che riescono sempre a strapparle un sorriso, anche quando tutti i pianeti si allineano contro.

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