di Ignazio Mazzoli – Dopo le Regionali in Francia né al primo turno né a seguito dei risultati del ballottaggio è stato possibile leggere un esame di quel voto con una ricerca delle cause e delle responsabilità nel bene e nel male.
La paura degli attentati e dell’Isis è stata la monopolizzante interpretazione di quel voto. Nessuno dei politici italiani ha tentato di addentrarsi in analisi attendibili o comunque che andassero aldilà degli auspici a capire, come ha fatto Paolo Gentiloni poco brillante Ministro degli esteri, o al compiacimento di quanto avrebbe funzionato bene il doppio turno de l’Italicum, come ha fatto l’inutile vicesegretario del PD Lorenzo Guerini. E’ prudenza o che altro?
Il primo ministro francese Valls valutò il voto del primo turno come” figlio del clima di paura che si respira in Francia”. Certamente pesa, eccome se pesa. Ma alla luce del ballottaggio bisogna anche dire che quella paura non spiegava l’alto astensionismo. Perché poi si è ridotto al ballottaggio? Cosa inusuale, infatti ha votato il 58,5%, contro il 49% del primo turno.
Le paure, ma non solo
La paura della destra xenofoba e autoritaria ha sopraffatto l’altra paura? Questo appare evidente e riporta molti astensionisti a votare. Perciò sarebbe buona cosa indagare nell’astensione e nelle cause che la determinano, congiuntamente all’ulteriore crescita dei voti al Fronte Nazionale della Le Pen che in 15 giorni aumentano di oltre 700mila.
L’astensione, che non è un segno di maturità elettorale come qualcuno ogni tanto farfuglia, è una grande contraffattrice dei risultati. Molti elettori non devono essersi recati alle urne. Perché? Ne manca una parte non certamente piccola, dov’è? E’ rimasta a casa?
Come capita spesso, per interpretare i risultati di un’elezione, bisogna andare al di là delle apparenze. Due fattori sembrano meritare attenzione, che nei commentatori francesi al voto non sono stati oscurati: il voto delle periferie francesi, le note banlieues è andato in gran parte a destra. Allora queste non sono prevalentemente il crogiuolo del terrorismo teleguidato? Che fanno, votano per chi li vuole cacciare? mhhh? C’è dell’altro! Prima di gridare all’immigrazione ed alle seconde e terze generazioni che si vocherebbero al terrorismo, forse sarebbe bene guardare ai motivi di malessere che ci sono fra tutti, fra i francesi purosangue e quelli no. Quando il voto popolare, quello della gente che soffre va a destra bisogna chiedersi subito perché e saper che non è solo un segnale, ma anche un pericolo. Quel voto genera una miscela esplosiva perché dà una base di massa a politiche dichiaratamente autoritarie.
L’astensione, ci riguarda. Anche in Italia è molto forte, ma qualcuno, come il Presidente del Consiglio, preferisce fare spallucce a questo fenomeno. E’ il termometro che segnala come ci sia una forte sfiducia nelle Istituzioni e nei partiti. È insieme un segnale di protesta e di resa. È impotente, tanto più se chi dovrebbe interpretarlo lo trascura e sfrutta il vantaggio elettorale che un risultato amputato gli offre.
Non bisogna andare lontano. Per trovare motivazioni e interpretazioni non interessate. Anche su Facebook non è difficile trovare argomenti come questo che segue, a firma di Tonino Proietto sulle vessazioni incontrastate di Acea: «Tanto per allargare il discorso…se una classe politica non vuole sentire le esigenze dei propri elettori…..é condannata…ma prima di scomparire condanna i propri territori……è il caso del frusinate, terra di conquista…sarei curioso di sapere se le tariffe pagate da noi siano uguali alla provincia romana…e se anche fosse, vista la differenza ormai del tessuto produttivo, se i nostri amici politicanti non si sentano in dovere di chiedere le differenziazioni del caso::::?????…ma si sa’ troppi di loro stanno al caldo……nel loro mondo del liberalismo e della globalizzazione…….un mondo di squali…..e della legge della giungla……»
C’è rabbia in queste parole, ma anche da capire due cose abbastanza evidenti: in quel “vista la differenza ormai del tessuto produttivo” c’è la consapevolezza del danno che l’estesa disoccupazione ha provocato, il secondo è che manca la difesa dei diritti sociali e dei lavoratori.
Leggere bene dentro le astensioni
Il risultati delle politiche neoliberiste e di larghe intese adottate in tutta Europa promuove il consenso alla destra autoritaria, ma glielo promuove innanzitutto perché rimane in molti casi l’unica forza di opposizione anche sulle politiche sociali. La prima riforma bisogna ottenerla nel Parlamento Europeo: rilanciare gli investimenti pubblici che facciano da traino a tutti gli altri investimenti, altro che quegli stupidi finanziamenti per aprire stupide agenzie.
In Italia può essere diverso? Serve, però, un’opposizione che strappi risultati, subito e non alle calende greche (non esistono, le calende erano solo romane). Un’opposizione democratica tesa ad allargare diritti e giustizia, ma opposizione vera e tenace, non minuetti settecenteschi di fair play incapaci di rappresentare e difendere problemi e richieste. Nel nostro Paese sembra che ci siano le forze per sostenere democraticamente le rivendicazioni dei disoccupati, dei disagiati, dei colpiti ingiustamente, sono quelle che sanno raccogliere le richieste di sofferenza e vogliono legarsi ai movimenti per dare rappresentanza politica alle loro rivendicazioni e non sono certo gli emuli lombardi della Le Pen.
E’ l’unica strada da seguire, non si combatte la paura della destra solo con larghissime intese che hanno un prezzo alto: lasciano tutto come sta. È proprio il caso del cane che si mozzica la coda. No, così nulla si cambia e si alimenta solo rabbia.
15 dicembre 2015
Vuoi dire la tua su unoetre.it? Clicca qui
La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.
Sostieni il nostro lavoro
unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie